Dedalo e Icaro: il significato del mito

Ho sempre amato la mitologia. Da ragazzina mi nutrivo di storie mitologiche volando con la fantasia e, a proposito di volo, c’è una storia che mi è rimasta particolarmente impressa ed è quella di Dedalo e di suo figlio Icaro. Minosse commissionò a Dedalo la costruzione del labirinto ma, siccome quest’ultimo ne conosceva la struttura, il re decise di impedirgli di allontanarsi dall’isola di Creta. Dedalo allora costruì delle ali di cera per sé e per il figlio con l’intento di darsi alla fuga ma Icaro si avvicinò troppo al sole, preso dall’entusiasmo. La cera si sciolse e il ragazzo precipitò. Il padre, quando giunse in Sicilia, fece edificare un tempio in onore del figlio. Questo mito affascinò la mia mente di undicenne. Ma cosa ci insegna? Qual è il suo significato? Quali i suoi simboli?

La mitologia può essere soggetta a diverse interpretazione ma ritengo che, per capire cosa un mito ci voglia dire, bisogna conoscere innanzitutto il contesto storico e sociale nel quale è nato. Gli antichi non avevano la nostra stessa concezione del peccato e inventavano divinità per lasciar defluire le energie della natura o quegli stati d’animo che li dominavano. Ora possiamo dire che Icaro fu pervaso da quell’insana ambizione che lo portò a non ascoltare il padre e a non essere consapevole dei suoi limiti. Dedalo lo aveva avvisato ma lui, per stupire il padre o forse per autocompiacersi, dominato da un ideale esterno, precipitò nel vuoto. Quando si è ragazzi, questa saggezza per un fatto propriamente naturale è pressoché inesistente. Il compito dei genitori è di supportare i figli. Dedalo, però, pur struggendosi nel dolore, non si fece annientare dalla tristezza che la esteriorizzò costruendo il tempo proprio come facciamo noi con i cimiteri.

Dedalo e Icaro
Antonio Canova – Dedalo e Icaro – Data di produzione: 1779
Dimensioni: 220 cm (Altezza) – Museo Correr, Venezia

Il mito insegna che bisogna essere rispettosi della Natura (il sole sciolse la cera), della voce del padre e dei propri limiti. Un antico proverbio dice che chi va piano va sano e va lontano; in parte è vero forse non per ogni cosa, non per tutto. La saggezza sta nell’affidarsi all’intuito che non sbaglia mai in fatto di limiti e strade da seguire ma soprattutto nell’avere umiltà di ascoltare chi ne sa più di noi, perché l’esperienza si acquisisce strada facendo, incontrando persone giuste e apprendendo dai Maestri; e se un Padre è tale avrà sicuramente tanto da insegnare al figlio per supportarlo nel percorso evolutivo. L’immobilismo nuoce gravemente al corpo e alla mente ma anche la fretta e l’ambizione fine a se stessa sono delle cattive consigliere. Apprezzare il viaggio della Vita per sperimentare è un’occasione unica e irripetibile che non possiamo perdere; l’audacia ci aiuta però nel momento in cui si fa il passo più lungo della gamba il precipizio è dietro l’angolo…

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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