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The Hateful Eight, trailer e recensione del film di Tarantino

The Hateful Eight di Tarantino: trama, trailer e recensione del film – “The Hateful Eight” non delude le aspettative, perché Quentin Tarantino, come al solito, realizza un film perfetto, un capolavoro della cinematografia di oggi. Con Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh (candidata anche agli Oscar 2016), Samuel L. Jackson, Tim Roth, Michael Madsen e con l’apparizione straordinaria di Channing Tatum (il sexy Magic Mike dell’omonimo lungometraggio), “The Hateful Eight” è ambientato poco dopo la fine della guerra civile fra le fredde lande del Wyoming, in un momento di grande tumulto per la società dell’epoca. A causa di una forte tormenta di neve, i ‘diabolici otto’ saranno costretti a rintanarsi in una baita per sopravvivere al freddo e al gelo. In questo luogo angusto si troveranno due cacciatori di taglie, uno sceriffo, un boia dal perfetto accento inglese, un ex militare, un uomo misterioso che afferma di essere uno scrittore, una pericolosa criminale e il proprietario della baita. Ognuno di loro nasconde però un torbido segreto che, inevitabilmente e nella maniera più inaspettata possibile, verrà alla luce lasciando lo spettatore di stucco. Non basterebbe un saggio intero per poter descrivere la bellezza e l’affabilità del nuovo lavoro di Quentin Tarantino, perché “The Hateful Eight” non è uno spaghetti western che omaggia i film di Sergio Leone, non è un semplice trattato sboccato e pieno di battute graffianti sulla situazione sociale degli anni post guerra civile, è in realtà un affresco politico a tutto tondo, bello da mozzare il fiato e che emoziona terribilmente. E’ un film che si riconcilia con il lato più intimistico della settima arte, un’opera mastodontica, studiata nei minimi dettagli che funziona anche – e soprattutto – nei suoi ‘momenti morti’.

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E di momenti di questo tipo ce ne sono molti in “The Hateful Eight”, soprattutto quel lungo incipit lento e cadenzato, eppure pare essere assolutamente necessario per la struttura stessa del plot perché, grazie a questo lungo ‘spiegone’ iniziale, il regista ha la possibilità di costruire un brillante archetipo narrativo che, passo dopo passo, arricchisce di particolari e sensazioni una storia usuale ma di grande spessore. Se a questa cornice ci aggiungiamo le musiche di Ennio Morricone (fulgide come non mai), le interpretazioni da Oscar di tutti gli attori chiamati in causa (brilla su tutti non solo Jennifer Jason Leigh ma anche Tim Roth e Kurt Russell), una scenografia curata nei minimi dettagli (e molto teatralizzante), sparatorie a raffica, sangue a fiumi e colpi di scena inaspettati, si completa così il quadro di The Hateful Eight. Tarantino però dopo il grande successo di Django Unchained e di Bastardi senza gloria (film che hanno consacrato definitivamente il suo genio), si discosta leggermente dalle tematiche che ha analizzato nei suoi precedenti lavori.

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L’ambientazione da Far West infatti è solo il motore della vicenda, un particolare necessario e sufficiente, per raccontare una storia contorta di umana vendetta. Ma la poetica anticonvenzionale e il gusto dell’eccesso (sia nei dialoghi che nelle situazioni) rimangono una costante dei suoi lavori, e tutto ciò emerge in “The Hateful Eight”. È quindi un film dai grandi temi, filosofeggiante, intimistico, teatrale, umoristicamente divertente e dedicato agli stomaci forti, anche se la tematica splatter compare questa volta in un’accezione minore. Poche sono le note di demerito nei confronti di questo film, perché è così bello e pieno di chiavi di lettura, che è capace di far dimenticare quel primo capitolo un po’ lento e a tratti includente. Una volta che i diabolici otto hanno rivelato chi sono veramente, niente e nessuno può distogliere il pubblico dall’idea che Quentin Tarantino, anche questa, volta ha scritto una pagina (essenziale) del cinema moderno. Di seguito il trailer del film.

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Autore dell'articolo: Carlo Lanna

Carlo Lanna
Carlo è un ragazzo spigliato, timido e sognatore. Di origini casertane (ma sogna di vivere a Londra), è rimasto fatalmente attratto dal mondo del cinema quando, a 13 anni, ha visto per la prima volta "Il delitto Perfetto" del grande Hitchcock. Accanito lettore di saghe fantasy e cultore dell'arte seriale americana, Carlo vorrebbe che questa insana passione per la settima arte diventasse un lavoro a tutto gli effetti. Sarà un cammino lungo ed irto di ostacoli, ma è convinto che le soddisfazioni arriveranno molto presto.

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