27 dicembre 2012
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UMBRIA JAZZ WINTER

© Peter Kogler – Fotolia.com

Edizione speciale per Umbria Jazz Winter. La versione invernale del Festival, che si svolgerà a Orvieto da 28 dicembre 2012 al 1 gennaio 2013, raggiunge le venti edizioni. Un traguardo importante per la manifestazione, nata nel 1993, che si è ritagliata un posto molto particolare nel panorama dello spettacolo italiano, non solo del jazz. Il Festival si svolge secondo una formula consolidata e di successo, affinata nel corso degli anni e centrata sul connubio tra turismo e spettacolo di qualità, con il valore aggiunto dell’ospitalità di una delle più belle città dell’Umbria, ricca di storia e cultura. Per non parlare della buona cucina. A legare questi tratti distintivi della manifestazione resta il cartellone proposto dal direttore artistico Carlo Pagnotta.

Molti i nomi importanti in programma: le eccezionali voci di Kurt Elling, Gregory Porter, Dee Alexander e Gino Paoli, i raffinati ritmi brasiliani di Paula e Jacques Morelenbaum, Pedrito Martinez, scoperto nell’ultima edizione estiva di Umbria Jazz, il supergruppo di Giovanni Tommaso con Pietro Tonolo, Flavio Boltro, Danilo Rea e Roberto Gatto, presente nella prima edizione del 1993, la musica gospel con il Nashville Gospel Superchoir di Bobby Jones e molti altri. La serata conclusiva in collaborazione con Musica Jazz e il “TOP JAZZ 2012”, proporrà i migliori musicisti vincitori del referendum indetto annualmente dalla più prestigiosa rivista jazz italiana.

Location d’eccezione anche quest’anno sarà il magnifico Duomo di Orvieto – progettato da Lorenzo Maitani e realizzato tra il Trecento e il Cinquecento – che farà da cornice, nel pomeriggio di Capodanno, alla Messa della Pace impreziosita e caratterizzata dalla presenza della musica gospel. Espressione e sintesi di culture e religiosità diverse che grazie alla musica si incontrano rendendo indimenticabile tale esperienza.

I concerti serali si svolgono al Teatro Mancinelli, inaugurato nel 1886, che offre la sintesi dei principali caratteri dell’architettura orvietana; al Palazzo del Popolo, realizzato in pietra basaltica e tufo, descritto la prima volta nel Duecento; al Palazzo dei Sette, eretto a cavallo del Trecento, caratterizzato da volte e archi possenti e affiancato dalla pregevole Torre del Papa; a Palazzo Soliano, al cui piano terra si trova il Museo Emilio Greco, con sculture e creazioni grafiche donate alla città dallo stesso. Suggestivi anche la Sala del Carmine, una ex chiesa del 1300 facente parte del più vasto complesso del Carmine, location del gran cenone di fine anno a suon di jazz la notte del 31 dicembre e sede ideale dei jazz lunch e dinner.

Tags Musica, Orvieto
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