Inferno: trailer del film, trama e recensione

La pellicola è nelle sale dal 13 ottobre. Quasi interamente ambientato in Italia, il nuovo lungometraggio basato sul libro omonimo dello scrittore americano mostra ancora quanto Dan Brown sia ossessionato dall’Arte...

Tra i numerosi film usciti nelle sale, non passa inosservato Inferno, la pellicola tratta dalla saga di Dan Brown che ha fatto molto discutere e ottenuto grande successo. In realtà Inferno è un film che si discosta dai due lungometraggi (Il codice da Vinci e Angeli e Demoni) precedenti per ritmo e incisività ma anche per la trama, troppo macchinosa, poco fluida e se vogliamo anche scontata. Il lungometraggio in realtà non mi ha convinto per un motivo sostanziale. Quando cala la palpebra già a inizio del primo tempo, in una cinefila come me, c’è qualcosa che nel film non funziona e nemmeno la vicenda del Sommo Poeta riesce ad appassionare, perché sembra essere stata messa lì, quasi a caso.

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Non me ne vogliano i cultori di Dan Brown ma Inferno non è né un thriller né un perfetto film d’azione, perché si colloca a metà strada tra questi due filoni senza abbracciare appieno nessuno dei due. La pellicola è diretta da Ron Howard, la cui macchina da presa ci conduce sin da subito in un mondo surreale, barocco, ricco di simboli e di enigmi da scoprire che rievoca un po’ le atmosfere dell’inferno dantesco. Lo spettatore segue le vicende del professor Robert Langdon, interpretato da un ottimo Tom Hanks, che riesce a conferire con la sua bravura un minimo di pathos a questo film. Il suo sguardo disorientato è anche il nostro che ci barcameniamo in una Firenze bella e seducente. Le immagini sono ben girate, il montaggio è privo di sbavature, i difetti di cui parlavo prima sono tutti nella sceneggiatura. Accanto al professor Langdon c’è ancora una donna, una dottoressa di diritto dall’occhio ambiguo e dal portamento fiero (Felicity Jones).

Inferno è un film New Age. Quasi interamente ambientato in Italia, tra Firenze e Venezia, con una tappa in Turchia, il nuovo lungometraggio basato sul libro omonimo dello scrittore americano mostra ancora quanto Dan Brown sia ossessionato dall’Arte, nella quale trova messaggi nascosti e indirizzati alla società contemporanea, e dalla Religione; anche se in Inferno di religioso c’è ben poco. A muovere l’azione è la strampalata idea di un guru (Ben Foster) di decimare la popolazione mondiale perché in sovrannumero. L’alta natalità metterebbe a rischio l’intero pianeta e, quindi, come nei miglior lungometraggi apocalittici, ci si affida a un virus che dovrebbe agire indisturbato. Il professor Langdon dovrà ricostruire quanto gli è accaduto, perché un vuoto di memoria (i flashback sono una costante anche in questo film) non gli permette di ricordarsi ciò che ha fatto nelle ultime ventiquattro ore. Nel complesso Inferno è un film mediocre, totalmente privo dell’intensità di pellicole quali per esempio World War Z, trasposizione cinematografica del romanzo di Max Brooks, o anche The Road. Di seguito il trailer di Inferno.

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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