«Pasolini ucciso perché indagava sulla morte di Mattei»
5 giugno 2013
Maria Ianniciello (1308 articles)
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«Pasolini ucciso perché indagava sulla morte di Mattei»

Mauro De Mauro scomparso a Palermo il 16 settembre 1970.

Pier Paolo Pasolini ucciso il 2 novembre 1975 a Ostia.

 

pasoliniCosa hanno in comune i decessi di questi due personaggi illustri? A giudizio del Sostituto Procuratore di Pavia, Vincenzo Calia, la scomparsa di De Mauro e l’omicidio di Pier Paolo Pasolini potrebbero avere un unico filo conduttore: la morte di Enrico Mattei – deceduto il 27 ottobre 1962 – sulla quale sia il giornalista palermitano sia lo scrittore forse stavano indagando. E gli indizi si troverebbero proprio in Petrolio, il romanzo postumo di Pier Paolo Pasolini. L’omicidio dello scrittore per anni è stato attribuito a Giuseppe Pelosi, che confessò di aver ucciso Pasolini perché importunato da quest’ultimo e che smentì tutto nel 2005 durante una trasmissione televisiva, nel corso della quale affermò di essersi autoaccusato perché sotto minaccia. Ma (dando per scontato la veridicità delle parole di Pelosi) da chi fosse stato minacciato non è dato ancora saperlo. A illustrare le relazioni tra il decesso di Mattei e l’omicidio di Pasolini sono Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti che nel libro Frocio e Basta (Effigie edizioni) a pagina 46 scrivono: “L’aereo del presidente dell’Eni, in volo tra Catania e Milano, precipitò (…) nella campagna di Bascapè, presso Pavia. La Procura di Pavia aveva già svolto anni prima un’inchiesta su quella morte, che però si era conclusa con una sentenza di «non luogo a procedere, perché i fatti non sussistono», avendo attribuito la caduta dell’aereo a un incidente, dovuto all’errore del pilota Irnerio Bertuzzi. (…) Calia riapre quindi l’inchiesta il 20 settembre 1994, sulla base di nuovi fatti, e la conclude il 20 febbraio 2003 con una Richiesta di archiviazione, in cui accerta il sabotaggio dell’aereo di Mattei e prospetta per l’omicidio una regia tutta italiana, di cui Eugenio Cefis (futuro presidente dell’Eni) teneva le fila”. Il magistrato legge Petrolio e trova molti indizi. A parlare con Cultura & Culture di questi fatti e di altro ancora è Giovanni Giovannetti, che spiega: «Petrolio potrebbe aver causato la morte di Pasolini. In quegli anni lo scrittore si stava occupando del nuovo potere economico-finanziario, raccogliendo molto materiale, sul quale ci stava costruendo il libro uscito postumo, che fino al 2005 (e purtroppo anche adesso da qualcuno) viene presentato dalla Cultura italiana come un romanzo frutto delle ossessioni erotiche di Pasolini».

Il giudice trova delle analogie tra Petrolio e un altro libro che s’intitola Questo è Cefis…

Sì. Si scopre che Pasolini (Calia non lo sa) aveva una copia di Questo è Cefis tra le proprie carte, datogli da Elvio Facchinelli, psicanalista e direttore di Erba Voglio, il quale venuto a sapere che lo scrittore si stava occupando di certe cose gli manda in fotocopia il libro su Cefis e da lì in poi Pasolini lavora in modo assiduo, riprendendo molti stralci che vengono rielaborati al minimo ed entrano a far parte di Petrolio.

frocio e basta 2Ma la Cultura italiana ignora questi fatti, tanto che pochi ne parlano. Perché?

Nell’edizione Oscar Mondadori di Petrolio, c’è una grossa novità; verso la fine ci sono delle note in corpo sei (cioè con caratteri quasi invisibili), in cui ci si rende conto che è stato fatto un lavoro di collazione tra il romanzo postumo di Pasolini e la biografia non autorizzata di Cefis, ma non si fa riferimento alle indagini di Calia, né alla morte di Mattei.

Perché?

C’è qualcuno che preme affinché la vicenda sia occultata.

Perché la versione del delitto a sfondo sessuale è poco attendibile?

Da molte indagini giornalistiche e da tante testimonianze si evince che sulla scena del delitto c’erano come minimo sette persone.

Nel Suo libro si fa anche il nome di Mauro De Mauro che stava indagando sul decesso del presidente Mattei…

Mauro De Mauro è stato menzionato perché stava investigando sulla morte del presidente dell’Eni e guarda caso poi è scomparso nel nulla. Tutti coloro che hanno cercato la verità su quel caso ci hanno poi rimesso la pelle.

Tipo?

Per esempio, il procuratore Capo di Palermo, Pietro Scaglione, il quale fu ucciso nel 1971 poco prima di recarsi a Milano per testimoniare al processo che vedeva imputato Guarrasi, uomo di Eugenio Cefis in Sicilia. Senza dimenticare Giorgio Boris Giuliano, commissario Capo della Questura di Palermo, che quando fu assassinato stava conducendo delle indagini quasi riservate, per conto suo, sulla scomparsa di Mauro De Mauro. Insomma una scia di sangue che fa ipotizzare che chiunque si sia occupato di questi fatti ci abbia lasciato “le penne”.

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Nel frattempo le indagini stanno andando avanti. Sulla morte di Pasolini ancora non sono stati individuati gli esecutori materiali del delitto ma, come rilevato, è emersa un’altra verità che lega Mattei a Pasolini e anche a Mauro De Mauro. E proprio su quest’ultimo il linguista, Tullio De Mauro (fratello del giornalista scomparso), ha dichiarato domenica 2 giugno 2013 al quotidiano La Repubblica: «La storia di mio fratello è terribile. E`duro non avere una tomba; è duro che ogni tanto il caso si riapra e si ricominci da capo. Ogni volta è un lutto che si ripropone. (…)». Il linguista ha spiegato che il caso è stato riaperto l’anno scorso e che il magistrato è convinto che il fratello avesse trovato qualche prova seria sull’attentato di Mattei e per questo la Mafia lo fece sparire. A settembre ci sarà il processo d’appello, nella speranza che la giustizia riesca a ricostruire l’intera vicenda sulla morte del presidente dell’Eni, alla quale sono legate altre persone che in nome della verità sono morte. E tra queste ci potrebbe essere un certo Pasolini… E scusate se è poco! 

Ndr – Aggiornamento: Questo è quanto sapevamo fino a settembre 2013. Le cose però sono mutate: Totò Riina, unico imputato per la morte di De Mauro, è stato assolto.

Per ulteriori informazioni: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/04/mauro-de-mauro-assolto-riina-delitto-senza-colpevoli-e-lombra-del-caso-mattei/1748736/

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Direttore responsabile e coeditrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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