Domenico Modugno: Nel blu dipinto di blu, il capolavoro di Mr Volare

Penso che un sogno così non ritorni mai più…”. Era il 1958. Il cantattore Domenico Modugno si presentava all’ottava edizione del Festival di Sanremo con un brano che si rivelò subito un capolavoro per originalità, innovazione e bellezza, punto di rottura con la tradizione della canzone italiana. “Nel blu dipinto di blu” è La Canzone per eccellenza, oltre ad essere il pezzo che più rappresenta l’artista pugliese e la musica italiana nel mondo. Mimmo, questo il suo soprannome, era un personaggio carismatico e dalle mille risorse artistiche. Ci ha lasciati esattamente 20 anni fa, il 6 agosto 1994, mentre si trovava a Lampedusa, isola a lui particolarmente cara. Sarebbe bello immaginare i suoi ultimi istanti di vita come l’inizio di un volo leggero, libero, nel cielo infinito, come lui stesso amava cantare. “Felice, più in alto del sole, e ancora più su…”.

Domenico Modugno era, anzi, è Mr Volare. Per tutti. Dal palco sanremese, dopo quella performance emozionante e colma di passione, di ironia e di vita, il mondo si è accorto della sua straordinaria capacità espressiva e del talento innato. Da semplice cantastorie a genio della canzone: un salto ad ali spiegate, coraggioso e ambizioso, come lo stesso artista ha più volte dimostrato di essere in carriera. “Nel blu dipinto di blu” vinse quell’edizione del festival ligure. Un trionfo annunciato, dimostrazione che qualcosa di importante stava accadendo e che un cambiamento radicale, soprattutto a livello musicale, stava avvenendo nel nostro Paese. L’Italia degli urlatori, dei cinguettii e delle ugole d’oro, si dovette inchinare alla folle inventiva di un baffuto cantante di Polignano a Mare, visionario poeta dell’amore che, con il suo volo onirico, ha saputo convincere e conquistare anche i conservatori più accaniti.

Sono tanti i brani composti e interpretati da Mimmo che gli hanno permesso di vincere premi internazionali, quattro festival di Sanremo e numerosi altri riconoscimenti (tra cui i Grammy Awards). Da “Piove” a “Dio, come ti amo”, da “La Lontananza” a “Tu si ‘na cosa grande”, fino a “Meraviglioso” e “Vecchio Frack”. Nessuno di questi, però, ha saputo rivoluzionare il mondo della musica come “Nel blu dipinto di blu”, con quell’arrangiamento che ancora oggi sorprende e incanta, con le sue parole tanto semplici quanto evocative, con quel suo particolare modo di esprimersi e di stare sul palco che apriva le porte allo swing made in Usa e le finestre alla tradizione popolare nostrana.

Ma tutti i sogni nell’alba svaniscon perché, quando tramonta, la luna li porta con sé. Ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli, che sono blu come un cielo trapunto di stelle”. E’ questo, forse, il passaggio più bello e intenso dell’intero pezzo. Una dedica d’amore, un messaggio di forza e di speranza che invita a continuare a sognare e a sorridere nonostante la realtà porti spesso dolore e disillusione, aggrappandosi alla bellezza e all’energia che solo i sentimenti più puri possono regalare. Continuare a volare in alto, con la luce delle stelle e del sole ad accendere anche le notti più tormentate e spaventose.

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Modugno con Vittorio De Sica

Nel blu dipinto di blu”, che Modugno ha scritto insieme all’amico paroliere Franco Migliacci (su chi abbia avuto l’idea originale vi sono ancora dubbi), ha venduto, finora, oltre 25 milioni di copie. Detiene il record di presenze nella top 10 Usa (ben 13 settimane al primo posto) ed è anche il brano italiano più eseguito e rivisitato nel mondo. Le cover non si contano: artisti del calibro di Mina, Fred Buscaglione, Barry White, Paul Mc Cartney, solo per citarne alcuni, hanno reinterpretato a modo loro la canzone di Modugno, contribuendo ad elevarne (come se ce ne fosse bisogno) il successo. Anche il mondo del cinema ha più volte utilizzato “Volare” come colonna sonora di importanti film italiani e stranieri (da “To Rome with Love” di Woody Allen a “Absolute Beginners” di David Bowie, fino al più recente “Benvenuti al Sud” di Luca Miniero), coinvolgendo svariate volte in prima persona lo stesso Mimmo, che fin da ragazzo sognava di diventare un attore. Il destino lo ha portato su un’altra strada, quella della musica, ma Modugno ha all’attivo ben 44 pellicole (di cui dieci come protagonista). Nel 1959, infatti, è nel cast di “Nel blu dipinto di blu”, film drammatico di Piero Tellini, in cui Mimmo recita accanto a Vittorio De Sica e la cui storia trae ispirazione dal testo dell’omonimo brano.

A vent’anni dalla sua morte, restano ricordi indelebili e un ricco repertorio artistico da ascoltare e da rivedere all’infinito. Un’eredità, quella lasciata da Domenico Modugno, pesante e satura di storia, sentimento e magia. Ma ciò che più rimane tatuato nell’anima di ciascuno di noi è la sua grande sensibilità e il saper cogliere il vero senso della vita e dell’amore in ogni singolo istante: “Sai che c’è? La vita è morire cento volte. Siamo delfini e giochiamo con la sorte. Sai che c’è? Non ce ne frega niente. Vivremo sempre. Noi sorrideremo sempre”.

Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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