L’ITALIA DI PRANDELLI TRA I TERREMOTATI DELL’EMILIA…

di Emilio Buttaro

La promessa è stata davvero mantenuta. Così per tre giorni le popolazioni del modenese hanno potuto vedere da vicino quei ragazzi che, qualche mese fa all’Europeo, provavano a regalare un sogno anche a chi da poco aveva visto cambiarsi la vita in una manciata di secondi. Domenica a Medolla campeggiava uno striscione “L’Emilia è ancora scossa diamoci una mossa”. Il commissario tecnico Cesare Prandelli con il suo solito tono equilibrato cercava quasi di ingrandire i caratteri di quella frase, affermando di fronte a 4.000 spettatori: “Noi la promessa l’abbiamo mantenuta speriamo che gli altri mantengano la loro”. Un pomeriggio carico di emozioni, di sorrisi, di piccole storie a metà tra il dolore e la voglia di ripartire. «So cosa vuol dire il terremoto – affermava Marco Verratti uno dei volti nuovi della Nazionale – perchè quando è successo a L’Aquila ho dormito per due settimane in macchina. Casa mia era piena di crepe e per un po’ di mesi smisi anche di giocare a calcio». Un altro centrocampista, Antonio Nocerino, proprio durante l’allenamento perdeva la fede nuziale mentre realizzava un gol in splendida acrobazia. Ci pensava uno dei tanti terremotati accorsi allo stadio a riportare l’anello al giocatore del Milan, mentre lui, l’erede di ringhio Gattuso (come è stato più volte definito) realizzava di essersi portato a Medolla per regalare qualcosa e di avere al contrario, ricevuto tanto. A vedere gli azzurri c’era anche Denise Carnazzola, la bambina di 10 anni che la sera di Italia-Germania venne colpita da una pallottola vagante nel milanese. «Denise ha ancora gli incubi – ci spiegava la madre – spero che questa giornata l’aiuti». Tra gli spettatori anche Silvio, l’amico volontario di Don Ivan, il parroco di Rovereto rimasto vittima del sisma mentre cercava di salvare la statua della Madonna e c’erano anche i colleghi dei quattro operai morti tra Medolla e Mirandola sotto il tetto dell’azienda biomedicale Haemodinamic. Si saranno emozionati anche loro nel sentire le parole di capitan Buffon: «Questa gente avrebbe tutti i motivi per piangersi addosso invece ci ha sorriso guardando al futuro. Sono davvero un esempio per tutti, c’è tanta dignità in loro. Del resto noi italiani nelle difficoltà sappiamo ritrovarci». Dal presidente della Figc Giancarlo Abete anche un annuncio importante perchè la stessa Federazione e i calciatori azzurri finanzieranno due inziative per un totale di 500 mila euro: una palestra a San Possidonio e la ristrutturazione di un centro ricreativo a Mirandola. L’affetto di Modena e dintorni è proseguito il giorno dopo quando proprio nel capoluogo emiliano gli azzurri hanno effettuato una seduta di allenamento alla vigilia della seconda partita di qualificazione ai prossimi campionati del mondo. Poi l’attesa partita contro Malta con la festa che continua sugli spalti dove anche i tifosi avversari brillano per sensibilità quando espongono lo striscione che recita “Forza e coraggio…da Malta un abbraccio”. Sul prato verde gli azzurri pur senza brillare, vincono con un gol per tempo a firma di Destro in apertura di gara e di Peluso in pieno recupero. Alla fine applausi per tutti, per la nostra Nazionale si tratta del terzo successo a Modena negli ultimi cinque anni. Dopo il punticino in Bulgaria ecco la prima vittoria ma il cammino verso i mondiali brasiliani è ancora lungo.


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