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C’era una volta la letteratura e c’è ancora la letteratura. Vive nella coscienza di di sa guardare e poi sognare, di chi legge senza pregiudizio, di chi ascolta con le orecchie di un bambino e poi analizza quello che ha appena ascoltato con la mente di un intellettuale. Pensare con la nostra testa. La vera letteratura questo ci consente di fare; che sia un romanzo o un saggio o un’opera teatrale… o una sceneggiatura di un film. La letteratura ci spinge in sentieri inesplorati, ci allontana dal chiasso della nostra mente per immergerci in quello altrui e infine ritornare in noi stessi più ricchi. Scrive Italo Cavino in Lezioni Americane del 1988: “La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d’ogni possibilità di realizzazione”.

Il nostro obiettivo è vivere una vita piena e autentica. In modo da capire, comprendere, andare oltre il velo di Maya. Perché, come affermava Francesco De Sanctis, si può essere in prigione fisicamente, mutilati nel corpo, ma se il pensiero vive nulla potrà fermarci. E la letteratura contribuisce a formare quel pensiero, il nostro pensiero individuale che va ad arricchire quello collettivo!  Maria Ianniciello

 

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