Firenze, in mostra l’arte russa e il suo legame con l’Oriente
19 ottobre 2013
Valentina Sala (182 articles)
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Firenze, in mostra l’arte russa e il suo legame con l’Oriente

MalevicLa Russia, un Paese grande circa 17 milioni di chilometri quadrati, per una piccola parte europeo e per il resto della superficie asiatico. Un Paese talmente grande da conoscere una varietà di climi, di paesaggi e, soprattutto, di popoli che non ha eguali. Parlare di arte e cultura russa per noi europei significa soprattutto pensare ad artisti come Kandinsky o a scrittori come Dostoevskij, Pasternak o Tolstoj, tutti grandi nomi che concorrono, almeno stando alla nostra interpretazione, a creare l’alta cultura europea del XIX e del XX secolo. In realtà, però, ci sono degli aspetti dell’arte russa che spesso non è così semplice cogliere: oltre gli Urali c’è un mondo immenso, che nei secoli scorsi ha sorprendentemente influenzato la stessa arte della “Madre Russia”.

Questa l’idea che sta alla base della mostra “L’Avanguardia russa, la Siberia e l’Oriente. Kandinsky, Malevič, Filonov, Gončarova”, allestita nelle sale di Palazzo Strozzi, a Firenze, e visitabile sino al 19 gennaio 2014. Se anche voi desiderate conoscere più da vicino l’arte di questo grande Paese disteso su due continenti non perdetevi, quindi, la rassegna organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi: un percorso per raccontare, attraverso le opere di artisti del primo Novecento, la complessa e inaspettata relazione esistente tra l’Avanguardia russa e l’Oriente.

avanguardia russa1Una ricca retrospettiva, quindi, alla scoperta di pezzi mai visti in Italia e in grado di documentare l’influenza che le fonti orientali ed eurasiatiche, dalle steppe dell’Asia all’India, dalla Cina al Giappone, hanno avuto sullo sviluppo del Modernismo russo. «Le figure in pietra del Neolitico, i rituali sciamanici siberiani, le stampe popolari cinesi, le incisioni giapponesi, le teorie teosofiche e antroposofiche e la filosofia indiana – spiegano i promotori della mostra – sono alcuni degli elementi che hanno ispirato a inizio secolo artisti e scrittori russi, “i nuovi barbari” dell’Avanguardia, nello sviluppare le loro idee estetiche e teoretiche, poco prima della Rivoluzione d’ottobre del 1917».

avanguardia russaLA MOSTRA – 130 opere tra cui 79 dipinti, acquerelli e disegni, 15 sculture e 36 tra oggetti del repertorio etnoantropologico e incisioni popolari raccontano, come anticipato, la relazione esistente fra l’arte russa e l’Oriente. In mostra i lavori di pittori come Wassily Kandinsky, Kazimir Malevič, Natal’ja Gončarova, Michail Larionov, Léon Bakst, Alexandre Benois, Pavel Filonov, inseriti in un percorso che ripropone le tendenze russe più innovatrici, dal Simbolismo al Cubofuturismo, dal Suprematismo al Costruttivismo. Suddivisa in 11 sezioni, l’esposizione si apre con il viaggio intrapreso da Nicola, futuro zar di tutte le Russie, tra 1890 e 1891, quando partendo da Trieste raggiunse Vladivostok, nell’estremo oriente russo, e poi via, alla volta di San Pietroburgo. «La spedizione – riprendono gli organizzatori – era volta a rafforzare le relazioni con i popoli della frontiera orientale dell’Impero, ma fu anche un viaggio iniziatico per il ventiduenne Nicola, che rese popolare in Russia la conoscenza di terre esotiche come India, Ceylon, Giava, Siam, Giappone, Cina, stabilendo i contatti del futuro zar con territori inesplorati e con i popoli “minori” e “primitivi” della Siberia.avanguardia russa2 A ogni tappa del suo viaggio lo zarevič scambiava regali con le autorità locali, e in seguito fu organizzata al Museo dell’Ermitage una mostra dei regali ricevuti, che resero popolari queste lontane culture». Dipinti, sculture, oggetti di arte orientale e reperti etnografici del periodo 1890-1930 trovano spazio, quindi, nella mostra fiorentina, che con una kamennaja baba, statua paleolitica in pietra, accoglie il visitatore con un rito che potremmo definire di passaggio siberiano e orientale verso l’Avanguardia russa. In seguito oggetti provenienti dalle grandi collezioni antropologiche ed etnografiche di San Pietroburgo e di Mosca e dipinti che sono stati ispirati proprio da questi stessi reperti: le grandi opere dell’Avanguardia sono infatti presentate accanto a preziosi oggetti orientali e etnografici, il tutto all’interno di un allestimento pensato da Luigi Cupellini.

Scheda tecnica della mostra:

Fino al 19 gennaio 2014

Palazzo Strozzi, Firenze

Orari mostra: tutti i giorni 9.00-20.00, giovedì 9.00-23.00

Biglietti: intero € 10,00, ridotto € 8,50; 8,00; 7,50

Info: www.palazzostrozzi.org

 Valentina Sala

Valentina Sala

Valentina Sala

Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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