Le donne e la sindrome della crocerossina

Le donne, proprio come le crocerossine, sono programmate a prestar soccorso, anche quando esso non viene richiesto...

candy candyNoi donne siamo state programmate per far programmi. E scusate il gioco di parole. Pensiamo di essere come una macchina o meglio come un robot che è programmato per migliorare le giornate altrui.

Uso la parola “programma” più volte proprio perché non esistono sinonimi adatti per definire la nostra abitudine al servizio, una peculiarità femminile. Una sorta di sindrome della crocerossina! Siamo abituate a prestar soccorso (anche quando non ci è stato richiesto) e non ci accorgiamo che questa necessità spesso non nasce da un bisogno interiore, spontaneo e personale, cioè amiamo noi stesse tanto da donarci agli altri.

Al contrario “la sindrome della crocerossina” è il risultato di un modello comportamentale insano, tramandato quasi geneticamente che diventa con il tempo un’imposizione, un dovere, una forma di violenza psicologica che facciamo a noi stesse quotidianamente, magari privandoci del tempo libero e di tutte quelle attività che potrebbero migliore la nostra vita, da intendere non come una lotta per la sopravvivenza ma come un meraviglioso viaggio all’insegna della scoperta. Vivere vuol dire acuire i nostri sensi, per vedere e sentire veramente. Vivere vuol dire realizzare la nostra vera natura secondo le predisposizioni di ciascuno.

Vivere è un’esperienza di crescita e non dobbiamo per forza lanciarci da un aereo con il paracadute per sentirci bene. Può donarci sensazioni sopite o mai provate anche una passeggiata lungo un sentiero o in riva al mare mentre le onde spumeggianti ci bagnano i piedi e il sole ci riscalda. Per riscoprire l’essenza stessa della vita, non c’è bisogno di stilare programmi (gratificanti forse più per gli altri che per noi stessi) in un’agenda consumata dal tempo e dalle nostre mani nervose che cercano di trascrivere pensieri disordinati e dubbiosi. Abbiamo tutto il diritto di lasciarci andare, seguendo la nostra voce interiore che sa sempre cosa fare e qual è la strada da seguire. Arianna Huffington in un articolo pubblicato nella sua rubrica su D di Repubblica consiglia ai giovani di tenere la mente sgombra dalle ossessioni degli adulti, soprattutto per quanto concerne l’agenda degli impegni. Questo suggerimento lo estendo alle donne di tutte le età: liberate la mente dai modelli comportamentali che ci sono stati tramandati, cooperando con la vostra guida interiore in modo da essere meno crocerossine e anche più flessibili di fronte agli imprevisti, perché l’inflessibilità e la rigidità mentale sono alla base delle principali nevrosi.

Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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