Il professor Cenerentolo: trailer e recensione del film di Pieraccioni

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Il professor Cerentolo è il film meno riuscito di Leonardo Pieraccioni che questa volta lascia la Toscana per approdare sull’isola di Ventotene, nella provincia di Latina, a pochi chilometri dalla costa campana. L’attore toscano in questa nuova commedia, di cui è regista, veste i panni di Umberto, un piccolo imprenditore che, ridotto sul lastrico, decide di derubare una banca finendo in galera. In questo film Pieraccioni torna a interpretare un professore proprio come in Finalmente la felicità (2011), anche se il titolo gli è stato dato dagli altri detenuti della casa circondariale. Lui nei fatti è un ingegnere che sogna di riallacciare i rapporti con la figlia e di riottenere la tanto agognata libertà.

Ne Il Professor Cenerentolo sono ancora dominanti i legami familiari che, con tutte le loro incertezze e contraddizioni, una volta sfasciati per responsabilità di un combina guai quale Umberto, devono essere ricostruiti sulle fondamenta della fiducia. I personaggi di Leonardo Pieraccioni (nessuno escluso) sono dei tipi semplici, uomini della porta accanto che, lontani dallo stereotipo del maschio latino, affascinano le belle donne grazie a quel mix vincente di simpatia, romanticismo e spontaneità. Gualtiero Marchesi nel film Io & Marylin (2009) cerca di riconquistare la moglie e la figlia di quindici anni, come del resto fa pure Mariano di Una moglie bellissima (2007) che deve competere con un fotografo da copertina, interpretato niente meno che da Gabriel Garko, il quale fa perdere la testa all’avvenente Miranda (Laura Torrisi).

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La femme non proprio fatale ma sempre di bell’aspetto de Il professor Cenerentolo è Morgana (Laura Chiatti), una ragazza con il 25 per cento in meno di quoziente intellettivo, che però ammalia il protagonista, il quale scappa diverse volte dal carcere per incontrarla ma, proprio come Cenerentola, deve rientrare entro la mezzanotte. In questa nuova commedia Leonardo Pieraccioni sembra quasi voler rendere omaggio alle fiabe, dal titolo del film al nome del personaggio di Laura Chiatti che rievoca la strega della mitologia celtica. Affiancato da un cast di bravi attori (Davide Marotta, Nicola Acunzo, Sergio Friscia, Massimo Ceccherini e Flavio Insinna), il comico e regista affronta marginalmente il tema della detenzione con la solita ironia e un po’ di buonismo. Il lungometraggio tuttavia s’inceppa nel secondo tempo trasformandosi in un mediocre film di Natale per poi riprendere il ritmo giusto verso il finale. Lontana dalla poesia e dagli ottimi tempi comici de Il Ciclone, questa pellicola in verità non eccelle, né entusiasma. Il film è adatto per trascorrere una spensierata serata con amici, senza grandi pretese. Ed ecco il trailer.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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