London Film Festival: Jason Reitman entusiasma? Tutta Colpa delle Stelle

MEN, WOMEN, AND CHILDRENAvevamo confidato in loro e non ci eravamo sbagliati. Il regista Jason Reitman e la star di Colpa delle Stelle, Ansel Elgort, sono stati i grandi protagonisti della seconda giornata del London Film Festival. Men, Women & Children è, infatti, una gradevolissima commedia che fa riflettere su quanto siano cambiati i nostri modi di interagire al tempo della tecnologia. Da Reitman, il creatore di Juno, ci si aspetta sempre il meglio e, se lo scorso anno aveva deluso le aspettative con il melenso Un giorno come tanti [Labour Day], quest’anno fa centro con un film divertente e profondo. Basato sull’omonimo romanzo di Chad Kultgen, Men, Women & Children racconta una generazione che convive e si relaziona con dei dispositivi e che tramite essi scopre il sesso, l’amicizia e l’amore. Una generazione supportata ma anche frustrata dalla tecnologia stessa che, dice bene Elgort “sta comportando un cambiamento e i cambiamenti hanno da sempre fatto paura”. Il brillante Augustus Waters di Colpa delle Stelle si trasforma per l’occasione in un adolescente introverso e sofferente a causa dell’abbandono della madre. Si rifugia nei videogiochi ma anche nell’amore per una suo coetaneo perché “alla fine quello che conta davvero è avvicinarsi, amarsi e capirsi”, fa notare il giovane artista.

MEN, WOMEN, AND CHILDRENOltre al promettente Elgort, Men Women & Children si avvale di un cast stellare di cui fanno parte Adam Sandler, Rosemarie DeWitt, Kaitlyn Dever e Jennifer Garner. Proprio quest’ultima interpreta uno dei personaggi chiave del film, ovvero una madre talmente ossessionata dai rischi di internet da imporre alla figlia un’esistenza controllata proprio come quella che contesta. Per chi lo avesse visto, Men, Women & Children ricorda a tratti il film Disconnect di Henry Alex Rubin del 2010 nonostante qui lo sconvolgimento che Internet ha causato nelle nostre vite venga trattato in maniera più approfondita ed empatica. Gli incontri oggi avvengono in rete prima e di persona poi, l’interazione passa necessariamente attraverso messaggi, email, foto e non è poi così netta la distinzione tra realtà virtuale e non. Reitman ci spiattella tutto davanti agli occhi, in maniera ironica ma anche spaventosa e drammatica. Lui è il primo a non dirsi esente da questi rischi: “Solitamente nei film il regista è rappresentato da uno dei personaggi a cui dà voce. In questo caso, io mi rivedevo in Adam Sandler. Un uomo che non sa bene da che parte stare”.

Lui non lo saprà ma noi sì e promuoviamo a pieni voti un film con un parterre di guest star in stato di grazia, nuove leve pronte a conquistare Hollywood e importanti spunti di riflessione. In attesa che Ansel Elgort e Jason Reitman sfilino sul red carpet, che si prevede bagnato più o meno come quello di ieri, al pubblico è stata offerta un’ampia gamma di scelta. Nel primo pomeriggio è stata la volta dell’atteso Camp X-Ray, il film americano indipendente ambientato nel temporaneo centro di detenzione, istallato a Guantanamo. La discussa protagonista è Kristen Stewart, che sembra ormai aver conquistato anche la critica più snob, ancorata alla sua immagine di Bella Swan in Twilight. C’è inoltre il tutto esaurito per la proiezione di Listen Up Philip, il nuovo sorprendente film di Alex Cross Perry che racconta la storia di uno scrittore con un rapporto sentimentale in crisi, le cui sorti potrebbero essere risollevate dall’incontro con uno scrittore più anziano e affermato. Il tutto avviene in una New York colta che vuole omaggiare Woody Allen con uno straordinario senso dell’ironia.

Rosa Maiuccaro

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Autore dell'articolo: Rosa Maiuccaro

Appassionata di cultura, sport e scrittura fin dalla tenera età, sto lavorando affinché le mie passioni possano diventare un lavoro a tempo pieno. Come diceva Confucio: "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita". Il cinema, la lettura, il teatro e la danza mi hanno cambiato la vita. Ho scoperto un mondo in cui non ci si sentiva mai soli e dove era possibile essere davvero se stessi. Tramite la mia scrittura, tento di dare accesso a quel mondo favoloso al maggior numero di persone possibili. Per il resto, come sosteneva Fellini, è la curiosità che mi fa svegliare la mattina.

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