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Non solo film

Tutti i soldi del mondo: trama e recensione del film su caso Getty

Il rapimento di Paul Getty, al centro del film Tutti i soldi del mondo, è un caso strettamente italiano che ha a che fare con l’Italia. E invece il nuovo lungometraggio di Ridley Scott sa d’America, forse troppo. Non si pretendeva dal cineasta britannico un film-doc sui problemi italiani degli anni Settanta, soprattutto perché si chiarisce da subito che la trama è liberamente ispirata a fatti accaduti, quindi personaggi e situazioni sono romanzati, ma almeno un quadro più esaustivo e meno frammentario dell’ambientazione storica del Bel Paese avrebbe reso la pellicola più completa.

Per il resto Tutti i soldi del mondo è un film avvincente, originale, che ti tiene con il fiato sospeso sino alla fine; per comprendere la vicenda – come accennato prima – bisogna, tuttavia, inquadrare il contesto storico in cui si verificò. Paul Getty fu rapito dalla Mafia calabrese, perché? Cosa simboleggiava la Calabria in quel periodo? Il Sud era la terra dei poveri che, in piena guerra fredda, si contrapponevano ai ricchi. Il Sud era terra di latifondi, di grandi possedimenti, ma era anche il luogo ideale per nascondere nelle campagne isolate i sequestrati. L’omertà poi della gente del posto è la stessa descritta magistralmente da Leonardo Sciascia, che pur ambientando i suoi appassionanti romanzi soprattutto in Sicilia, ci dà un’idea di com’era il Mezzogiorno dal secondo dopoguerra fino agli anni Ottanta. Il giorno della Civetta, uno dei libri più belli del maestro agrigentino, merita davvero di essere letto perché va oltre i luoghi comuni.

Tutti i soldi del mondo trama

Torniamo però al film: Paul Getty (Charlie Plummer), come si evince in Tutti i soldi del mondo, è nipote di un ricco possidente (Christopher Plummer) che si rifiuta di pagare il riscatto per avarizia o più probabilmente perché considera le persone merce da possedere così come i suoi tanti reperti artistici che custodisce gelosamente e che, a suo dire, non lo tradirebbero mai. Le persone sono invece più complicate ed imprevedibili degli oggetti! Ridley Scott con un cast eccellente s’intrufola nella vita di questo miliardario e non è difficile odiarlo… disprezzarlo. I commenti degli spettatori, seduti dietro di me, infatti la dicono lunga su quanta antipatia susciti quest’uomo cinico che dice di essere affezionato al  giovane Paul, il quale vive a Roma con la madre e girovaga per le strade della capitale, con l’aspetto da hippy. Nella sceneggiatura un ruolo importante è rivestito dall’agente della sicurezza Fletcher Chace (Mark Wahlberg), chiamato dal vecchio Getty per indagare sulla scomparsa del nipote. E poi c’è la madre del ragazzo, Gail Harris che combatte per riavere il figlio e ottenere dal suocero i soldi del riscatto. Michelle Williams in questo ruolo è da Oscar!

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Per concludere occorre chiarire comunque che il regista si mette dalla parte dei poveri come si evince dai modi di fare di Cinquanta, nome in codice (non casuale secondo me) del sequestratore che ha in custodia il giovane e che comunica con la famiglia. Vi consiglio, dunque, di andare a vedere Tutti i soldi del mondo, perché ne risentirete certamente parlare in tempo di Oscar dato che dal punto di vista stilistico è un film impeccabile.

La curiosità in più – Il caso Getty mi ha fatto venire in mente una vicenda analoga. Negli anni Novanta, sempre in Italia, fu rapito un bambino di sette anni a Porto Cervo. Il caso di Farouk Kassam fu simile a quello di Paul Getty, perché anche al bambino fu amputato il padiglione di un orecchio. Le circostanze furono diverse e anche le motivazioni ma le due vicende si somigliano. Di seguito il trailer del lungometraggio di Ridley Scott.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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