SOVRANITÀ, IL CAOS C’È GIÀ

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Le tecnologie moderne possono rendere un gran servizio alla democrazia, facilitando partecipazione cosciente, attiva e tempestiva dei cittadini sovrani alla gestione della cosa pubblica (Foto © skvoor – Fotolia.com).

La non encomiabile e perciò sostituita nel governo classe politica si distrae e distrae l’opinione pubblica dicendo di voler cambiare la Costituzione. È più naturale invece pensare che certi politici non abbiano voglia nemmeno di leggere la Costituzione, per non riconoscere sviste, alterazioni e tradimenti di mandato, commessi anche volontariamente e in piena consapevolezza, persino dopo giuramento di fedeltà alla Repubblica, e che però siano decisi a non lasciare ed a non mollare, costi quel che costi. Il Popolo sovrano d’Italia faccia sapere di non essere più disposto a seguire e ad eseguire, essendo capace di programmare anche la cooptazione di adatti rappresentanti e di controllarne e giudicarne le opere; inizi, per non sbagliare, con l’invitare tutti quanti gli eletti ad andare a casa e di non presentarsi mai più candidati alla cittadinanza, che ha avuto ed avrà tanto da pagare anche per quello che tanti eletti hanno avuto da guadagnare; si serva ogni cittadino della competenza, disponibile ormai in ogni famiglia, per comunicare da sovrano, lasciando le tamarrate nelle aule parlamentari, in buon italiano e sinteticamente il proprio pensiero e la propria volontà: in Italia ci sono intelligenze per costruire belle e grandi cose e pure menti per dare alla Nazione, carica di storia e di civiltà, dignità e posto che merita.

Non si perda altro tempo, si accendano i computers e si faccia partire la alluvione di inviti alle dimissioni a tutti, sostituiti pro tempore, ad ogni livello ed in ogni settore, dai burocrati, la cui competenza è certificata dai concorsi: genitori e figli, gomito a gomito, faranno sentire la loro voce autorevole di cittadini come li vuole la Costituzione, ossia informati, formati ed al loro posto. Quando i dimessi appariranno in giro come normali cittadini, verranno fuori pure pavidi e prudenti:le valide ragioni della base popolare faranno emergere le buone qualità degli Italiani. Partita come rivoluzione costituzionale, resterà consuetudine dei popoli che intenderanno, approfondiranno e seguiranno l’evolversi degli eventi con attenzione degna di fatti vitali: popolo sovrano farà il suo mestiere, cooptati faranno il loro dovere e comunità vivrà in armonia.

Nunziante Minichiello

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Autore dell'articolo: Nunziante Minichiello

Nunziante Minichiello
"Distribuisco cultura, quella che mi ritrovo, e cose che servono. La cultura è gratis; le cose che servono costano, ma a volte costano meno che altrove. Nei miei voti è la buona fortuna di tutti quanti". Questo è il motto di Nunziante Minichiello che su Cultura e Culture firma la rubrica "Il Terrone che non ci sta", riflessioni sul Mezzogiorno e sull'Italia, in generale, gli editoriali e alcuni articoli di attualità.

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