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Non solo film

Wonder: trama e recensione della pellicola

Wonder: trama e recensione del film  – I bambini non percepiscono le diversità, fino a quando un adulto non insegna loro la differenza tra giusto e sbagliato, tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è. E se non rientri in determinati canoni sei un escluso, propri come in quei film per giovani adulti di ultima generazione in cui tutto è standardizzato! Questo accade quando – secondo la Neuroscienza – nel cervello si sta formando la Neocorteccia, cioè la parte più razionale dell’essere umano, ed è in quel momento che un bambino comincia a guardare un suo coetaneo con occhio omologante. Se sei diverso (fisicamente soprattutto) io ti metto da parte e nei casi limite ti rendo anche le giornate difficili. Questo il paradigma, purtroppo!

Wonder, il film nelle sale italiane dal 21 dicembre 2017, ci insegna ad abbattere le divergenze che esistono tra gli esseri umani facendoci capire che la bellezza è soggettiva e che ci sono altre doti molto più incisive, le quali possono essere colte se sappiamo osservare con il cuore anziché con sguardo giudicante e condannante. E` l’occhio che giudica l’asse portante di questo film che si cala nei diversi punti di vista, dimostrandoci che è controproducente emettere giudizio sulle persone. La grafica in Wonder è accattivante, lo stile somiglia a quello di L’A.S.S.O. nella manica (lungometraggio del 2015): colorato, fresco, giovanile. Le tonalità sono quelle del blu, il colore della comunicazione. Perché per andare oltre bisogna uscire dalla timidezza e della paura di non essere accettati esprimendo ciò che si è! Wonder racconta le peripezie di August “Auggie” Pullman (Jacob Tremblay), che dopo aver ricevuto lezioni a domicilio dalla madre Isabel (una sempre affascinante Julia Roberts) deve affrontare una nuova prova, non proprio semplice date le sue condizioni. Deve andare a scuola. Auggie soffre della Sindrome di Treacher Collins. Con il volto deturpato dalla malattia, il bambino verrà preso di mira dal bullo della scuola soffrendo molto e mettendo a dura prova la famiglia: la madre – che ha dedicato tutte le sue energie al figlio mettendo da parte le sue ambizioni lavorative – il padre Nate (Owen Wilson) e la sorella Olivia.

Wonder trama

Ma Wonder non è un film drammatico, è piuttosto una pellicola che con toni ironici ci insegna l’arte meravigliosa dell’accoglienza attraverso le vicende di questo bambino apparentemente sfortunato, sì… perché poi – capiamo – che Auggie ha tante cose che altri ragazzini vorrebbero. La vita, dunque, toglie e dà, sempre, se siamo in grado di percepire, di andare oltre il muro dei pregiudizi sociali che ci sono stati inculcati. Attraverso le esperienze di bambini, dunque, il cinema ci aiuta a riflettere sulla nostra esistenza e sulle infinite possibilità che abbiamo per esplorare territori nuovi affinché possiamo scorgere nell’altro una parte di noi, forse quella più importante. Wonder si aggiunge alla lista di film per e su ragazzi estremante consigliati come per esempio Un sogno per domani o anche Gifted – Il dono del talento, che ho visto di recente. La pellicola  –  che è diretta da Stephen Chbosky –  si ispira al libro, diventato bestseller, di R.J. Palacio.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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