Diari

Le donne e la sindrome della crocerossina

candy candyNoi donne siamo state programmate per far programmi. E scusate il gioco di parole. Pensiamo di essere come una macchina o meglio come un robot che è programmato per migliorare le giornate altrui.

Uso la parola “programma” più volte proprio perché non esistono sinonimi adatti per definire la nostra abitudine al servizio, una peculiarità femminile. Una sorta di sindrome della crocerossina! Siamo abituate a prestar soccorso (anche quando non ci è stato richiesto) e non ci accorgiamo che questa necessità spesso non nasce da un bisogno interiore, spontaneo e personale, cioè amiamo noi stesse tanto da donarci agli altri.

Al contrario “la sindrome della crocerossina” è il risultato di un modello comportamentale insano, tramandato quasi geneticamente che diventa con il tempo un’imposizione, un dovere, una forma di violenza psicologica che facciamo a noi stesse quotidianamente, magari privandoci del tempo libero e di tutte quelle attività che potrebbero migliore la nostra vita, da intendere non come una lotta per la sopravvivenza ma come un meraviglioso viaggio all’insegna della scoperta. Vivere vuol dire acuire i nostri sensi, per vedere e sentire veramente. Vivere vuol dire realizzare la nostra vera natura secondo le predisposizioni di ciascuno.

Vivere è un’esperienza di crescita e non dobbiamo per forza lanciarci da un aereo con il paracadute per sentirci bene. Può donarci sensazioni sopite o mai provate anche una passeggiata lungo un sentiero o in riva al mare mentre le onde spumeggianti ci bagnano i piedi e il sole ci riscalda. Per riscoprire l’essenza stessa della vita, non c’è bisogno di stilare programmi (gratificanti forse più per gli altri che per noi stessi) in un’agenda consumata dal tempo e dalle nostre mani nervose che cercano di trascrivere pensieri disordinati e dubbiosi. Abbiamo tutto il diritto di lasciarci andare, seguendo la nostra voce interiore che sa sempre cosa fare e qual è la strada da seguire. Arianna Huffington in un articolo pubblicato nella sua rubrica su D di Repubblica consiglia ai giovani di tenere la mente sgombra dalle ossessioni degli adulti, soprattutto per quanto concerne l’agenda degli impegni. Questo suggerimento lo estendo alle donne di tutte le età: liberate la mente dai modelli comportamentali che ci sono stati tramandati, cooperando con la vostra guida interiore in modo da essere meno crocerossine e anche più flessibili di fronte agli imprevisti, perché l’inflessibilità e la rigidità mentale sono alla base delle principali nevrosi.

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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