La Compassione: ecco perché vale la pena provarla!

La compassione è una delle emozioni più nobili che l’essere umano possa provare e dimostra una profondità d’animo che non tutte le persone riescono a sentire. Provare compassione significa immedesimarsi nell’altro, percependo quello che prova l’altra persona e riuscendo, quindi, a comprendere i suoi sentimenti. A volte si confonde la compassione con la pena; quando proviamo pena per qualcuno lo stiamo anche giudicando; si prova dispiacere verso quell’individuo ma allo stesso tempo siamo anche giudici. La compassione invece non condanna ma comprende, non punta il dito ma accoglie, prova dispiacere perché sente la stessa emozione. Ci vuole empatia per sentire compassione, e per fare questo è necessario essere aperti, abbandonare l’armatura protettiva che ci siamo creati per difenderci dal mondo lasciando spazio alla spontaneità.

La compassione

Viviamo in una società che ci vuole in un certo modo: ci sono degli standard e si pretende che tutti si adeguino a essi ma non è possibile perché non siamo tutti uguali; ci siamo obbligati a seguire regole che non vanno bene per tutti; coloro i quali hanno il coraggio di uscire dagli schemi convenzionali vengono criticati e incompresi e appena qualcosa va storto messi alla gogna. Alcuni si obbligano a seguire copioni per non essere giudicati, vogliono apparire perfetti gli occhi delle persone amate solo per paura di non deluderle ma non capiscono che stanno deludendo solo se stessi snaturandosi. Spesso sono anche individui privi di compassione perché tendono a giudicare tutto quello che non rispecchia il proprio modo di fare o almeno quello che gli è stato insegnato; condannano le forme di diversità. Mancano di profondità o almeno allontanano la ‘voce dell’anima’ per evitare di mettere in discussione il loro mondo perché sarebbe troppo doloroso; si fanno piacere la loro vita nascondendo il malessere che provano mostrando una totale freddezza verso le situazioni esterne.

Eppure le emozioni non si possono nascondere e tenderanno a manifestarsi in altre forme. Queste persone il più delle volte condannano gli stati d’animo altrui per giustificare la loro impassibilità. A questi individui manca la compassione verso il prossimo perché non la provano nemmeno per loro stessi. Vi sono persone particolarmente sensibili che, nonostante le brutte esperienze, sentono di dover vivere la vita con passione, provano compassione ma spesso sono anche dure verso il mondo, comprendono le difficoltà ma sono anche molto arrabbiate con la vita, tendono a essere molto razionali e a dare sempre una spiegazione alle cose, cercano di essere naturali ma non si sentono a loro agio quando perdono il controllo. Queste persone provano compassione ma non sono compassionevoli perché sentono un profondo dissidio che non le fa esprimere per quello che sono in profondità.

Vi sono infine gli individui compassionevoli (non sono da intendersi solo le figure come Madre Teresa di Calcutta che sicuramente è stata una personalità compassionevole). Sono tutte quelle persone che accettano la vita per come viene, amano le sfide e non si arrendono di fronte alle difficoltà perché sanno che l’esistenza è anche questo. Si sentono bene e vivono bene perché mostrano al mondo la loro vera natura e il loro talento indipendentemente dai risultati che ottengono. Non giudicano prima di tutto se stesse, sono capaci di provare le emozioni altrui perché sanno sentire le loro di emozioni; non credono nella sola forza o nella sola debolezza ma sono consapevoli che entrambi gli aspetti convivono in ogni essere vivente. Sono naturali e flessibili, proprio perché sono consce di non avere il controllo su niente, si sentono libere e vivono la loro esistenza in maniera libera e spontanea, non si curano di quello che pensa la gente perché non danno al pensiero altrui eccessiva importanza, provano rispetto per sé e per gli altri e proprio per questo non s’impongono di andare d’accordo con tutti. Essere compassionevoli vuol dire amare la vita; non è qualcosa che si può raggiungere ma è qualcosa che possiamo sentire dentro di noi e lasciare uscire perché la compassione nasce nel nostro cuore e solo lì possiamo trovarla.

Commenti

commenti

Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti

Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

Lascia un commento

 COPIA NEGLI APPUNTI