India, quelle figlie non volute

In India si sta compiendo un vero e proprio genocidio selettivo; le donne stentano a emanciparsi in tutto il Mondo, anche in Italia...

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Un tempo, quando nasceva una figlia femmina, era una disgrazia anche in Italia tanto che ancora oggi si usa dire alla coppia di sposi: «Auguri e figli maschi». Da dove nasce il maschilismo e che cos’è lo sappiamo bene. Indagare sugli aspetti religiosi e socioculturali di un Paese ancora maschilista non ha quindi più senso, piuttosto bisognerebbe diffondere il concetto della parità di genere sin dalla nascita, magari partendo proprio da questo interrogativo: che cosa accadrebbe alla nostra specie se nascessero solo maschi o solo femmine? Si estinguerebbe. No? Ma si sa che l’uomo ha la memoria corta e cerca la gratificazione a breve termine, invece di pensare al futuro dei propri discendenti. Come sta accadendo in India, dove la scarsa scolarizzazione e la cultura di un Paese diviso in caste penalizza le donne e soprattutto le neonate. I dati dell’ultimo censimento sono agghiaccianti. India senza figlie. Titolava D di Repubblica nel numero del 12 aprile, scrivendo di genocidio collettivo. Infatti, in novi stati indiani la percentuale delle femmine sopravvissute nella prima infanzia è del 39 per cento, contro il 61 per cento dei maschi. Le bambine vengono malnutrite, malvestite e non curate intenzionalmente, poiché loro costano di più dei maschietti. Una bambina che diventa donna, quando si sposa, deve portare una dote cospicua alla famiglia del futuro marito che la considera sempre come un peso, così come i genitori. E allora si fa di tutto per farla morire. Crudeltà? No! Ignoranza. Come può un Paese come l’India, dalla cultura millenaria, compiere questo genocidio? Vedete, la povertà ci rende ciechi, trasformandoci da esseri spirituali e creativi in bestie affamate e assetate. Genitori che danno la vita diventano così dei veri e propri carnefici. La soluzione? L’istruzione come fonte di benessere. Ma il processo è lungo e complicato in una società atavica e patriarcale come quella indiana… Ne parlava Oriana Fallaci ne “Il sesso debole”. Ne parliamo ancora oggi, noi.

Per info: http://d.repubblica.it/attualita/2014/04/11/news/india_selezione_bambine_genocidio-2093759/

Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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