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Non solo film

Frozen II: recensione del film della Disney

Frozen II recensione

Non appena comincia Frozen II, cala il silenzio in una sala gremita di bambini, accompagnati al cinema da uno o più adulti. Sono le reazioni dei più piccoli che mi interessano, in realtà. Ascolto i loro commenti tra il primo e il secondo tempo del film. Li sento ridere per le battute del pupazzo di neve, Olaf, magistralmente doppiato in lingua italiana da Enrico Brignano. Per tutto il film nessuno fiata, ogni tanto una risata! Poi mi concentro su di me, sul mio corpo comodo e sulle emozioni che nascono in me con le immagini in movimento, con i dialoghi, con i colori, con le musiche…

Frozen II: recensione

Per poter scrivere questa recensione ho osservato a lungo e non solo i bambini. Mi sono così accorta che Frozen II suscita, soprattutto nel finale, un profondo senso di gratitudine verso l’essenziale che ciascuno di noi può trovare solo rispondendo al richiamo di una voce antica quanto la Terra, proprio come capita ad Elsa. Frozen II in realtà conserva la magia del primo film grazie alla sofisticata tecnologia d’animazione e alla ben nota lungimiranza della Disney che sa cogliere l’attimo facendosi promotrice di un Cinema educativo. La multinazionale californiana infatti non sbaglia un colpo soprattutto per i messaggi socio-pedagogici e culturali che trasmette attraverso i suoi capolavori. Questo film però rispetto al prequel amplia le risposte ed è molto più corale.

Frozen 2 recensione

Ma chi è Elsa?

Cosa simboleggia Elsa di Frozen (doppiata da Serena Autieri in Italia)? Elsa è con ogni probabilità la Conoscenza, una virtù che viene alimentata dalla curiosità. La sete di sapere ci ha permesso di uscire dalla nostra dimensione animale che, tuttavia, va conservata se vogliamo sentirci davvero completi. Però la conoscenza, quando si spinge troppo in là, oltre il baratro, soffoca il cuore, raffredda gli animi e trasforma in ghiaccio tutto ciò che tocca. Elsa non può ignorare la voce dell’anima e, per esprimere la sua natura e i suoi poteri, deve svelare l’antico segreto di Arendelle. Deve ritrovare le radici di tutto, dunque! La ragazza valica mari e monti per arrivare alla verità però, come anticipato, si spinge troppo oltre. Forse come fece la moglie di Lot, che voltandosi indietro per soddisfare l’accecante curiosità e appropriarsi così della conoscenza, disubbidì a Dio diventando così una statua di sale.

Frozen Ii recensione

E Anna?

La sorella di Elsa (doppiata da Serena Rossi) rappresenta il lato infantile dell’umanità ed è inoltre la custode delle quattro virtù cardinali. Più volte, infatti, Anna suggerisce a Elsa di essere prudente e più volte la regina di ghiaccio fa di testa sua. Questa ragazza ha, inoltre, un forte senso di giustizia che la motiva ad andare oltre. Sprovviste della rabbia vendicativa di Malefica e della follia devastatrice di Joker (il villain per antonomasia), le sorelle di Frozen sono giuste, coraggiose e piene d’amore. Ed è proprio questo sentimento che unisce, tramite la conoscenza, il mondo della natura con quello degli uomini evoluti e super tecnologici. Senza l’amore vero ci sarebbero solo violenza e prevaricazione.

Frozen II: un omaggio alla vita…

Diretto da Chris Buck e Jennifer Lee, Frozen II – Il segreto di Arendelle è un film che rende omaggio alla Vita e ai quattro elementi. L’acqua poi ha un dono particolare che non vi svelo. La pellicola della Disney descrive inoltre le antinomie della società contemporanea e lo fa per simboli. Il film è per di più una metafora di vita che viene scandita dal ritmo delle quattro stagioni. Dopo l’autunno, c’è l’inverno quando la natura si chiude in sé per poi aprirsi a primavera ed esplodere d’estate. In Frozen siamo nel regno del ghiaccio. Ma aprendo i cuori alla speranza e facendo leva sulle qualità più nobili dell’essere umano una nuova primavera ci attende grazie al potere della trasformazione. Da vedere. Frozen II – Il segreto di Arendelle è al cinema dal 27 novembre 2019. (Marica Movie and Books)

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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