Cirque du Soleil: In Allavita! poesia e sogno

Assistendo ad Allavita!, creato dal Cirque du Soleil, appositamente per Expo Milano 2015, non possono non ritornare in mente questi versi di “Inno alla vita” di Madre Teresa di Calcutta:

«La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.

La vita è beatitudine, assaporala.

La vita è un sogno, fanne realtà.

 La vita è una sfida, affrontala.

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La vita è un dovere, compilo.

La vita è un gioco, giocalo.

La vita è preziosa, abbine cura».

Cirque-du-Soleil-allavita

…la poesia continua, a voi riscoprirla, questo voleva essere solo un assaggio per trasmettervi l’idea, a parole, di come ogni gesto, ogni numero di questi performer echeggi bellezza, beatitudine, sogno, gioco, sfida, dovere-sacrificio rispetto al lavoro scelto e tanto tanto altro ancora. Per chi vi parla è stata l’occasione di vederli finalmente dal vivo dopo tanti video o il film del 2012 Cirque du Soleil 3D: Mondi lontani diretto da Andrew Adamson e prodotto da James Cameron. Impossibile negare quanto si resti a occhi aperti di fronte a cotanta bravura, omogeneità e fluttuosità nei movimenti (anche quelli più di difficoltà massima) e, personale parere, anche chi non è amante del circo o di questo tipo di esibizioni ed è magari amante del teatro di parola non può rimanere indifferente di fronte ad Allavita!. Anche per questa ragione-emozione provata, non vogliamo addentrarci nella polemica se sia stato giusto o meno affidare a le Cirque du Soleil questo compito, ma scrivervi di ciò che abbiamo visto e provato nell’hic et nunc di quel momento, partecipando ad Allavita!. Mentre si prende posto all’Open Air Theater (è subito dopo il Cardo dove si sviluppa la zona “Italia”), dalle 21.10 iniziano a spuntare personaggi e – per essere in tema – non potevano che essere il cuoco (rispondente all’immaginario comune: panciuto e con accento francese) con il suo aiutante e non solo. Ci offrono un numero da slapstick comedy e soprattutto i più piccoli iniziano a sentirsi coinvolti. Minuto dopo minuto la scena si anima, o meglio l’arena, da destra e sinistra iniziano ad avanzare uomini e donne con lanterne, arrivano tra il pubblico e appena sentono l’obiettivo di una macchina fotografica su di sé si mettono generosamente in posa – e state “attenti”, potrete ritrovarveli anche improvvisamente in piedi accanto a voi, pronti a coordinarsi con gli altri artisti, azzerando idealmente la distanza tra palco e pubblico! Una delle caratteristiche di questa compagnia è di creare un unicum e non è semplice quando si tratta di arte circense costituita da più ramificazioni (dalle prove acrobatiche, alla danza, alle esibizioni dei pagliacci, agli sbandieratori e molto altro ancora). La trama centrale è molto lineare anche per raggiungere un pubblico di ogni età. Allavita! de le Cirque du Soleil è la storia di un ragazzino, Leonardo, che riceve in dono un seme magico da sua Nonna. cirquedusoleilDa questo seme (bravissimi nel rendere la magia di quella “nascita) appare un amico immaginario, Farro, pronto a guidarlo in un viaggio in cui tornano le parole di Madre Teresa di Calcutta: stupore, coraggio, speranza. In quattordici atti, il circo canadese, in affinità con Expo per via del cibo, affronta questo tema a modo suo: dalle proiezioni video multimediali (campi di grano, ma non solo) ai costumi (delicata la danza dei fiori di zucca), si gioca con le baguette dando il via a un numero di giocoleria mixato con gesti goffi da clown – e questi sono solo alcuni esempi. Vi basti sapere che ci sono approssimativamente centoventiquattro costumi completi e più di cinquecento accessori, dalle scarpe ai copricapo. A ciò ci teniamo ad aggiungere che la colonna sonora è rigorosamente eseguita dal vivo, prevalgono le percussioni, ma compare, a un tratto, anche una musicista – quasi eterea – al violoncello (eccezion fatta, ad esempio, per “Nessun dorma” di Puccini, cantato da Luciano Pavarotti). Da parte nostra c’è anche una scelta di non voler entrare troppo nei dettagli descrivendovi nei minimi particolari, sarebbe come spoilerare un film, e, invece, vorremmo lasciarvi lo stupore della scoperta del momento. Tra i vari numeri, vi segnaliamo uno tra un uomo e una donna, in cui i ruoli/i corpi si mischiano, c’è l’incontro tra un lui e una lei o, semplicemente, tra due corpi e anime che si animano e generano, il tutto con acrobazie aeree delicate e toccanti. Sin dall’inizio erano comparse delle clessidre, che ritorneranno col dipanarsi dei quadri e, a un tratto, saranno anche accompagnate dagli ingranaggi dell’orologio, il tutto a sottolineare sì le tappe del viaggio, ma anche il tempo terreno con la volontà, forse, di lanciare un messaggio sulle risorse che la natura ci dona, le quali non sono né infinite né imperiture. Più si guarda Allavita! e più si concretizza il pensiero che, in certi casi, non è obbligatorio decifrare completamente tutto, compresi i sottotesti, ma bisogna abbandonarsi alle suggestioni di quella creazione artistica. Grazie al mix di arti e all’uso di colori caldi, si ha la sensazione di assistere e partecipare a una festa, quasi un rito e inno pagano alla Natura, ai suoi frutti di cui, talvolta, ci dimentichiamo. «Il titolo si riferisce alla consapevolezza dei venti che ci nutrono e delle radici che tengono unita la famiglia internazionale». Ora, probabilmente Allavita!, non proporrà soluzioni su come “nutrire il pianeta”, fornisce qualche input anche solo nel ricordarci cosa producono i semi della terra, ma al di là di questo, è uno spettacolo che colpisce per l’eccellenza dei componenti del Cirque du Soleil che trasmettono energie vitali, ricordandoci di tirarle fuori.

Lo spettacolo è in scena all’Open Air Theatre fino al 30 agosto, da mercoledì a domenica alle 21.30 fino a fine luglio, alle 21.15 durante il mese di agosto. Voto: (4,5 / 5)

Maria Lucia Tangorra

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Autore dell'articolo: Maria Lucia Tangorra

Nata a Conversano (Ba) nel 1987, da alcuni anni si è trasferita a Milano per coltivare la passione per cinema, teatro e giornalismo col desiderio di farne un lavoro. Free-lance, critico e corrispondente dai festival per web magazine di cinema e teatro; ha realizzato anche reportage e approfondimenti di spettacoli tra cui “Invidiatemi come io ho invidiato voi” di T. Granata e “Un giorno torneranno” ideato e interpretato da S. Pernarella. Si è appassionata al cinema e al teatro vedendo recitare gli attori forgiati dal maestro Orazio Costa Giovangigli e da lì ha cercato di conoscere i diversi modi di fare e vivere il teatro e il cinema (senza assolutamente disdegnare alcuni lavori televisivi di qualità). Quando ha sentito sul palco queste parole: «Sai cosa vuol dire vivere in un sogno? Ciò che tu non sei, sei: e, ogni notte, lo frequenti» (dal testo teatrale “Orgia” di P. P. Pasolini) ha pensato che questo accade quando ci si immerge nel buio della scatola magica e della sala cinematografica. Grazie a questo lavoro fatto anche di incontri umani, non solo professionali, pensa che senza il teatro e il cinema il respiro sulla vita sarebbe diverso perciò, nonostante tutto e tutti, crede che di cultura e arte si possa vivere e che le passioni possano trasformarsi in una professione.

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