Roma, con Michele La Ginestra il teatro è magia surreale

Michele La Ginestra è come le feste comandate: arriva, sempre, immancabile. Ma contrariamente a queste, spesso sopportate proprio perché imposte, lui ha il dono di essere gradito, anzi acclamato dal suo pubblico, che lo desidera a tal punto da far registrare un costante tutto esaurito nel Teatro Sette, il suo piccolo regno. E’ quello che accade, dal giorno della prima, per Mi hanno rimasto solo…10 anni dopo, one man show e cavallo di battaglia riproposto appunto a dieci anni dal suo debutto, naturalmente riveduto e corretto.

Michele La-Ginestra

Il sogno dell’attore, quello di poter interpretare ogni sera un ruolo diverso, viene realizzato grazie all’espediente drammaturgico del lavorante che, dopo aver indossato i panni di Ciampa nel Berretto a sonagli di Pirandello, rimane chiuso in teatro per sessant’anni, dimenticato, su un palco in disordine. La sua gioia, il suo desiderio avverato. Cercare tra gli oggetti di scena sparsi sul palco un vestito, un oggetto, un testo con cui rinascere ogni sera, all’infinito. Magia surreale del teatro, sempre presente nei lavori di La Ginestra. Mi hanno rimasto solo…10 anni opo

Accompagnato, aldilà di un velatino, da tre raffinate coriste (Alessia Lineri, Irene Morelli, Alessandra Fineo) e al pianoforte dal Maestro Paolo Tagliapietra, Michele imperversa, evidentemente a suo agio, con una carrellata di personaggi esilaranti, ma che sempre nascondono un pizzico di poesia. Dall’alcolizzato Archimede, sbronzo ma saggio, all’ex calciatore Melicacci, “promessa mai mantenuta”, ritratto di divertente malinconia, alla serie di personaggi delle favole, che smonteranno per sempre i nostri punti di vista sognanti sulle loro storie, a suon di risate.

Un oggetto, una parrucca, un abito e il personaggio cambia in continuazione, a ritmo incalzante, passando per un Leonardo Da Vinci, a mio parere il più esilarante in assoluto, per arrivare a quel Don Michele, conosciuto dai più per la partecipazione televisiva a Colorado. Michele, quello vero, da grande artigiano del teatro conduce lo spettacolo con la sua proverbiale simpatia e schiettezza, la stessa che si può riscontrare parlandoci fuori dalle scene. Forse proprio questa è la chiave del suo successo. Il pubblico se ne accorge, lo percepisce come uno di loro.

E lui gioca col suo pubblico, interagisce tramite i suoi personaggi, ci parla, si lascia interrompere, risponde. Ma quando declama la bellissima poesia dedicata al padre che non c’è più, toccante, l’emozione ammutolisce la platea gremita. Questa è la magia del teatro, questa è la magia di un bravissimo attore che con umiltà ci regala sempre un sorriso e una speranza. Che poi è quella tipica del teatro, di ogni tipo: rinascere, ogni sera, con una lacrima o un sorriso poco importa. Risorgere, sul palco o in platea. E non rimanere mai soli.

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Paolo Leone

 

Roma, Teatro Sette (via Benevento 23). Dal 23 dicembre all’11 gennaio 2015.

Teatro Sette srl presenta: Mi hanno rimasto solo…10 anni dopo. Scritto, diretto e interpretato da Michele La Ginestra.

Con: Alessia Lineri, Irene Morelli, Alessandra Fineo. Al pianoforte: Paolo Tagliapietra.

Disegno luci: Francesco Mischitelli; Distribuzione Pigrecodelta.

Si ringrazia l’ufficio stampa del Teatro Sette nella persona di Andrea Martella.

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Autore dell'articolo: Paolo Leone

Paolo Leone
Nato a Roma. Ama il teatro, di qualsiasi genere. Free lance, segue le stagioni teatrali romane da anni, scrivendo recensioni e realizzando interviste ai protagonisti. Attento ai giovani talenti. Ha organizzato presentazioni di libri in librerie a Roma e provincia ed è stato relatore al Salone Internazionale del Libro di Torino nel maggio 2013.

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