Milano: in mostra la fotografia sociale di Lewis Hine

Lewis hine«Se sapessi raccontare una storia con le parole non avrei bisogno di trascinarmi dietro una macchina fotografica». Una macchina che per Lewis Hine, fotografo e sociologo americano della prima metà del Novecento, è stata lo strumento per raccontare la società del suo tempo. A lui, autore del famoso scatto con gli operai dell’Empire State Building, fino al 2 di febbraio Milano dedica una mostra con 60 vintage print del padre della fotografia sociale moderna, tutti provenienti dalla Collezione Rosenblum di New York. Ci sono, quindi, le fotografie con gli operai di cui parlavamo, ma anche le immagini con gli immigrati di Ellis Island, il reportage di Pittsburgh e il lavoro minorile in Pennsylvania, North Carolina e Virginia, tema, quest’ultimo, molto caro al fotografo. L’esposizione, allestita all’interno del Centro Culturale di via Zebedia e intitolata “LEWIS HINE. Costruire una nazione, geografia umana e ideale”, rientra nel calendario dell’iniziativa Autunno Americano promossa dal Comune di Milano.

lewis hine1IL FOTOGRAFO – Esposte nelle sale del Centro Culturale una sessantina di opere originali provenienti dalla Collezione Rosenblum di New York, selezionate per descrivere la maestria del fondatore di quella che è stata definita “fotografia sociale”. Lewis Hine, nato a Oshkosh nel 1874 nelle campagne del Wisconsin, «porta dentro di sé – spiegano gli organizzatori – un senso di stupore e di rispetto per la grandezza della natura umana: un’umanità che ha dimostrato di saper sfidare le leggi della fisica, superare i limiti dello spazio, del tempo e della ragione, anche a costo di rinunce, fatica e sofferenza. Hine, insegnante e sociologo della Columbia University, abbracciò così la macchina fotografica per meglio rappresentare la grandezza umana dentro le condizioni sociali», tanto che la sua fotografia contribuì inequivocabilmente alla costruzione della nazione americana: «le sue immagini – riprendono – divennero, infatti, gli strumenti coi quali l’America moderna promosse le riforme sociali del lavoro».

lewis hine2Scheda tecnica della mostra:

Fino al 2 febbraio 2014

CMC – Centro Culturale di Milano, via Zebedia 2 (MM3 Missori – Uscita in sup. Missori)

Orari: da lunedì a venerdì, 10-13 / 15-18 – sabato e domenica, 16-20

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Gradita offerta libera

La Mostra, curata da Enrica Viganò e ideata da Camillo Fornasieri, è accompagnata del Libro Catalogo ed. Admira.

Info: www.centroculturaledimilano.it

 

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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