RICCIONE CHE DANZA…

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Si apre oggi, 9 novembre 2012,  la 21esima edizione del Riccione TTV Festival – Performing Arts on screen, storico appuntamento dedicato al rapporto tra arti e nuove tecnologie, nato nel 1985 da un’idea di Franco Quadri e dal 2000 diventato biennale. Curato da Riccione Teatro e promosso da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini e Comune di Riccione, il Riccione TTV Festival di quest’anno è un viaggio nel lato più selvaggio delle arti multimediali. Nel programma, a cura di Simone Bruscia, video, danza, teatro, cinema, fotografia e musica si intrecciano, in un omaggio a esperienze diverse ma accomunate dalla ricerca di un’arte essenziale, libera da canoni e ipocrisie: un’arte selvaggia, pronta a sperimentare soluzioni radicali pur di tornare alla sua forza primigenia. Take a walk on the wild side, questo è il titolo di un’edizione che punta l’attenzione sull’arte inquieta di oggi guardando ad alcuni grandi innovatori del passato recente: Merce Cunningham, John Cage, Pina Bausch. Dopo tre giorni di video, conferenze, concerti e performance dal vivo, la manifestazione toccherà il suo culmine domenica 11 novembre, giorno di chiusura,  con un originale tributo a Lutz Förster, uno dei grandi protagonisti della danza contemporanea, che a trent’anni di distanza si esibirà per il pubblico di Riccione nel suo più leggendario assolo.

Accanto alla rievocazione di questo immaginario “primordiale”, Riccione TTV Festival propone la riscoperta di un patrimonio visivo più quotidiano e condiviso. Il 19 ottobre 1922, con regio decreto, veniva costituito il Comune di Riccione e prendeva così il via la storia ufficiale di una comunità che può orgogliosamente definirsi “unica”. Per celebrare una ricorrenza così importante l’amministrazione comunale ha deciso di realizzare Album Riccione, progetto fotografico dal doppio registro, che recupera l’immagine storico-popolare della città e propone un’interpretazione d’artista della Riccione di oggi. L’opera attinge in primo luogo al ricco patrimonio fotografico dell’archivio di Epimaco “Pico” Zangheri, fotografo riccionese che dall’immediato dopoguerra ritrae scene e personaggi della città documentandone trasformazioni, mode e le tendenze. A rendere lo sguardo sulla Riccione d’oggi è, invece, un reportage del fotografo Settimio Benedusi, autore di servizi da tutto il mondo per “Corriere della Sera”, “Panorama”, “Cosmopolitan”, “GQ”, “Rolling Stones”, unico italiano chiamato a collaborare alla storica rivista “Sports Illustrated” per sette anni consecutivi. Dopo aver ritratto il gotha della politica e della moda, lo sguardo colorato e brillante di Benedusi si è spostato sulla Riccione d’agosto, con i suoi stabilimenti balneari, gli hotel, i viali dello shopping, i parchi acquatici, le strutture termali, le discoteche, il porto, il mare. Affiancato da Stefano Bellavista, ideatore e curatore del progetto, e da Margherita Cenni, fotografa e grafica, Benedusi ha ricercato situazioni irripetibili e dato vita a una sorta di censimento fotografico. Il risultato è un dialogo tra volti: quelli della gente di Riccione e quelli dei turisti, di ieri e di oggi. Venerdì 9 novembre alle 22, Riccione TTV Festival presenta il progetto con un originale sliding-show in Terrazza Riccione City Eye, una spettacolare anteprima con musica e visual a cura di Luckyassembler e Cocoricò Network.

LA GIORNATA DI OGGI

La 21esima edizione del Riccione TTV Festival si apre con una serata all’insegna della musica e della fotografia. Alle 20.30 presso la Terrazza Riccione City Eye, suggestivo spazio panoramico del Palazzo dei Congressi, è di scena Wilder Mann – Uomo selvaggio, progetto musicale live di Teho Teardo, proposto a Riccione prima del debutto alla Biennale di Parigi 2013. Noto per le colonne sonore di film come Diaz, Il gioiellino, Il Divo, L’amico di famiglia, La ragazza del lago, Denti e il recente La nave dolce, il compositore si accosta questa volta a un altro tipo di immagini: le straordinarie fotografie di Charles Fréger dedicate alla figura del “Wilder Mann”, l’uomo selvaggio che incarna il nostro passato e i nostri istinti ancestrali. Dopo un meticoloso lavoro di ricerca, il fotografo francese ha ritratto un uomo dimenticato, coperto di pelli animali che lo trasformano di volta in volta in orso, cinghiale, mostro o diavolo, esseri capaci di turbare e sbalordire lo spettatore. Traendo ispirazione dalle immagini, proiettate durante il concerto, Teardo rievoca un passato lontano senza nostalgia e senza retorica. E nel farlo, accompagnato dal violoncello di Martina Bertoni, rimette in gioco la sua stessa ricerca musicale su strumenti della tradizione e sperimentazione elettronica, quella ricerca che lo ha portato all’attenzione internazionale e che lo vede attualmente impegnato tra Roma e Berlino insieme a Blixa Bargeld, leader degli Einstürzende Neubauten.

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Autore dell'articolo: Carla Cesinali

Carla Cesinali
Carla Cesinali su Cultura & Culture si occupa di politica, di spettacoli, di arte.

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