Ghostbusters 3D: trailer del film, trama e recensione

Da giovedì 28 luglio al cinema Ghostbusters 3D con una nuova e divertentissima squadra di acchiappafantasmi tutta al femminile. Ecco il trailer, la trama e la recensione.

Ghostbusters 3D è lo spettacolare ritorno di una tra le più celebrate saghe in cui il paranormale sposa la commedia irriverente. Dal 1984, anno in cui uscì nelle sale l’indimenticabile “Ghostbusters” di Ivan Reitman, di fantasmi ed ectoplasmi ne sono passati sotto i ponti. Dopo il sequel “Ghostbusters 2” del 1989, questa volta tocca a Paul Feig cercare di rinvigorire i fasti dei vecchi film con il trio delle meraviglie Dan Aykroyd, Bill Murray e Harold Ramis. Il risultato è un successo per nulla annunciato. In tutti questi anni, se la Cgi ha garantito la creazione di spettri e mostri sempre più pittoreschi (c’è anche una nuova versione del vecchio omino dei marshmallows, oltre che svariati cameo degli eroi apripista, da Bill Murray a Sigourney Weaver) non si è perso per strada il vero spirito di una serie che ha sempre guardato a una commistione nuova e pressoché perfetta di azione, umorismo corrosivo e fantasticherie paranormali, ma si sa, quelli erano comunque gli anni Ottanta, e oggi sarebbe difficile ricalcare fedelmente quei modelli cinematografici che ci hanno fatto così ridere spaventandoci, in tempi in cui andavano di moda cani mutanti dentro i frigoriferi e alieni in volo su fiammanti bmx. Ci sono a dire il vero svariate operazioni-nostalgia tese al recupero di un intero immaginario del passato; in questi frangenti il film-tributo si trasforma, come in questo caso, in un vasto serbatoio in grado di contenere quanti più ammiccamenti e strizzate d’occhio possibili al materiale originale, riuscendo nell’intento di piacere pur essendo una “scoria” impazzita che con la scusa della celebrazione cerca di raggranellare un sostanzioso bottino al box-office. Tra gli omaggi più riusciti al decennio degli anni Ottanta non si può non menzionare il miracolo di François Simard, Anouk Whissell, Yoann-Karl Whissell chiamato “Turbo Kid”, un elogio spassionato ai patinati eighties (ma quelli ambientati nei deserti post-apocalittici, dove mangianastri, visori per diapositive e vetuste console power glove la facevano da padrone) e la recentissima serie tv targata Netflix “Stranger things” che del periodo restituisce il profondo senso della meraviglia semplice.

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Paul Feig, al contrario, sceglie la via di un intrattenimento gozzovigliante con il suo Ghostbusters 3D, innocuo e scoppiettante giocattolone declinato tutto al femminile (le quattro acchiappafantasmi sono: Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones) che mischia sci-fi ludica e commedia goliardica senza alcuna riserva. L’intento del cineasta, molto probabilmente orientato alla ricerca di un target ben preciso che includesse anche il pubblico dei film per famiglie, depura quasi tutte le eccedenze irriverenti dei primi due episodi, preferendo usare un tono meno sottile e più caciarone. In questo nuovo capitolo, che distorce completamente le basi del vecchio per rifondarle in un’estetica baraccona, a tratti kitsch e ad alto tasso di demenzialità, tutto è ingigantito e ridondante. Il pieno stile “girl power”, con tanto di segretario bello, stupidino e muscoloso (Chris Hemsworth) ed eroine a caccia di fantasmi, non poteva che avere il suo cantore in Paul Feig, signore indiscusso della commedia al femminile (“Le amiche della sposa”) che consente al film di cedere il passo a dinamiche slapstick godibilissime e sfrenate. Il sense of humour di Feig forse farà rimpiangere ai fanatici della prima serie la comicità stralunata di Reitman, ma intercetterà sicuramente i gusti degli abituali consumatori di commedie-blockbuster col cervello. Sì, perché le quattro stravaganti acchiappafantasmi, non potendo più avere come nemici giurati gozeriani dell’ultima ora, flagelli della Carpazia o, più banalmente, cani rabbiosi sguinzagliati per la città, si “accontentano” di far ridere gli spettatori con acrobatiche gag e frecciatine velenose da femministe convinte. Basti pensare a quattro donne colte e anti-convenzionali, bistrattate dal mondo tutto maschile delle università, che trovano il loro riscatto dopo i tanti fallimenti dotandosi, dettaglio non da poco, di un segretario bello e sciocco e decidono di salvare il mondo con gli zaini protonici galvanizzate da un’idea di scienza bizzarra quanto rivoluzionaria.

Ghostbusters 3D funziona benissimo perché è costruito su un’alternanza di elementi che riescono ad accattivarsi le simpatie di un pubblico vasto ed eterogeneo, puntando alla satira sociale e a uno sviluppo della narrazione che annienta quasi del tutto lo spirito avventuriero (maschile) del vecchio franchise per portare alla luce una rilettura più grossolana, ma non per questo sgradevole o posticcia. Ed ecco la trama del film nei dettagli: Tutto nasce da un volume sulla reale natura dei fantasmi che la scienziata Abby Yates fa pubblicare senza il benestare di Erin Gilbert, l’amica e collega di scrittura che intanto ha rinnegato il mondo dell’occulto per ottenere una prestigiosa cattedra presso la Columbia university. Alla notizia improvvisa della pubblicazione del libro in rete, Erin è scacciata dall’ortodosso rettore che sente “odore di fantasmi” e decide di chiedere spiegazione all’amica, instancabile perfezionatrice di marchingegni esoterici insieme all’esaltata Jillian Holtzmann. Gli eventi precipitano rapidamente nel momento in cui le tre donne si trovano di fronte ad un pericoloso ectoplasma e decidono che sia il caso di salvare New York dall’invasione di vapori spettrali e minacciosi liquami melmosi. Per questo reclutano Patty Tolan, donnone che lavora di notte nella stazione della metropolitana e, chiamato anche uno strampalato segretario, formano un bizzarro manipolo che la grande metropoli conoscerà come il quartetto delle acchiappafantasmi. Di seguito il trailer e alcune fotografie.

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Autore dell'articolo: Vincenzo Palermo

Vincenzo Palermo
Nato a Catanzaro, si laurea in Lettere moderne a Bologna, con tesi sul Decameron fantastico. Grande appassionato di cinema e letterature medievali, collabora con portali e siti di critica cinematografica, dedicandosi alla scrittura di recensioni e articoli di approfondimento tematico. Campi di interesse: classici del muto, grandi autori europei, New Hollywood e tendenze sperimentali del cinema moderno.

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