Colpa delle stelle, la recensione del film

Colpa delle stelleAl Giffoni Film Festival è stato presentato in anteprima nazionale uno dei film per ragazzi più attesi di questa nuova stagione cinematografica. Stiamo parlando di Colpa delle Stelle, la pellicola campione di incassi nel suo primo weekend di uscita al box office americano. Il film, tratto dall’omonimo romanzo best seller di John Green, è il secondo lungometraggio del regista Josh Boone che aveva esordito alla regia nel 2012 con la commedia romantica Stuck in Love. Il titolo del libro, a detta dello stesso autore, sarebbe ispirato alla famosa frase del Giulio Cesare di Shakespeare quando il nobile Cassio rivolgendosi a Bruto affermava: «La colpa, caro Bruto, non è delle stelle, ma nostra, che ne siamo dei subalterni». I protagonisti del film sono interpretati da due tra i più promettenti attori del panorama cinematografico americano: Shailene Woodley (Paradiso Amaro) e Ansel Elgort (Carrie – Lo sguardo di Satana), che avevano già recitato insieme lo scorso anno in Divergent. Colpa delle stelle è uscito il 6 giugno negli USA e debutterà a breve anche nelle sale italiane, esattamente il 4 settembre, distribuito dalla 20th Century Fox. I fan hanno già dimostrato un grande amore per questo film in tutto il mondo. E’ notizia di qualche settimana fa che è stata rubata ad Amsterdam la panchina dove viene ripresa una delle scene più toccanti del film.

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Partiamo subito con il precisare che, nonostante le premesse, Colpa delle stelle non è un bel film. La storia è narrata da Hazel Grace, una sedicenne affetta da una rara forma di cancro ai polmoni, che è obbligata dai genitori (Laura Dern e Sam Trammell) a frequentare un gruppo di supporto. Proprio qui incontra un ragazzo, il diciassettenne Augustus, un ex giocatore di basket con una gamba amputata a causa di un cancro ormai in fase di remissione. Tra Hazel e Gus è amore a prima vista, insieme condivideranno paure e passioni tra cui quella per il libro Un’afflizione imperiale. Gus aiuterà Hazel a realizzare il sogno di incontrare l’autore del libro Peter Van Houten (interpretato in maniera impeccabile da Willem Dafoe). Per farlo voleranno insieme ad Amsterdam dove si troveranno di fronte una persona completamente diversa da quella che si sarebbero aspettati. Eppure vivranno una grande avventura e si ameranno più di quanto avrebbero mai immaginato. Un dono che Hazel definirà “un piccolo infinito, un per sempre dentro un numero finito di giorni”. Dunque fazzoletti a portata di mano per gli spettatori perché Colpa delle Stelle è una trappola perfetta per i più emotivi. Gli elementi per stimolare la commozione ci sono tutti: l’adolescenza, l’amore, il cancro, il dolore, il rapporto genitori-figli e la morte. Ma il film di Josh Boone non è soltanto brutto perché ricattatorio, lo è perché racconta un mondo che non esiste, un mondo inverosimile anche per degli adolescenti sognanti.

L’incontro iniziale tra Gus e Hazel non ha nulla da invidiare all’incontro tra Bella e Edward di Twilight. Neanche a farlo a posta sono gli stessi produttori della saga di Stephenie Meyer, Wyck Godfreye Marty Bowen, ad essersi adoperati per l’acquisto dei diritti del libro. Il divenire ricalca più o meno ciò che avviene ne I Passi dell’Amore tratto dal romanzo best seller di Nicholas Sparks. Ciò che contraddistingue Colpa delle Stelle è un intento strappalacrime che rende l’impianto narrativo decisamente manipolativo e grossolano. L’unico pregio del film è la tenera performance dei due giovani interpreti, caratterizzati da buone doti recitative e un aspetto talmente magnetico da riuscire a carpire l’attenzione anche dello spettatore più disinteressato. Fa pensare il fatto che i nostri ragazzi siano sempre più attratti dalle storie d’amore più inverosimili e melense. Il mondo in cui viviamo è forse diventato talmente brutto che anche un film mediocre come questo risveglia il lato infantile degli adulti e tocca nel profondo adolescenti in crisi d’identità, facendo leva sul loro desiderio di evadere da una realtà fin troppo soffocante.

Trailer: http://youtu.be/WRdsLZyqjIk

Rosa Maiuccaro

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Autore dell'articolo: Rosa Maiuccaro

Appassionata di cultura, sport e scrittura fin dalla tenera età, sto lavorando affinché le mie passioni possano diventare un lavoro a tempo pieno. Come diceva Confucio: "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita". Il cinema, la lettura, il teatro e la danza mi hanno cambiato la vita. Ho scoperto un mondo in cui non ci si sentiva mai soli e dove era possibile essere davvero se stessi. Tramite la mia scrittura, tento di dare accesso a quel mondo favoloso al maggior numero di persone possibili. Per il resto, come sosteneva Fellini, è la curiosità che mi fa svegliare la mattina.

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