Pasqua, la tradizione al femminile: Maria Maddalena

La festività di Pasqua 2016 si inserisce nel solco della tradizione religiosa che si rinnova di anno in anno, basata su simboli imprescindibili quali l’uovo, per esempio e su concetti emblematici come la rinascita della natura e la Resurrezione di Cristo. E’ evidente il parallelismo tra il risveglio del mondo e quello di Gesù dopo la crocifissione, una sorta di purificazione, di nuova possibilità di vita. Venire alla luce, o tornare a essa presuppone, però, un periodo di “buio”; pensiamo all’inverno, periodo durante il quale il ventre della terra non è arido, solo assopito, in preparazione per la primavera, oppure i tre giorni della morte di Cristo. Potremmo paragonare questi due momenti di relativa “assenza” a quello della gestazione umana (benché, come è ovvio, i tempi siano diversi tra loro). Anche in tal caso, infatti, il nascituro si trova in una oscurità ovattata, è un essere umano in formazione. E’ e non è nello stesso tempo. Il nutrimento è nascosto nel grembo della terra, Gesù rimase per un periodo stabilito (la simbologia del numero tre è molto interessante in questo senso) in un sepolcro, ovvero nelle viscere del mondo, il bambino inizia a vivere nel ventre materno. Insomma, la vita si sviluppa in un uovo, o in qualcosa che gli assomiglia molto. Perfino il nostro pianeta, pur essendo, per la precisione, una sfera più schiacciata ai poli, ricorda la rotondità del grembo materno.

Maria Maddalena Penitente
Maria Maddalena Penitente

Insomma la “voce” femminile ha raccontato e continua a raccontare la storia di tutti gli esseri viventi, perfino dello stesso Gesù. Eppure questa voce è più flebile rispetto a quella maschile e non poteva, purtroppo, essere altrimenti, data l’impostazione patriarcale delle società fino a oggi. Pensiamo alla Vergine Maria, per esempio, che ha un ruolo fondamentale nella vita di Cristo, eppure la sua presenza rimane in ombra anche rispetto a quella degli apostoli. E che dire di un personaggio come Maria Maddalena? (No, nessuna teoria alla Dan Brown). Se leggiamo le Scritture ci rendiamo conto di alcuni fatti rilevanti inerenti a quest’ultima ma, prima, una piccola precisazione: spesso la Maddalena viene confusa con la sorella di Lazzaro, Maria di Betania (vangelo di Giovanni), oppure con la prostituta dei Vangeli sinottici, invece si tratta di tre donne diverse. Maria Maddalena era presente sul Golgota quando Gesù venne crocefisso. La Bibbia, però, ci dice anche che fu proprio lei a recarsi al sepolcro dopo tre giorni e a incontrare gli angeli che le annunciarono la Resurrezione. Ciò significa che la Maddalena fu testimone tanto della morte quanto della rinascita di Gesù. Lei, una donna. La Vergine, con la gravidanza e il parto, testimoniò (verbo importante, per questo va ripetuto) la nascita del Messia, la Maddalena, trovando il sepolcro vuoto (il grembo dopo il parto) testimoniò la nuova vita quasi lei stessa fosse una “seconda madre”, pur non partorendo, di fatto. Ancora Maria Maddalena assistette alla sepoltura e si recò alla tomba di Gesù per profumarne il corpo. Quest’ultimo gesto non è da sottovalutare, poiché sottintende una cura “materna” e, infatti, tale compito era sempre affidato alle donne. Possiamo, però, anche intravedere la grande considerazione che il Cristo aveva per le donne (e ce ne sono molti esempi, questo è uno dei tanti) e, forse, il rapporto profondo tra lui e Maria Maddalena, ovvero tra il maestro e la discepola.

Maria Maddalena in estasi - Caravaggio
Maria Maddalena in estasi – Caravaggio

Per gli gnostici la figura di questa donna, dai contorni piuttosto sfumati, sarebbe proprio la depositaria di una conoscenza destinata a pochi eletti e tramandatale direttamente da Gesù. Come dimenticare, poi, il fatto che proprio uno dei vangeli non inseriti nel corpus canonico della Chiesa sia stato attribuito proprio alla Maddalena (il Vangelo di Maria, appunto)? E’ così strano pensare che una donna sia arrivata al livello di discepola e, magari, di maestra? Che sia riuscita a comprendere e assimilare il messaggio di Gesù al pari di Pietro, per esempio (pare che tra la Maddalena e Pietro non corresse buon sangue, sempre secondo il Vangelo di Maria). Questa è solo la punta dell’iceberg di un discorso che merita di essere approfondito e, in effetti, c’è già una vasta bibliografia in merito. Analizzare il ruolo di Maria Maddalena e delle altre discepole vicine al Cristo potrebbe aiutarci a capire il vero ruolo della donna nella società secondo l’insegnamento di questi. Un insegnamento che, almeno in questo caso, ha subìto fin troppi “aggiustamenti”, relegando la femminilità a una zona d’ombra che, ben presto, avrebbe assunto i contorni del male.

Autore dell'articolo: Francesca Rossi

Francesca Rossi
Francesca Rossi, romana, è specializzanda in "Lingue e Civiltà Orientali" a “La Sapienza", ha vissuto ad Alessandria d'Egitto per approfondire lo studio della lingua e la cultura araba. Gestisce tre siti: "La Mano di Fatima", "Divine Ribelli", "Angelica la Marchesa degli Angeli". Per la casa editrice “La Mela Avvelenata” ha scritto diversi racconti tra cui “La Spada di Allah” e partecipato a molte antologie come “50 Sfumature di Sci-Fi” con il racconto “La Preghiera della Sera”. E’ in pubblicazione il suo romanzo “Il Palazzo d’Inverno” e in fase di scrittura l’opera a tema islamico “Alamut”. Il sito: http://elioreds.wix.com/francescarossi Pagina Fb: https://www.facebook.com/FrancescaRossiAutrice

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