L’isola di Arturo: recensione del romanzo di Elsa Morante

‘L’isola di Arturo’ è un romanzo di Elsa Morante che uscì nel 1957 facendo vincere all’autrice l’ambito Premio Strega.
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello
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Recensioni di libri e interviste.

‘L’isola di Arturo’ è un romanzo di Elsa Morante che uscì nel 1957 facendo vincere all’autrice l’ambito Premio Strega.

Che il potere affascini gli esseri umani è un dato di fatto ma che ciascuno lo eserciti, secondo le convinzioni dominanti individuali e collettive, è meno noto! Questo argomento affascinò talmente tanto il filosofo e psichiatra James Hillman da indurlo a dedicarvi un libro che s’intitola appunto ‘Il potere’ (BUR - Rizzoli).

Partiamo da un fatto. Di Medicina di Genere si discute ancora troppo timidamente, perché – come sottolinea Moalem – la Scienza ha perso la capacità di “cogliere le differenze sottili (e non solo tra i sessi)”, e ancora non comprende del tutto che “affermare queste differenze ha conseguenze vitali nella pratica medica”.

“Epicuro ha scritto che è inutile ogni discorso filosofico che non curi qualche male dell’animo umano; e difatti la filosofia antica ha messo la sua saggezza al servizio dell’uomo e della sua vocazione alla felicità (…) immaginando per lo più che per dominare le passioni sia necessario fare appello alla ragione”

'Canne al vento' è il libro più famoso e letto di Grazia Deledda. Il romanzo fu pubblicato dal 12 gennaio al 27 aprile del 1913 a puntate. La storia fu raccolta in un unico volume sempre nel 1913, l’anno prima dello scoppio della grande guerra.

'L’Arminuta', il romanzo di Donatella Di Pietrantonio, tocca corde profonde e ancestrali. Siamo in Abruzzo, la voce narrante è di una donna, dall’età indefinita, che racconta di quando da bambina, sulla soglia della pubertà, venne riceduta ai genitori d’origine.

“Rimanere nel cerchio è la forza, la vita, il suo senso. Uscire è perdersi, mescolarsi, andare allo scontro in altri quartieri. Non vale la pena. Il pericolo è già nel mare, ogni giorno”.

La storia di Jane è piuttosto semplice ma d’effetto perché, uscendo dagli stereotipi di genere, pone al centro i buoni sentimenti e i valori intramontabili. Charlotte segue la linea di Emily in Cime Tempestose, creando un personaggio che, orfano di entrambi i genitori, cresce in un ambiente ostile.

“Tutti noi abbiamo interrotto la relazione con la nostra parte femminile creativa: la nostra mente razionale, infatti la svaluta e la ignora costantemente perché ci rifiutiamo di ascoltare il nostro intuito, i nostri sentimenti, la conoscenza profonda del mondo che istintivamente ha il nostro corpo. Ci siamo mossi sempre più nella realtà del logos rispetto a quella dell’eros”, si legge ne ‘Il viaggio dell’eroina’. La donna, per realizzarsi completamente, ha bisogno di una relazione con un maschile femminile positivo, “un uomo con il cuore”...