Stato e Impresa

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Stato per funzionare ha bisogno di capitali che o guadagna direttamente o prende da cittadini e da imprese, che, piccole e medie, rendono di più: colossi, egoismi senza fine e diffusi parassitismi clientelari pubblici.

Repubblica studia sempre migliori regole di convivenza e ne controlla il rispetto, per non tornare allo stato brado della barbarie, ed interviene in imprese non facilmente realizzabili da privati, per i quali diventano guide ed incoraggiamenti, ma mai appannaggi di facili ed illeciti guadagni. Scuola fornisce dirigenti per i vari settori: imprenditori non si improvvisano, anche se a volte si inventano e però pesano sulla comunità. Repubblica affina qualità umane di tutta la comunità e finanzia idee e programmi produttivi, per la centralità del cittadino e la crescita di tutti. Accentratore stato assistenziale ignora professionalità e distrugge impresa vera, al centro della quale c’è l’uomo, proteggendo attività foriere di degrado e di indebitamento pubblico: endemici corruzione, illegalità, criminalità, violenza e squilibri sociali, evidenziati da non pochi, che potrebbero essere solo alcuni, reati pubblici e privati scoperti. Non difende e non rinnova repubblica, con rotazione di addetti nel tempo e nei luoghi, governo, che non ascolta voce di popolo e non valuta rilievi e rimedi di pubbliche autorità. Governo fa bene il suo mestiere, se affidato a chi sa fare e fa il suo mestiere; impresa, nelle mani di chi sa fare il suo mestiere, produce per la crescita di tutti i suoi componenti e nell’interesse della comunità, cui diffuso buon esempio favorisce armonia e concordia.

Quando, pur presenti su media e osannati da beneficiati, governano potenti, che antepongono loro interessi a bene pubblico, la comunità non può che essere depressa: sfiducia in se stessa da sfiducia nella classe dirigente, che ignora doveri ed abbandona a se stessi sfortunati e più deboli, i quali, per intervento, ricevono solo parole, ed i quali, assente solidarietà, sono affidati al buon cuore della gente.

Vita libera e dignitosa, dunque, non viene assicurata a tutti, perché repubblica non cura potenzialità di tutti e non impegna professionalità migliori soprattutto per appianare differenze della comunità, spesso asservita a signorie ereditarie, che riducono popolo a gente comune, buona a far numero e ad applaudire, ma non a vantare diritti da cittadino sovrano.

Nunziante Minichiello

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Autore dell'articolo: Nunziante Minichiello

Nunziante Minichiello
"Distribuisco cultura, quella che mi ritrovo, e cose che servono. La cultura è gratis; le cose che servono costano, ma a volte costano meno che altrove. Nei miei voti è la buona fortuna di tutti quanti". Questo è il motto di Nunziante Minichiello che su Cultura e Culture firma la rubrica "Il Terrone che non ci sta", riflessioni sul Mezzogiorno e sull'Italia, in generale, gli editoriali e alcuni articoli di attualità.

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