Zona d’ombra: trailer del film, trama e recensione

La pellicola con Will Smith è al cinema dal 21 aprile 2016. Qui i dettagli su un lungometraggio che ci convince.

Zona d’ombra: trailer, trama e recensione del film – Il cinema sempre più spesso porta all’attenzione dell’opinione pubblica storie di vita realmente vissuta, vicende scomode che fanno raggelare il sangue ma che ormai possono essere raccontate perché la gente è pronta. Il momento è propizio ed è adatto per divulgare vicende difficilmente accettabili in altri periodi storici. Zona d’ombra – Una scomoda verità è l’ennesimo film che si prefigge l’importante missione di rendere visibile ciò che non lo è stato appieno, nonostante gli articoli giornalistici. Dopotutto – dice uno dei personaggi della pellicola che stiamo esaminando – un giornale dopo qualche giorno è carta straccia; mentre le parole volano e si disperdono, le immagini in movimento al contrario fanno più presa giacché restano impresse nella mente dello spettatore, trasformandosi in pensieri, inquietudini, emozioni.

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Zona d’ombra, a differenza per esempio de Il caso Spotlight, non è un film d’inchiesta. Non lo è per lo stile, molto coinvolgente. Non lo è per la passione che trapela da ogni sequenza. La macchina da presa entra nel cuore e nella mente del protagonista, facendo trapelare le sue sensazioni ma anche le sue paure e quel profondo senso del dovere. Per un attimo temiamo che al patologo forense, Bennet Omalu, possa capitare ciò che è accaduto al giornalista Gary Webb, le cui peripezie sono ampiamente documentate dallo stesso regista de La Zona d’ombra nel film “Le regole del gioco”. E ci viene in mente pure Mary Mapes di “Truth – Il prezzo della verità”.

L’occhio allenato di Peter Landesman (egli stesso è un giornalista investigativo) in Zona d’ombra non trascura alcun particolare. I primi piani sono intensi e ripetuti, le riprese dei dettagli opportune, mai casuali. Sebbene la pellicola non sia colma di pathos, è tuttavia coinvolgente e ben girata perché pone al centro l’etica di un uomo che vuole solo svolgere il proprio lavoro in modo eccellente. Bennet Omalu è un africano che si è trasferito in America per inseguire quel sogno che tanto bene ritrae Gabriele Muccino ne “La ricerca della felicità”. Will Smith ancora una volta ne è espressione. L’attore convince con il proprio innegabile talento facendoci anche sorridere quando in una scena deve fingere di non saper ballare. Ciò che colpisce da subito è la spiritualità di Bennet Omalu che, prima di fare un’autopsia, parla con il cadavere chiedendo il suo aiuto, affinché dal corpo traspaia ciò che realmente gli è accaduto, ed è così che il patologo si accorge che i giocatori di football sono vittime facili di una malattia che colpisce il cervello (la CTE -encefalopatia cronica traumatica), scoperta proprio dal protagonista di questo film, il quale si ritrova a fare una guerra personale e non voluta all’industria sportiva degli Usa. Con raziocinio, intuito e soprattutto caparbietà, il personaggio di Will Smith è un eroe alternativo che proviene dal Terzo Mondo e che diventa una sorta di nemico pubblico.  Zona d’ombra è un film per certi versi sconvolgente perché lascia un retrogusto agrodolce.  Consigliato? Sì. Di seguito il trailer.

 

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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