31 agosto 2012
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VENEZIA, LEONE D’ORO ALLA CARRIERA A FRANCESCO ROSI

Francesco Rosi

Oggi alla Mostra del cinema di Venezia è stato il giorno di Francesco Rosi, che ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera in occasione della proiezione della copia restaurata del suo capolavoro Il caso Mattei (1972), realizzata dalla Cineteca di Bologna e promosso dalla Film Foundation di Martin Scorsese, con il sostegno di Gucci e la collaborazione del Museo Nazionale del Cinema di Torino.

«Questo è un riconoscimento importante, che premia il percorso di tutta la mia vita, ben 50 anni, nel cinema», ha dichiarato il regista napoletano, particolarmente emozionato al momento di ritirare il premio. Rosi, che il prossimo 15 novembre compirà 90 anni, può essere considerato autore simbolo e innovatore del cinema italiano di impegno civile, con film come Le mani sulla città, Leone d’oro alla Mostra di Venezia nel 1963, Il caso Mattei, Palma d’oro a Cannes nel 1972, e Salvatore Giuliano, Orso d’argento a Berlino nel 1961.

«Il cinema civile non è una mia invenzione – dice il regista – ma trova la sua origine nella gloriosa stagione del neorealismo italiano, che negli anni successivi ha influenzato la cinematografia di tutto il mondo, Stati Uniti compresi». Stati Uniti che hanno dedicato una retrospettiva al maestro del cinema italiano, i cui film sono ancora attualissimi per «la loro funzione di testimonianza e la relazione privilegiata che sono in grado di stabilire con il pubblico – spiga Rosi – I miei film hanno anticipato temi come la crisi economica e politica, problemi che stanno affliggendo l’Italia».

A quasi 90 anni, il regista napoletano non ha più voglia di cimentarsi con la macchina da presa ma ha in mente un altro progetto, che svela in occasione della consegna del premio, ricevuto dalle mani di Giuseppe Tornatore: «Insieme stiamo scrivendo un libro che racconta tutti i miei film, sto ripercorrendo i 50 anni della mia carriera. Un progetto molto importante che arriva nel momento giusto. Nel cinema ho fatto la mia parte, ora devo fare i conti con il fisico e l’energia».

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