ROMA, IN SCENA IL “FUOCO” DI GARCIA LORCA

Il SalaUno Teatro (in località Porta San Giovanni, Roma) inizia la sua stagione teatrale grazie all’intensa Rassegna di Spettacoli del format “La Settimana del Teatro”, offrendo agli spettatori serate di alta drammaturgia. La rassegna inizierà l’8 gennaio per terminare poi il 13 gennaio. A fare da filo conduttore tra tutti gli spettacoli, il più “caldo” dei quattro elementi naturali: il fuoco. Ed ecco che difatti sarà proprio il fuoco della scrittura di Garcia Lorca, a cui sono dedicate le prime due serate, ad alimentare la fiamma della passione per questo nuovo modo di fare teatro.

L’8 gennaio, alle 21, andrà in scena la rappresentazione “Casa di Bernarda Alba”. Uno spettacolo dai toni cupi e soffocanti che racconta la storia di una dittatura tutta al femminile. Al centro della scena una “madre padrona”, che costringe le figlie a isolarsi dal mondo assoggettandole a un regime tirannico.

Il 9 gennaio, invece, gli spettatori potranno godere dello spettacolo Yerma – dramma di una donna sterile. La vicenda, ha già nel titolo tutta la sua trama. Yerma, infatti, in spagnolo significa “deserto”, o meglio “sterile”. Gli spettatori avranno modo di esplorare l’animo umano di una donna che a causa della sterilità giunge a compiere il gesto più folle. Non potendo creare una nuova vita, infatti, la protagonista di questa storia semina morte.

Il 10 gennaio in scena ci sarà Marco Simeoli con la sua “Napoli è Na Parola”. Il tema del fuoco continua ad essere ricorrente, ma grazie a Simeoli lo spettatore potrà godere dell’altra faccia della medaglia. Una commedia-viaggio attraverso la capitale partenopea, una serata che diventa un percorso dettagliato tra vizi e virtù di uno dei popoli più famosi al mondo.

L’11 e il 12 gennaio, il fuoco cambierà ancora forma e dimensione, trasformandosi nella passione intensa per lo sport, passione capace di bruciare gli animi e fare male. In scena con El Matador – Racconti Desaparecidos, Antonio Nobili. Uno spettacolo intenso che porterà in scena il grido di libertà dei bambini scomparsi e delle madri oramai “orfane” di Plaza de Mayo, a Buenos Aires (Argentina). Un’interpretazione magistrale a metà tra dolore e gioia per la vittoria dei Mondiali di Calcio d’Argentina del ’78.

L’espressione più alta e la migliore trasformazione del fuoco in elemento drammaturgico avverrà però domenica 13 gennaio alle  18 grazie ad un secondo spettacolo a cura di Antonio Nobili. Chiuderà la rassegna L’Inferno dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. Nobili non riscriverà i versi del Sommo Poeta, ma li rispetterà fino allo stremo. Tutta la rappresentazione sarà infatti incentrata sulle potenzialità delle voci in scena. Otto microfoni posizionati in vari punti del corpo leggeranno i versi più famosi al mondo, amplificandone il suono attraverso l’attore – strumento. Uno intenso spettacolo ad altissimo livello emotivo. 

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