La Notte che ho dipinto il cielo di Estelle Laure

“La Notte che ho dipinto il cielo”, edito dalla DeAgostini, segna il debutto di Estelle Laure nel panorama letterario moderno e, l’autrice, secondo gli usi e costumi della narrativa di oggi confeziona un romanzo fresco, appassionante e molto emozionante. Una lettura decisa, di cuore e di spirito per una storia convenzionale ma capace di colpire il cuore del lettore. “La Notte che ho dipinto il cielo” quindi, anche se mantiene tutti i canoni di un libro young-adult, è capace di toccare i fili di una vicenda complessa, adulta e dai mille risvolti. “[…]Un giorno era soltanto il fratello carinissimo di Eden, e il giorno dopo mi toglieva il fiato, mi faceva venire i brividi e attorcigliare le budella. È colpa degli ormoni? È un mio difetto di fabbrica? È il risultato di una disperazione interiore unita alla mia mancanza di personalità? […]”. La protagonista è Lucille, una ragazza di 17 anni, un po’ goffa, insicura di sé ma con una passione sconfinata per il mondo dell’arte. Quotidianamente si divide fra compiti a casa, batticuori e la sorellina più piccola, Wrenny la sbarazzina. Non è una vita facile quella di Lucille, dato che la giovane pare non essere forte abbastanza per rivelare un torbido segreto che attanaglia la sua intera esistenza, un segreto che nasconde anche a Eden (la migliore amica). La madre di Lucille, infatti, ha lasciato le figlie in balia di loro stesse, senza un soldo, senza un po’ di conforto per affrontare la vita di tutti i giorni; eppure la studentessa proprio grazie alla vicinanza di Eden, trova la forza per superare questo difficile momento; non aveva però immaginato che un amore sconsiderato e passionale potesse sconvolgere ulteriormente la sua vita. Lucille ama Digby, il fratello di Eden, il ragazzo è però già fidanzato ma perché riempie comunque di attenzioni la timida Lucille?

“La Notte che ho dipinto il cielo” non è un semplice romanzo d’amore, anche se più volte il manoscritto stesso affronta questo tema nella sua accezione più particolare, perché l’autrice è stata capace di fotografare e raccontare con un linguaggio senza fronzoli, la gioventù di oggi al tempo dei social e della crisi dei valori. Amore, amicizia, vita e speranza sono le costanti di un romanzo che stupirà tutti, anche il lettore più esigente, perché Estelle Laure, nonostante alla fine si trova a scrivere un libro dedicato prettamente a un pubblico di giovanissimi, realizza comunque un qualcosa di diverso dal solito che prende le distanze dalla narrativa di genere. “[…]Ho cercato un milione di volte di capire qual è stato il momento in cui è diventato così fondamentale per me, ma non ci riesco. So solo che gli stupidi e fastidiosi sentimenti che provo hanno compromesso la mia capacità di comportarmi in modo normale quando lui è nei paraggi, e che vorrei tanto colmare lo spazio che ci separa stringendolo in un abbraccio. Credo che mi volatilizzerei del tutto. Ridicolo[…]”.

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Il young-adult che ultimamente è in completa crisi creativa, costellato da romanzetti di dubbia qualità, grazie all’esperienza de “La Notte che ho dipinto il cielo” porta una sorta d’innovazione nella narrativa dei più giovani, perché esplora nuovi orizzonti, nuovi stili di scrittura e soprattutto si approcciando con intensità a temi di grande impatto emotivo. L’assenza di una figura materna di riferimento e le turbe adolescenziali, sono dunque alcuni dei temi fondamentali che vengono raccontati nel romanzo e descritti con una cura quasi maniacale. Dettagli che fanno trasparire una narrazione coinvolgente ma soprattutto emerge una storia d’amore commovente, dolorosissima ma piena di speranza, “come la vita e l’amore stesso”. Un libro che tutti dovrebbero leggere, dichiara l’Entertainment Weekly e come non dare ragione all’autorevole magazine americano? La giovane Estelle Laure ha un futuro radioso di fronte a lei perché riesce a sgambettare in un panorama letterario che, a fatica, cerca di stare al passo di una società consumistica ma aperta a nuove esperienze. La DeAgostini quindi pubblica un libro unico nel suo genere che farà sicuramente strada e scalerà le classifiche di vendita, perché “La Notte che ho dipinto il cielo” è un romanzo bello come non mai e fra le pagine nasconde un cuore che pulsa.

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Autore dell'articolo: Carlo Lanna

Carlo Lanna
Carlo è un ragazzo spigliato, timido e sognatore. Di origini casertane (ma sogna di vivere a Londra), è rimasto fatalmente attratto dal mondo del cinema quando, a 13 anni, ha visto per la prima volta "Il delitto Perfetto" del grande Hitchcock. Accanito lettore di saghe fantasy e cultore dell'arte seriale americana, Carlo vorrebbe che questa insana passione per la settima arte diventasse un lavoro a tutto gli effetti. Sarà un cammino lungo ed irto di ostacoli, ma è convinto che le soddisfazioni arriveranno molto presto.

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