19 novembre 2012
Redazione (4050 articles)
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L’ARCHITETTURA ARGENTINA PARLA ITALIANO

L’influenza dell’architettura italiana su quella argentina, sull’urbanistica, sulla tecnica e l’estetica del costruire sarà al centro di un convegno internazionale promosso a Roma il 29 e il 30 novembre dalle facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza e dell’Università di Buenos Aires con la collaborazione dell’Ambasciata argentina in Italia. Sarà la prima volta che in Italia studiosi, politici e professionisti dei due Paesi approfondiranno questo aspetto ancora poco noto dei rapporti culturali, sociali ed economici che legano l’Italia e l’Argentina.

La Casa Rosada, sede della Presidenza della Repubblica, il Palacio del Congreso, sede del Parlamento, e il Teatro Colón, famoso nel mondo per la sua eccezionale acustica, sono solo alcuni degli edifici della città di Buenos Aires che portano la firma di architetti italiani (Francesco Tamburini e Vittorio Meano). Al di là dello stereotipo dell’emigrante con la valigia di cartone piena di sogni e di rimpianti e di quello di una terra vergine dove andare a trovar fortuna, la storia dei rapporti tra Italia e Argentina è caratterizzata infatti da un originale flusso di intelligenze, di saperi, di tradizioni. Tant’è che proprio per affrancarsi dalla cultura coloniale spagnola l’Argentina chiamò degli architetti italiani affidando loro il compito di ridisegnare il paesaggio urbano della nazione che aveva conquistato l’indipendenza e costruire in questo modo anche la propria identità. Di questa storia, che attraversa tutto il XIX secolo e prosegue ancora oggi, si parlerà nelle due giornate del convegno romano. Uno sguardo retrospettivo, ma non solo: una speciale sessione sarà infatti dedicata alle prospettive della cooperazione culturale tra i due Paesi. Questa sessione, organizzata in collaborazione con il Centro Studi di Politica Internazione – CeSPI e alla quale parteciperanno insieme con l’Ambasciatore della Repubblica Argentina in Italia Torcuato Di Tella, rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri italiani, dell’Istituto Italo-Latinoamericano e della Conferenza Italia-America Latina e Caraibi. Intitolato “Il contributo italiano alla costruzione della città, al patrimonio architettonico e alla cultura artistica argentina”, il convegno si aprirà giovedì mattina 29 novembre presso l’aula magna della Facoltà di Architettura (via Gramsci 53 ). I lavori della prima giornata saranno dedicati alla cultura architettonica argentina, con riferimenti ai modelli urbani di fondazione delle città e ai complessi religiosi realizzati nel ’700, e al contributo dato all’edilizia pubblica e sociale da Pietro Fossati, Nicola e Giuseppe Canale, Francesco Tamburini, Gaetano Moretti e Vittorio Meano che nel progetto per il Parlamento volle richiamare la celebre Mole Antonelliana.

La seconda giornata sarà dedicata ad alcuni artisti italiani che hanno operato in Argentina come Pietro Illari, al quale si deve la diffusione del Futurismo, e Lucio Fontana che iniziò la sua carriera proprio in Argentina come pittore di strada. Nello stesso giorno saranno presentate le politiche di tutela e valorizzazione dei manufatti argentini realizzati ad opera di architetti e maestranze italiane. Chiuderà il convegno una sessione dedicata all’architettura contemporanea con un omaggio all’opera di Clorindo Testa, il grande maestro italo argentino al quale La Sapienza ha conferito la Laurea Honoris Causa.

Nell’ambito del convegno sarà anche allestita la mostra “Roma-Buenos Aires andata e ritorno: gli studenti raccontano” che presenterà il risultato delle ricerche e dei progetti realizzati dagli iscritti della Facoltà di Architettura della Sapienza nell’ambito di un protocollo siglato con la Facultad de Arquitectura, Diseño y Urbanismo de la Universidad de Buenos Aires che consente l’interscambio di studenti oltre a quello tra ricercatori.

Organizzato da Stefania Tuzi, della Facoltà di Architettura della Sapienza, il convegno ha ottenuto l’alto patronato del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia, del Cuia (Consorzio Universitario Italiano per l’Argentina), della Facultad de Arquitectura y Urbanismo – Universidad de La Plata e della Provincia di Roma.

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