The Judge, è duello tra Robert Duvall e Robert Downey Jr

La trama e la recensione del film The Judge con Robert Duvall e Robert Downey Jr

the-judge-trama E` uscito il 22 ottobre nelle sale italiane The Judge [Il Giudice], un connubio quasi perfetto tra dramma familiare e giudiziario che vede protagonista il duello tra due stelle hollywoodiane come Robert Duvall e Robert Downey Jr. Quest’ultimo sveste i panni del supereroe Iron Man per interpretare un brillante e vanitoso avvocato di Chicago di nome Hank Palmer. Appresa la spiacevole notizia della morte della madre, Hank parte alla volta dell’Indiana per riabbracciare la propria famiglia. Ad attenderlo ci sono il fratello minore, leggermente ritardato e ossessionato dai filmini di famiglia, e il fratello maggiore, un campione di baseball pieno di rimpianti a causa di un incidente che gli ha precluso la strada del successo. L’incontro/scontro che compisce maggiormente è però quello tra Hank e suo padre Joseph Palmer (Robert Duvall), il giudice della cittadina se non una vera e propria istituzione giuridica del luogo. Basteranno poche ore per risvegliare antichi rancori e far riesplodere i conflitti familiari che avevano tenuto i due già lontani per molto tempo. Tuttavia, la permanenza di Hank in Indiana sarà costretta a prolungarsi più del previsto dopo che il padre viene accusato di omicidio. Nonostante le reticenze, Hank troverà il modo di convincere il padre di essere lui stesso l’avvocato “migliore” per occuparsi della sua difesa.

Lungo il cammino verso la ricerca della verità, Hank scoprirà un padre invecchiato e malato, profondamente addolorato dalla morte di una moglie con quale avrebbe voluto trascorrere il resto dei suoi giorni. Sono a dir poco commoventi i suoi continui tentativi di riavvicinamento a una figura paterna ingombrante e la rabbia dinanzi alla sua ostinazione. Il perdono non è dopotutto l’opzione più semplice! Robert Duvall giganteggia in un duetto tra un padre e un figlio così lontani e così vicini da logorarsi a causa dell’orgoglio. Quello di Joseph Palmer è uno dei ruoli più intensi degli ultimi anni della carriera di Duvall. Regge il confronto l’istrionico Robert Downey Jr. che con grande ironia, carisma e potenza espressiva regala al film il suo valore aggiunto. Un confronto teso, lucido ed emozionante tra due personalità molto diverse: taciturno e integerrimo il primo quanto estroverso e spregiudicato il secondo. E’ l’orgoglio l’unico aspetto che li accomuna insieme all’immenso amore che nutrono l’uno nei confronti dell’altro. The Judge è senza dubbio il miglior film del regista statunitense David Dobkin, che traspone sul grande schermo parte della sua storia personale. La stessa motivazione ha spinto Robert Downey Jr. a produrre il film insieme alla moglie. L’attore più pagato di Hollywood non ha infatti nascosto la sua turbolenta relazione con il padre che ha definito senza mezzi termini “uno stronzo”.

The Judge-recensione

Domande e sguardi quelli del suo Hank che rivelano mano a mano le insicurezze di un figlio frustrato dall’inconciliabilità con l’uomo più importante della sua vita, il suo punto di riferimento. Un conflitto che molto probabilmente permane nel profondo dell’attore newyorkese e che risale (cinematograficamente parlando) ai tempi di Guida per riconoscere i tuoi santi (2003) di Dito Montiel. Non è sicuramente un film che brilla per originalità, The Judge, che dopo un incipit alla Tra le nuvole di Jason Reitman si rivela un dramma familiare classico, quasi nostalgico, ma anche intenso ed emotivamente coinvolgente. La regia di Dobkin è piuttosto altalenante ma raggiunge anche dei climax emotivi con scene come quella del bagno estremamente toccante, girata con la naturale delicatezza e l’ironia del miglior cinema d’autore. La sceneggiatura, firmata da Nick Schenk e Bill Dubuque, caratterizza i tempi estremamente dilatati ma il ritmo è avvantaggiato da un copione dominato da monologhi e scontri verbali sufficientemente carichi di pathos. Un film dunque godibile The Judge con dei grandi attori protagonisti a cui si perdona anche qualche cliché di troppo. Dopo i deludenti incassi al box office americano, dove si è fermato a 27 milioni di dollari a due settimana dall’uscita, siamo ansiosi di capire quanta attenzione riserverà il pubblico italiano a questo amabile scontro (cinematografico) tra la nuova e la vecchia Hollywood.

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Rosa Maiuccaro

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Autore dell'articolo: Rosa Maiuccaro

Appassionata di cultura, sport e scrittura fin dalla tenera età, sto lavorando affinché le mie passioni possano diventare un lavoro a tempo pieno. Come diceva Confucio: "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita". Il cinema, la lettura, il teatro e la danza mi hanno cambiato la vita. Ho scoperto un mondo in cui non ci si sentiva mai soli e dove era possibile essere davvero se stessi. Tramite la mia scrittura, tento di dare accesso a quel mondo favoloso al maggior numero di persone possibili. Per il resto, come sosteneva Fellini, è la curiosità che mi fa svegliare la mattina.

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