Conquiste d’illegalità

©Judges Gavel - Fotolia.com
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Giustizia, libertà, democrazia e irrinunciabili principi tracciano vie di civiltà, che, ad esempio, abolisce case chiuse, riduce reati perseguibili d’ufficio, facilita prescrizioni, condona, liberalizza, privatizza, permette elemosina, raccomandazione, mediazione, ma che non sempre migliora vita ed immagine del bel Paese, spesso rapinato ed insicuro. Cronaca attesta che l’Italia è ben frequentata da professioniste del sesso, il quale non può essere licenziato come tabù; che non assicura sempre vita libera e dignitosa a cittadini, che, derelitti, ricorrono alla caritas; che non ferma reati contro la persona ed il patrimonio, di cui ancora parlano tanto giornali ed attestano associazioni, marce, tavole rotonde e convegni, organizzati ovunque, quasi che i problemi non si debbano risolvere con studi ed impegni, ma con riti e cerimonie esorcizzanti; che insomma non realizza, ma parla tanto, inventando e copiando neologismi pure esotici. Liberatòri, messaggi e frasi ad effetto, pur non nuovi, ripetono il miracolo di acquietare, colla forza della parola, moltitudini, incapaci di liberarsi da miti e da divi, perché sapere non apre loro gli occhi, indottrinandole e smaliziandole. È attraversata in lungo ed in largo da fenomeni preoccupanti, causati anche da modernismo saccente, presuntuoso e pure ignorante e da “tamarria” dilagante, l’Italia, cui Europa spesso ricorda trattati sottoscritti. Diritto carente o privato di forza apre le vie a protezioni, a sotterfugi ed a salvacondotti per fare comodi propri: stato non riesce ad insegnare, soprattutto con l’esempio, ed a far rispettare regole alla cittadinanza intera, che, perciò, è costretta, per sopravvivere, a volte persino ad asservirsi per modesto premio. Libertà diventa arbitrio, imposto con non sempre irrilevante ipocrisia: generazioni si lasciano attrarre da costose e spesso pericolose distrazioni, all’uopo studiate ed in cui a volte hanno parte, deviate da loro missione, anche informazione e letteratura, che, per breve rumore, impressionano, stupiscono, incantano e plagiano, mentre, silenziosa, furbizia si impone a maggioranza, che resta a portar some, tra battute, barzellette e reati, e che non fa Popolo sovrano di pari cives optimo iure. Da lettere viene crescita filosofica, scientifica, politica, economica, civile e sociale; da degrado e libero istinto nascono violenze ed ingiustizie.

Nunziante Minichiello

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Autore dell'articolo: Nunziante Minichiello

Nunziante Minichiello
"Distribuisco cultura, quella che mi ritrovo, e cose che servono. La cultura è gratis; le cose che servono costano, ma a volte costano meno che altrove. Nei miei voti è la buona fortuna di tutti quanti". Questo è il motto di Nunziante Minichiello che su Cultura e Culture firma la rubrica "Il Terrone che non ci sta", riflessioni sul Mezzogiorno e sull'Italia, in generale, gli editoriali e alcuni articoli di attualità.

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