Pink Floyd: la storia, i dischi, il mito di una band senza tempo

Pink Floyd

 

I Pink Floyd sono un simbolo della storia della musica mondiale. La band britannica che ha creato, negli anni Sessanta, il genere psichedelico e lo space rock, si è sempre distinta per la ricerca ossessiva e la straordinaria capacità di sperimentare e di sorprendere a livello sonoro, visivo e filosofico. Con oltre 250 milioni di dischi venduti in tutto il mondo (75 milioni soltanto negli Usa), i Pink Floyd hanno influenzato molti artisti: da David Bowie ai Genesis, dai più recenti Nine Inch Nails ai Radiohead, per non parlare dei Dream Theater e dei Porcupine Tree.

A partire dal 19 settembre 2014, la città di Milano ospiterà una mostra speciale dedicata al gruppo fenomeno del rock e innovatore dell’arte in genere. Un evento unico che promette di svelare segreti e curiosità tenuti all’oscuro per oltre 40 anni. The Pink Floyd Exhibition sarà allestita presso La Fabbrica del Vapore, uno spazio di circa 2500 metri quadri nel quale i visitatori, fan storici della band ma anche semplici curiosi e studiosi, potranno ammirare centinaia di oggetti, filmati, registrazioni, fotografie, set architettonici e molti altri documenti assolutamente inediti. Un’esperienza emozionante che consentirà di ripercorrere le tappe fondamentali e i momenti magici della produzione dei Pink Floyd, dalla nascita a Londra nel lontano 1965, fino allo scioglimento della band, nel 2006.

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Conoscere la storia di questo gruppo significa comprendere il senso della musica e percepirne la più profonda sensibilità e verità dell’arte. I Pink Floyd, fondati da Roger Syd Barrett, George Roger Waters, Nicholas Mason e Rick Wright, attraversarono tre fasi significative, periodi guidati da tre leader diversi e, di conseguenza, caratterizzati da produzioni discografiche molto differenti tra loro. La prima fase fu quella segnata dall’impronta di Barrett, dotato di estro visionario e stravagante. L’album The Piper at the Gates of Down fu il primo esempio di musica psichedelica britannica, con testi poetici influenzati dal folk, dilatazioni di stampo fantascientifico ed effetti visivi live ricchi di proiezioni, diapositive e luci fluorescenti. L’uso eccessivo di droghe pesanti, però, causò seri problemi a Barrett, costretto ad uscire dal gruppo per poi essere sostituito dall’amico chitarrista David Gilmour, portatore di uno stile più melodico ed elegante.

pink-floyd-exhibition-770Con Atom Heart Mother, album del 1970, i Pink Floyd abbandonarono la psichedelia per abbracciare, a tutti gli effetti, il rock progressivo. La partecipazione di un’intera orchestra conferì un carattere epico al disco e segnò una rottura definitiva col passato. Tra il 1970 e il 1975 si verificarono alcuni importanti avvenimenti che segnarono la svolta professionale e artistica di Gilmour e compagni. Innanzi tutto, l’uscita di quello che ancora oggi è ritenuto il capolavoro dei Pink Floyd: l’album Meddle, trascinato dal brano Echoes, che permise alla band di vendere milioni di dischi in tutto il mondo. In seguito, la registrazione del film- concerto Live at Pompeii, girato nel 1972 nello spazio vuoto dell’anfiteatro romano. L’anno successivo, la pubblicazione di The Dark Side of The Moon, il disco dei record, il terzo più venduto di tutti i tempi, con oltre 45 milioni di copie e 14 anni di permanenza in classifica. Un concept album ricco di musica eterodossa, con testi filosofici e profonde riflessioni sulla condizione umana. La seconda metà degli anni Settanta vide nascere un altro importante disco: Wish You Were Here, dedicato a Barrett e composto da brani di denuncia per la mancanza di umanità nel mondo discografico.

 

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La figura di Waters si fece sempre più predominante in quel periodo: la sua influenza fu fortissima in Animals (disco del 1977) e in The Wall (1979), opera rock su temi quali la solitudine e la mancanza di comunicazione fra le persone. Gli anni Ottanta e Novanta furono segnati, invece, dalla personalità di Gilmour: A Momentary Lapse of Reason (1986) e The Division Bell (1996) furono le sue creazioni più significative, a cui seguirono lunghe tournée e una serie infinta di live dagli effetti visivi sorprendenti. Nel 2000, l’ultimo disco dal vivo del gruppo, registrato durante il tour di The Wall a Londra e intitolato Is There Anibody Out There? The Wall Live 1980-1981. The Pink Floyd Exhibition (19 settembre – 19 ottobre) racconterà tutta la storia della band, fase dopo fase, album dopo album, attraverso un incredibile viaggio, fatto di ricordi e di emozioni, durato quasi mezzo secolo, spaziando dai brani art rock, ai veri e propri light show che hanno fatto diventare la formazione di Waters e compagni una leggenda della musica.

Silvia Marchetti

 

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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