Video virali? C’è anche il funerale di Casamonica

video-viraliVideo virali? Fino a pochi anni fa l’aggettivo virale veniva utilizzato in medicina per indicare un’infezione o una malattia causata da un virus. L’avvento di internet non ha modificato solamente il modo di vivere delle persone, ma anche la loro lingua, sostituendo o affiancando al significato originale dei termini un contenuto semantico relativo all’universo del web. Ed è così che l’aggettivo virale viene usato oggi per descrivere un filmato, una notizia, un’immagine che ha acquisito popolarità attraverso lo scambio su internet, mediante siti di video sharing, social media ed email. In altre parole, la viralità viene determinata e veicolata tramite You Tube, Facebook o Twitter ed è diventata un’arma di comunicazione potentissima. Ad oggi non ci sono ancora regole precise che causano o contraddistinguono il fenomeno. Un video può diventare virale perché fa ridere, è commovente o tenero (ricordate i famosi gattini?), mostra sprazzi di vita di un personaggio famoso, o fa vedere al mondo un evento oggetto d’interesse della collettività. Caratteristica principale della viralità è l’accidentalità, vale a dire essa non può essere prevista a priori, a meno che non si parli di un cosiddetto “video brandizzato”, cioè di un filmato realizzato da un marchio con un preciso intento commerciale e diffuso capillarmente sul web mediante una strategia di distribuzione studiata a tavolino. Il risultato è invece sempre lo stesso: il filmato fa il giro del Paese o addirittura del mondo, conquistando popolarità e “gloria”. Per fare alcuni esempi pratici possiamo utilizzare i video più popolari degli ultimi mesi su internet. Tra questi c’è senza dubbio la scena della serie televisiva “Friends” censurata dalla Nbc dopo l’attacco terroristico alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Sono passati quasi 14 anni e in tutto il mondo, attraverso You Tube e social network, è possibile vedere una sequenza lunga oltre quattro minuti del terzo episodio dell’ottava stagione (The one where Rachel tells..”, “La confessione nell’edizione italiana”), in cui Chandler e Monica (Matthew Perry e Courteney Cox) si trovano in aeroporto per partire per la loro luna di miele. Arrivati ai controlli di sicurezza, Chandler guarda un cartello che recita “La legge federale proibisce di scherzare su dirottamenti o bombe sull’aereo” e pronuncia una battuta ironica: “Non c’è da preoccuparsi per me, io prendo le mie bombe molto sul serio”. La scena sarebbe dovuta andare in onda la settimana dopo l’attacco alle Twin Towers. Proprio per questo motivo produttori e sceneggiatori hanno deciso di cancellarla. Il filmato ha raggiunto 15 milioni di visualizzazioni negli Stati Uniti e 4 milioni in Italia. La cosa curiosa però è che esso è disponibile su internet da più di otto anni.

Il video su Youtube

Per motivi totalmente diversi, negli ultimi giorni si è diffuso a macchia d’olio nel nostro Paese il video dei funerali di Vittorio Casamonica, uno dei boss principali del clan che porta il suo nome. L’ultimo saluto al “Re di Roma”, così era soprannominato e così viene chiamato in un manifesto affisso davanti alla Chiesa di Don Bosco (quartiere Tuscolano), sembra la scena di un film: una carrozza nera del primo novecento trainata da sei cavalli, la colonna sonora de “Il Padrino” in sottofondo, petali di rosa lanciati da un elicottero, la folla in adorazione e i vigili urbani della Capitale a scortare il corteo funebre. Immagini che da ieri stanno causando polemiche politiche e sdegno sociale in tutta Italia. Il video, in meno di 24 ore, ha superato il milione di visualizzazioni sul web, diffondendosi anche all’estero e diventando una delle notizie più dibattute dell’estate, segno non solo di quanto il fenomeno mafioso sia pericoloso e sottovalutato nella Penisola, ma anche di quanto la potenza di un filmato possa essere superiore a quella delle parole. Ma non occorre essere famosi o protagonisti delle principali pagine di cronaca per diventare virali sul web.

Il video di Repubblica sui funerali di Casamonica

Come abbiamo detto in precedenza, a volte anche un video amatoriale può diventare virale perché divertente e tenero. Un esempio su tutti? Quanti di voi, navigando sui social, non hanno “buttato l’occhio” sul video del gattino che decide di rubare la scena alla propria padrona “impallando” la telecamera mentre lei si esibisce in una posizione di yoga?

Il video del gatto su Youtube

Vittoria Patanè 

 

 

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