The Witch: trailer, trama e recensione del film horror

The Witch è un autentico capolavoro del cinema horror. Un film da vedere assolutamente. Di seguito la recensione, la trama e il trailer. 

L’impressione che si ha dopo la visione dell’inquietante The Witch è quella di una profonda lettura per immagini di uno dei tanti trattati sulla stregoneria comparsi nel mondo occidentale, come il “Malleus Maleficarum”, meglio conosciuto come “Il martello delle streghe”, il trattato di ambiente domenicano, redatto in latino e pubblicato nel 1487 allo scopo di eliminare il flagello satanista dal cuore nero della Germania. Benché le vicende narrate nell’opera prima di Robert Eggers siano ambientate nel New England del 1630, terra di coloni e incantesimi ctoni, le visioni aberranti e la ritualità rappresentata nel film indulgono ad un’ispirazione trattatistica che può ben ricollegarsi allo scritto sopracitato di Jacob Sprenger ed Heinrich Institor Kramer. Basti pensare al ruolo della donna, adepta e ancella di Satana, incapace di reagire alle lusinghe diaboliche a causa della sua debolezza caratteriale e fisiologica (si pensava avesse un intelletto più ristretto di quello maschile), alle trasformazioni animali e mostruose a cui era soggetta, all’esaltazione di una sessualità lubrica e ossessiva racchiusa nell’iconografico tema del sabba. Il cineasta esordiente intesse un gioco di richiami figurali e simbolici – dal caprone parlante luciferino alle apparizioni estemporanee nella foresta, dall’uovo magico tirato a forza dalla gola del bambino, alle seduzioni malevoli e incestuose – fino a condurre lo spettatore in un’escalation di allucinazioni culminanti in una coreografica danza macabra intorno al fuoco. Eggers non fa il verso al nostro Argento, più interessato nella prosecuzione del mito delle madri a esaltare uno splatter estetizzante e goliardico – si veda “La terza madre” – né al talentuoso regista iberico Álex de la Iglesia il cui “Le streghe son tornate!” alterna momenti di esaltazione truculenta a risate appassionate, ma sembra avvicinarsi all’estro di Ben Wheatley che, ironia della sorte, avrebbe dovuto girare la pellicola al posto suo.

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Le atmosfere di The Witch, infatti, se da una parte riprendono filologicamente le visioni contenute nei libri e vengono fatte inalare allo spettatore come in una lenta intossicazione da gas venefico, d’altra parte richiamano i luoghi spettrali di “Kill list”, gli ambigui intrecci in cui si annodano sinistri complotti e situazioni profondamente disturbanti proprio perché legate ad un culto esoterico e sanguinario. Cosa rende allora speciale l’esordio dietro la macchina da presa di Robert Eggers? La sua visione d’insieme, la coerenza interna di rimandi iconografici, l’aria insalubre che si respira di minuto in minuto, la quiete apparente che sembra preannunciare, ad ogni sospiro o sibilo di vento tra le canne, un’apparizione sinistra che non si dimenticherà facilmente, l’orrore inesploso che, anziché riversarsi in un flusso continuo, viene tenuto sospeso come su una nube tossica pronta a sputare veleno da un momento all’altro. Tutto ciò rende The Witch un capolavoro nel suo genere, una gemma rara nella cinematografia horror a tematica stregonica. E non si ha paura di esagerare coi proseliti, tanto più che il film ha fatto il giro dei festival internazionali raccogliendo plausi e consensi unanimi. E se ciò non bastasse, si dovrà citare la recitazione di un cast di prima grandezza – la famiglia di coloni trasferita nel magico New England – che restituisce appieno il senso angosciante di predestinazione religiosa trasformatosi poi in incubo all’interno di un “cerchio magico” stretto tra gli abbracci di alberi secchi e scheletrici. Succubi della maledizione sono i genitori William (Ralph Ineson) e Katherine (Kate Dickie), procreatori di cinque figli tra cui la verginale Thomasin, interpretata dalla giovane Anya Taylor-Joy che, grazie alla sua sensualità celata e al viso angelico, si candida a divenire preda succulenta per la strega del bosco. All’interno di un cupo family drama, Eggers muove i suoi fili soprannaturali con destrezza calcolata, centellinando spaventi e momenti di dialogo, attimi di sospensione ed esplosioni di cruda violenza, inoculando, minuto dopo minuto, il germe diabolico dell’angoscia senza speranza, di un male atavico e incurabile di cui si fanno carico espressivo i personaggi sofferenti e austeri, dubbiosi e in preda alla superstizione più nera.

Tutto questo rende The Witch un horror d’autore sui generis, rigoroso e geometrico nella riproposizione dell’immaginario demoniaco e onirico nella restituzione di un sotto-mondo parallelo contagiato da mutazioni animali, metamorfosi indiavolate e visioni ottenebranti. Ecco la trama del film nei dettagli: una famiglia di coloni – il padre William, la madre Katherine e i loro cinque figli – si trasferisce nel 1630 in una terra del New England per coltivare i frutti della terra. La loro fattoria è situata in una zona boschiva a ridosso di una foresta fitta e misteriosa in cui la figlia maggiore Thomasin è solita avventurarvisi col fratello Caleb. Durante una delle sue solite passeggiate con in braccio il fratello neonato accade l’improbabile: il bambino scompare nel nulla. Le ricerche si rivelano vane, ma qualcosa di maligno si agita nella foresta e i comportamenti di alcuni membri della famiglia iniziano a farsi deliranti. Mentre si adombrano sguardi incestuosi tra Caleb e Thomasin e le due gemelline sembrano parlare col caprone nel recinto, i genitori dalla forte devozione religiosa si sentono smarriti e in preda ad un incubo collettivo. Poi, Caleb scompare nel nulla, e la superstizione lascia il posto ad un terrore crescente che allontana il gruppo dal riparo della fede. Di seguito alcune immagini di The Witch e il trailer.

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Autore dell'articolo: Vincenzo Palermo

Vincenzo Palermo
Nato a Catanzaro, si laurea in Lettere moderne a Bologna, con tesi sul Decameron fantastico. Grande appassionato di cinema e letterature medievali, collabora con portali e siti di critica cinematografica, dedicandosi alla scrittura di recensioni e articoli di approfondimento tematico. Campi di interesse: classici del muto, grandi autori europei, New Hollywood e tendenze sperimentali del cinema moderno.

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