Cabaret, musical che racconta la fine di un’epoca

cabaret-ingrassia Una prima come non si vedeva da tempo a Roma. Il Teatro Brancaccio, ormai il Tempio del musical nella capitale, inizia la sua nuova stagione con Cabaret, testo di Joe Masteroff, per la regia di Saverio Marconi, grande attore/regista e decano del musical italiano. C’era il mondo intero dello spettacolo nell’immensa platea del teatro romano che, dopo il felice esordio nazionale al Todi Festival, ospita il famosissimo show fino al 18 ottobre. Basato sulla commedia di John Van Druten, I’m a Camera, e sui racconti di Christopher Isherwood, Goodbye to Berlin, e ambientato appunto nella Berlino del 1931, il musical divenne celebre grazie all’omonimo film del 1972, imponendo la stella di Liza Minnelli all’attenzione del pubblico di tutto il mondo. Terza edizione firmata Saverio Marconi e pronto per una lunga tournée nazionale, lo spettacolo non tradisce le attese. Un cast di grande livello per una storia pregna di significati, che vanno ben oltre le scene, ingegnose e bellissime di Moreschi e Marconi stesso. Il Kit Kat Club è il night che fa da filo conduttore, da sottofondo torbido ma scintillante, nelle vicissitudini di vita e di amore tra Sally Bowles (Giulia Ottonello), stellina rampante del locale stesso, e il giovane, timido scrittore americano Cliff (Mauro Simone) in cerca di gloria. Tra i due ben presto inizierà una passionale relazione nella casa in affitto gestita da Fraulein Schneider (Altea Russo), pragmatica donna sola che verrà corteggiata da Herr Schulz (Michele Renzullo), attempato e benestante fruttivendolo ebreo. Vicina di casa, la procace Fraulein Kost (Valentina Gullace), simpaticissima prostituta. Su tutti e tutto l’inquietante figura del Maestro di Cerimonie del peccaminoso Kit Kat Club, un Giampiero Ingrassia strepitoso. Lo spettacolo procede su due piani complementari e volutamente contrapposti. Da un lato le vicende quotidiane dei personaggi, i loro sogni, i loro amori, le speranze nonostante una situazione economica sempre più difficile nella Germania degli anni ”30. Dall’altro il grande Luna Park dei sensi, il piacere per il piacere, senza freni inibitori, manovrato e presentato dall’amorale Maestro di Cerimonie, il luogo dove i problemi e i pensieri svaniscono.

©Giulia Marangoni
©Giulia Marangoni

Basta non guardare fuori, basta far finta di niente. Godete, signori e signore, fino a quando sarà possibile. La scelta registica di utilizzare un grande telo bianco a separare le due ambientazioni e le due anime di un momento storico, ma attualissimo per le sue dinamiche, si rivela di grande impatto scenico. Fuori il mondo che va verso la catastrofe, dentro l’orchestra che continua a suonare, le discinte ballerine e il loro presentatore, un Caronte traghettatore verso una realtà fittizia, che si accorge del crollo imminente (significativa l’insegna luminosa Cabaret che penzola tristemente a lato del palco) ma si ostina a nascondere tutto con il sorriso, via via più imbarazzato e difficile da sostenere. Superlativo Giampiero Ingrassia, che interpreta un personaggio difficile e ricchissimo di sfumature, riuscendo a trasmettere in pieno il senso di disfacimento di una società che scivola nell’abisso, fingendo di non vedere. Le sua gestualità e mimiche facciali, in alcuni passaggi, sono da brivido, toccanti. Convincenti le interpretazioni canore di Giulia Ottonello, splendida voce e bravissima anche nel recitato, credibilissima nel brano Life is a Cabaret, amaro preludio all’agghiacciante finale. Meno convincenti alcune parti in prosa dello spettacolo, troppo lente nei tempi e che fanno calare ritmo e pathos, sicuramente migliorabili con un buon rodaggio. Complessivamente un grande allestimento, splendide regia e scenografia, un cast di prim’ordine e tutta la qualità della Compagnia della Rancia in ogni particolare, dai costumi alle luci. Un affresco della fine di un’epoca, in cui tutti i protagonisti e i loro sogni svaniscono lentamente, mentre prende corpo la follia nazista che spazzerà via ogni cosa, anche il sorriso del Maestro di Cerimonie del Kit Kat Club. Ma anche un musical fortemente attuale, sui pericoli dell’indifferenza, che non ha tempo, purtroppo. Da vedere. Cabaret, dopo la prima tappa romana, inizierà una lunga tournée nazionale e sarà a Milano al Teatro della Luna, dal 12 al 22 novembre. Voto: (4 / 5)

Roma, Teatro Brancaccio, dal 7 al 18 ottobre 2015

Compagnia della Rancia presenta Giampiero Ingrassia, Maestro di Cerimonie, in: Cabaret. Testo di Joe Masteroff (basato sulla commedia di John Van Druten e sui racconti di Christopher Isherwood.

Musiche di John Kander; Liriche di Fred Ebb. Traduzione Michele Renzullo; Adattamento Saverio Marconi.

Con: Giulia Ottonello, Mauro Simone, Altea Russo, Michele Renzullo, Valentina Gullace, Alessandro Di Giulio, Ilaria Suss, Nadia Scherani, Marta Belloni, Andrea Verzicco, Gianluca Pilla.

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Scene di Gabriele Moreschi e Saverio Marconi; Costumi di Carla Accoramboni; Coreografie di Gillian Bruce. Supervisione musicale di Marco Iacomelli; Direzione musicale di Riccardo Di Paola; Disegno luci di Valerio Tiberi; Disegno fonico di Enrico Porcelli. Regia di Saverio Marconi. Produzione esecutiva di Michele Renzullo.

Foto di copertina @Giulia Marangoni.

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Autore dell'articolo: Paolo Leone

Paolo Leone
Nato a Roma. Ama il teatro, di qualsiasi genere. Free lance, segue le stagioni teatrali romane da anni, scrivendo recensioni e realizzando interviste ai protagonisti. Attento ai giovani talenti. Ha organizzato presentazioni di libri in librerie a Roma e provincia ed è stato relatore al Salone Internazionale del Libro di Torino nel maggio 2013.

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