14 febbraio 2013
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TEATRO, ALESSANDRO GASSMAN È RICCARDO III

Foto © Federico Riva

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La Stagione di Prosa 2012-2013 del Teatro Verdi di Padova prosegue martedì 19 gennaio alle ore 20.45 con la prima assoluta di R III • Riccardo Terzo, il dramma  shakespeariano diretto e interpretato da Alessandro Gassmann, sul testo tradotto e adattato da Vitaliano Trevisan. Prodotto da Teatro Stabile del Veneto, Fondazione Teatro Stabile di Torino e Società per Attori con la partecipazione produttiva di “LuganoInScena”, R III • Riccardo Terzo è interpretato da Alessandro Gassmann, Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Manrico Gammarota, Emanuele Maria Basso, Sabrina Knaflitz, Marco Cavicchioli, Marta Richeldi, Sergio Meogrossi e Paila Pavese. Resterà in scena fino al 24 febbraio e sarà poi al Teatro Goldoni di Venezia dal 24 al 28 aprile 2013.

«La decisione di affrontare, per la prima volta anche da regista – racconta Gassman – un capolavoro di William Shakespeare non è disgiunta dal felice incontro artistico con Vitaliano Trevisan. Ho sempre avuto nei riguardi del Bardo, forse per l’incombenza di gigantesche ombre familiari, un certo distacco, un approccio timoroso; le messe in scena dei suoi capolavori, lo confesso, non sono mai riuscite a coinvolgermi del tutto, forse per la difficile sintonia con un linguaggio così complesso e articolato ma anche, in molte traduzioni, oscuro e arcaico. Un “ostacolo” che mi ha sempre impedito di immaginare una messa in scena in grado di restituire l’immensa componente poetica ed emozionale e allo stesso tempo di innervare di asprezza contemporanea il cuore pulsante ed immortale dell’opera shakespeariana attraverso il registro comunicativo a me più congeniale, ovvero quello della modernità e dell’immediatezza».

Alessandro Gassmann in Riccardo TerzoLa lettura di un adattamento di un testo “minore” di Goldoni curato da Trevisan, sorprendentemente moderno e originale ma al tempo stesso accurato e rispettoso dell’autore, ha fatto scattare in Gassman «l’idea che quel tipo di approccio potesse essere non solo possibile ma altrettanto efficace nei riguardi dell’opera di Shakespeare che da anni sognavo di rappresentare: “Riccardo III”».

I primi incontri con Trevisan e i successivi scambi di opinione non hanno fatto altro che confermare questa prima impressione: «Ci siamo trovati concordi nell’idea di trasmettere i molteplici significati di questo capolavoro attraverso una struttura lessicale diretta e priva di filtri, che liberasse l’opera da ragnatele linguistiche e ne restituisse tutta la complessità, la forza, la bellezza e la sua straordinaria attualità. Il “nostro” Riccardo, col suo violento furore, la sua feroce brama di potere, la sua follia omicida, la sua “diversità” dovrà colpire al cuore, emozionare e coinvolgere il pubblico di oggi (mi auguro in gran parte formato da giovani), trasportandolo in un viaggio affascinante e tragico, attraverso le pieghe oscure dell’inconscio e nelle “deformità” congenite dell’animo umano».

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