Il Brexit e le possibili conseguenze

A proposito del Brexit e delle possibili conseguenze, leggendo le prime pagine dei giornali di stamattina e confrontandole con le rispettive versioni online, mi accorgo sempre di più di come le cose cambiano in un battito di ciglia. Tutto muta. Tutto scorre. Diceva Eraclito. Peccato che l’uomo non se ne renda conto e – come i Malavoglia di Giovanni Verga, che si radicavano ai loro averi così come le ostriche si attaccavano alla costa – cerca invano la stabilità in un mondo che non ha nulla di stabile e definito. Questi sono concetti noti, lapalissiani, eppure stranamente così poco interiorizzati. Scrivevo dei quotidiani e del parallelismo fatto con il web che corre veloce per raccontare piccoli e grandi fatti, 24 ore su 24. Questa mattina la carta stampata nazionale dava il “Remain” al 52 per cento mentre il “Leave” al 48 per cento. Tutto sbagliato, perché – mentre leggiamo i quotidiani e le loro cronache ormai passate – le notizie sullo storico referendum sono ben diverse. Il popolo ha scelto, la Gran Bretagna è fuori dall’Unione Europea. Così la Finanza, che tutto governa, detta le regole: la sterlina è crollata ai livelli di trent’anni fa e i mercati stanno attraversando acque scure, forse come non mai, perché questa incertezza fa paura. Era prevedibile. L’Occidente è prevedibile. L’umanità lo è.

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Il Brexit è scioccante (ha vinto il “Leave” con il 52 per cento), perché simboleggia la disfatta di un’Europa inesistente, mai unita, dominata da forze interne che chiedono indipendenza ai rispettivi Stati, figuriamoci a un’Istituzione lontana, solo di facciata, che ha fatto poco e male per i cittadini, imponendo le sue regole per mantenere lo status quo. Guardando alla Grande Storia, possiamo notare che il flusso evolutivo non si è mai arrestato, anche quando pensavamo di avere una stabilità, non concretizzabile. Le guerre hanno cambiato la cartina geografica del mondo migliaia di volte e sulle ceneri del vecchio si è originato il nuovo. Ricordate la scissione da Roma della Chiesa Inglese da parte di Enrico VIII? Ricordate i movimenti luterani che portarono alla nascita del Protestantesimo? E la rivoluzione francese? Ricordate la disgregazione dell’Impero Ottomano? E molti secoli prima la caduta di Roma? E il crollo dell’Urss? Tutto cambia. Tutto si evolve. L’essere umano è in evoluzione sia come singolo sia come collettività. Pensare di poter mantenere una stabilità in nome del denaro è controproducente e inutile, perché i popoli sono in cammino, i flussi migratori sono una caratteristica della nostra specie e non possono essere arrestati.

La Gran Bretagna è uscita dall’Unione Europea?  Adeguiamoci senza giudizio e senza allarmismi. Pensate a cosa sarebbe accaduto al fronte del “Leave” se le cose fossero andate diversamente. Avrebbe continuato a far sentire il proprio malessere che si sa, una volta sedato, è facile che sfoci in brutalità e violenza. Sia chiaro: non parteggiavo per la vittoria dei secessionisti in Gran Bretagna e non sono favorevole all’uscita dell’Italia dall’Unione Europea ma sono conscia che dobbiamo prendere atto di ciò che accade, senza farci manipolare ancora e ancora dai mercati. Non sappiamo quali potrebbero essere le possibili conseguenze del Brexit. Non siamo in grado di fare pronostici, ovviamente, sarebbe da sciocchi! Nel frattempo osserviamo e attendiamo con mente vigile. Tanto tutto scorre. Tutto si evolve. Tutto cambia forma. Dopotutto ce lo insegna la Storia.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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