Laura Pausini: Simili, recensione del nuovo album

laura-pausini-simili-nuovo-album-recensione Laura Pausini è tornata con il nuovo album “Simili”, in cui la maturità e la profondità dei testi si accompagnano alla sperimentazione musicale e alle collaborazioni con alcuni tra i grandi nomi della musica italiana. Il nuovo lavoro è uscito il 6 novembre ed è già al primo posto nella classifica ITunes. Purtroppo, come spesso accade a cantanti di livello internazionale come Laura Pausini, non sono mancate le polemiche in merito alla qualità delle nuove canzoni.

La stessa cantautrice ha spiegato, in un’intervista al Settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, di aver scelto la parola “simili” come titolo dell’album poiché in essa sono racchiusi i concetti di “uguale” e “diverso”. Mai definizione fu più adeguata: le quindici tracce che compongono il ritorno di una delle artiste italiane più amate e conosciute all’estero racchiudono l’essenza dello stile musicale di Laura e, nello stesso tempo, se ne discostano per dar vita a un lavoro più profondo, maturo, in cui la voce, i testi e la musica mostrano una notevole evoluzione.

laura-pausini-nuovo-albumPer questo motivo l’album non è di facile ascolto; il filo conduttore è ancora l’amore, ma pur intuendo il legame tra alcune delle sue canzoni più famose, come “Vivimi” (2004), “In assenza di te” (1999), “Tra te e il mare” (2000) e i nuovi pezzi, “Lato destro del cuore”, “Chiedilo al cielo”, “Ho creduto a me”, “Sono solo nuvole” per citare i più intensi, si sente la trasformazione della cantante e della donna, ormai pronta a presentare brani ancora più ricercati dal punto di vista stilistico.

Persino la voce ha assunto nuove sfumature: la tecnica, sempre impeccabile, lascia più spazio alle emozioni, agli acuti graffianti, alle note piene di emotività o cariche di energia, scivolando con dolcezza sui fraseggi più bassi e donando a ogni canzone un’espressività unica.

Lato destro del cuore”, che apre il disco, è un pezzo poetico sulla forza dell’amore e sulla paura che può incutere un sentimento così totalizzante. Scritto da Biagio Antonacci, fonde molto bene la personalità istrionica di questo cantautore con quella più sensibile della Pausini.

L’artista milanese ha regalato a Laura anche un altro brano, “Tornerò (Con calma si vedrà)”, in cui i ritmi caldi del Mediterraneo fanno da sfondo a un testo sulla libertà, sulla voglia di viaggiare e tornare arricchiti nell’anima, sull’importanza di godere ogni attimo, seguendo l’istinto.

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Un’altra collaborazione eccellente è quella con Jovanotti, che firma “Innamorata” un pezzo reggae tutto da ballare, sul potere trascinante dell’amore, che per sua natura è assoluto, senza limiti e porta una donna a fare qualunque cosa pur di viverlo.

Sono solo nuvole” è una delle canzoni più belle e toccanti di “Simili”. Impossibile non riconoscere lo stile poetico e la dirompente personalità dell’autore, Giuliano Sangiorgi, che scrive di un rapporto in disgregazione, di un sentimento difficile da ricomporre perché ridotto in frantumi.

 

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La stessa Pausini è unica autrice di due brani molto diversi tra loro: “Nella porta accanto” e “Io c’ero (+ amore x favore)”: nel primo il tema centrale è l’attesa dell’amore, l’incontro, la possibilità di scegliersi, canzone piuttosto difficile dal punto di vista tecnico; il secondo, invece, è un brano dance in cui Laura scatena la sua voglia di libertà e d’amore, ma anche l’impossibilità di tornare indietro ed evitare le scelte sbagliate. Da segnalare “Simili”, la traccia che dà il titolo al disco ed è stata scritta da Niccolò Agliardi: pop rock in cui è riassunta l’anima stessa dell’album, ovvero la ricerca di qualcuno che, pur essendo altro da noi, è simile, combacia con il nostro modo di vivere e vedere il mondo. Agliardi firma molti altri brani di “Simili”, l’emozionante “Chiedilo al cielo” (scritta proprio con Laura Pausini), sull’amore perduto, canto di difficile interpretazione dal punto di vista tecnico; “Ho creduto a me”, in cui la vocalità graffiante di Laura si esprime su un testo e una musica energici, in cui la voglia di riscatto dopo le delusioni coincide con il desiderio istintivo di essere sempre se stessi e amati per ciò che si è; “Il nostro amore quotidiano”, il racconto, fatto di voce e piano, di una storia d’amore che combatte contro la quotidianità fatta di problemi e assenze, la normalità della vita che vede rinnovarsi, quotidianamente, la promessa d’amore; Il rock di “Colpevole” non convince del tutto, forse non è una delle canzoni più riuscite del disco, ma si lascia ascoltare soprattutto grazie all’espressività della Pausini. Una menzione particolare va a “200 note”, firmata da Tony Maiello, una delle tracce più intime di “Simili”, molto evocativa, in cui si possono rintracciare frammenti della vita di Laura cantati con grande dolcezza. Le ultime tre canzoni del disco sono quasi un universo parallelo, a sé stante, il mondo più personale, quotidiano di Laura Pausini, con i ricordi del passato e le gioie del presente: “Per la musica”, che vede ancora la presenza di Agliardi in qualità di autore, è una dedica appassionata alla musica, un pop rock superbo, energico, quasi una dichiarazione d’amore a quello che non è solo un mestiere, ma il destino e il compimento di tutta una vita.

pausiniLo sapevi prima tu” è un’altra dedica commovente per il padre della Pausini, Fabrizio, uno dei primi veri ammiratori che hanno creduto nel suo talento. Scritta da L’Aura è la poesia in musica che molti di noi vorrebbero cantare a coloro che ci hanno sempre sostenuto senza chiedere nulla in cambio. L’ultimo brano, scritto da Biagio Antonacci, è il più tenero di “Simili”: “E’ a lei che devo l’amore”, una specie di ninna nanna in cui Laura esprime tutto il suo amore di madre. Un brano a tema “familiare”, visto che alla chitarra c’è Paolo Carta, compagno della cantante e la voce delicata, di bambina che udiamo è quella di Paola, figlia che Laura ha desiderato ardentemente. “Simili” fa pare di un progetto musicale e visivo più grande e importante: a ogni pezzo, infatti, è affiancato un video e nell’edizione speciale con DVD c’è anche un breve “making of” della genesi del disco. Finalmente Laura Pausini è tornata con un nuovo, accattivante album, “Simili”, che promette di mietere successi in tutto il mondo, a dispetto delle critiche troppo concentrate nel tentativo di destabilizzare gli artisti pieni di voglia di sperimentare e in grado di portare all’estero una bella immagine dell’Italia. Artisti che non sono mai uguali a se stessi.

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Autore dell'articolo: Francesca Rossi

Francesca Rossi
Francesca Rossi, romana, è specializzanda in "Lingue e Civiltà Orientali" a “La Sapienza", ha vissuto ad Alessandria d'Egitto per approfondire lo studio della lingua e la cultura araba. Gestisce tre siti: "La Mano di Fatima", "Divine Ribelli", "Angelica la Marchesa degli Angeli". Per la casa editrice “La Mela Avvelenata” ha scritto diversi racconti tra cui “La Spada di Allah” e partecipato a molte antologie come “50 Sfumature di Sci-Fi” con il racconto “La Preghiera della Sera”. E’ in pubblicazione il suo romanzo “Il Palazzo d’Inverno” e in fase di scrittura l’opera a tema islamico “Alamut”. Il sito: http://elioreds.wix.com/francescarossi Pagina Fb: https://www.facebook.com/FrancescaRossiAutrice

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