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Heidi, il film in onda su Rai 1: trama, recensione e trailer

La sera che precede la notte della Befana arriva su Rai 1 Heidi. Il film – uscito al cinema nel 2015 – è in Tv il 5 gennaio 2019 sulla rete ammiraglia della Rai, alle 21.25. Di seguito la recensione, la trama e il trailer.

Alcuni film con la loro immediatezza e spontaneità tengono alta l’attenzione dello spettatore; ci riescono senza alcuno sforzo a volte perché si basano su cartoni animati o su fiabe che affrontano temi complessi con un codice linguistico tuttavia semplice, accessibile a grandi e piccini. Heidi non è da meno. La forza di questo film è tutta nella fotografia e in una storia che non risente del trascorrere del tempo. Com’era già accaduto per Belle & Sebastien o per la longeva fiaba di Cenerentola, le fonti primarie non sono state stravolte e la macchina da presa conduce lo spettatore nel cuore delle Alpi svizzere, dove vive un vecchio misantropo che tra gli abitanti del villaggio non gode di una buona reputazione. Seguiamo l’andatura costante e impetuosa della zia di Heidi condurre la piccola dall’anziano nonno, che, dopo averla evitata e fatta dormire nel fienile, si affeziona lei. Questo passaggio in verità, rispetto al cartone animato, è poco evidente perché tutto si svolge in maniera rapida e molti aspetti emozionali ci sfuggono. Heidi è una bambina dai capelli scuri, è solare ed è innamorata della vita nonostante abbia perso la madre cinque anni prima.

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Il ritmo rallenta nella seconda parte del film, quando Heidi – ingannata dalla zia – va a vivere a Francoforte, dove fa da dama di compagnia alla piccola Clara Seseman che, in seguito alla morte della madre, ha perso l’uso delle gambe. Le due ragazzine, educate dall’acida signora Rottermeier, fanno amicizia. Heidi con l’aiuto della nonna paterna di Clara (una donna dolce e anticonformista quanto saggia) impara a leggere ma la nostalgia prende il sopravvento e la piccola comincia a desiderare ardentemente le sue montagne, l’amico Peter, le capre e soprattutto il nonno. Il resto della trama sicuramente la conoscete e, se così non fosse, non vogliamo svelarvi il finale di un film avvincente proprio per la sua semplicità.

La storia di Heidi si poggia su quei valori universali che mai moriranno, noi ne siamo più che certi. Quali sono? L’amicizia, l’altruismo, l’amore per la natura, la forza di un sorriso, la capacità di un bimbo di intenerire un vecchio signore, il cui cuore è stato indurito dagli eventi, come scopriamo nella serie anime, che fu mandata in onda negli anni Settanta e che s’ispirava al libro di Johanna Spyri pubblicato nel 1800, quando i bambini orfani in Europa erano milioni e spesso vivevano per strada o in orfanotrofi. Altri cartoni realizzati nello stesso periodo di Heidi, quali per esempio Candy Candy oppure Lovely Sara o anche La piccola fiammiferaia, avevano come protagoniste ragazzine che senza l’aiuto dei genitori furono messe a dura prova dalle avversità della vita e dalla cattiveria di una società piuttosto rigida. Il film – uscito al cinema e diretto da Alain Gsponer – ci ricorda soprattutto che solo la naturalezza ci rende veramente vivi. Superlativa la performance di Anuk Steffen, la piccola attrice che interpreta Heidi. Di seguito il trailer. (recensione di Maria Ianniciello)

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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