Paolo Sgevano: “Vò on the Folks tra radici e progresso”

vo on the folksPrenderà il via, il prossimo 1 febbraio, la XIX edizione del “Vo’ on the Folks”, la rassegna dedicata alle musiche popolari dei cinque continenti che si svolgerà presso la Sala della Comunità di Brendola, in provincia di Vicenza. Il direttore artistico Paolo Sgevano, da sempre impegnato, su più fronti, alla ricerca delle nuove tendenze musicali e alla valorizzazione della tradizione musicale, introduce l’evento con un’approfondita analisi delle nuove dinamiche della world music e della fruibilità della musica etnica in Italia e nel Mondo.

Whistles, cornamuse, ritmi elettronici e bretoni… cos’è il “Vò on the Folks”?

Questa rassegna di musica ha ben 19 anni di vita e spazia dalla musica etnica, la cosiddetta world music, alla musica celtica e, nel corso del tempo, ha portato in una piccolissima cittadina, in provincia di Vicenza, i migliori gruppi di musica etnica di tutto il mondo. Sono molto contento dei risultati che abbiamo raggiunto perché grazie al sostanziale contributo delle istituzioni locali, riusciamo a fare delle cose che altrimenti non  sarebbero possibili. Il Festival è sempre abbastanza frequentato e la gente comincia subito a prenotarsi, addirittura fin dal mese di ottobre, per assicurarsi un posto in prima fila. Viviamo, quindi, una condizione di privilegiati in questo brutto periodo di crisi del settore.

L’edizione 2014 si svolgerà nel corso di quattro appuntamenti. Chi inaugurerà il Festival?

 Inizieremo il 4 di febbraio con un gruppo giovane: i The Sidh, un gruppo italiano che al proprio interno vede, tra gli altri, un musicista, di appena 22 anni,  Iain Alexander Marr, di padre scozzese. Il genere del gruppo è molto vicino alla musica irlandese ma con un appeal molto moderno, nei loro brani si può sentire, infatti, anche qualche riferimento all’hip hop…

Cosa ci racconta dei Söndörgő?

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Il gruppo, tra i più interessanti della scena musicale ungherese, si esibirà il 15 febbraio. Il quintetto è guidato dai fratelli Eredics, tutti di età compresa tra i 20 e 30 anni, suonatori della tamburica, antichissimo strumento balcanico a corde, di origine turco-persiana, dalle molteplici varianti espressive.

Uno dei nomi più attesi è quello di Antonella Ruggiero…

ruggiero
Antonella Ruggiero

Sì, il terzo appuntamento, previsto per il 1 marzo, prevede l’incontro tra uno dei più grandi jazzisti della scena musicale veneta, ma anche nazionale, quale è  Maurizio Camardi con Antonella Ruggiero, mitica voce dei Matia Bazar. Reduci dalla realizzazione del disco intitolato “Universi Diversi”, i due artisti interpreteranno sia brani inediti che cover, tratte dal repertorio di De Andrè, in una chiave musicale vicina alla world music. Ad accompagnarli, on stage, ci saranno Francesco Signorini alle tastiere, Federico Malaman al basso, Davide Devito alla batteria e il percussionista brasiliano Ernestico, noto al grande pubblico per le collaborazioni con Jovanotti, Pino Daniele e Zucchero.

E per concludere?

 A chiudere il festival, il 15 marzo, sarà il gruppo irlandese dei Moxie, cinque tra i più apprezzati esponenti della nuova scena  musicale irlandese.

Come intende creare una “tradizione futura”?

Il mio background appartiene alla tradizione musicale di tutti i paesi che conosco. Credo che per creare uno momento musicale fruibile a tutti, e non solo ad alcuni, sia necessario dare spazio ai giovani e a nuovi tipi di musicalità. In ogni caso, se la musica è fatta bene, che sia elettronica, rock o jazz, l’importante è che sia suonata ad un ottimo livello e con delle idee innovative.

Si possono conciliare roots and progress?

Non solo radici musicali ma anche progresso… cerchiamo di progredire, di andare avanti … Non a caso tra le mie proposte ci sono dei gruppi giovani in cui io credo, questa è la mia finalità.

Hevia
Hevia

Quali sono le nuove tendenze musicali in Italia e nel mondo?

Beh sicuramente Hevia è un personaggio che è riuscito a far uscire dall’immaginario collettivo l’idea della cornamusa come uno strumento popolare, grezzo, dandogli una dinamica diversa. Attraverso la cornamusa elettronica, che lui stesso ha costruito ed ideato, è stato capace di innovare lo strumento e di conseguenza un genere musicale. A livello mondiale, poi, ci sono gli inglesi Mumford and Sons, che hanno saputo creare un’innovativa miscela tra la musica tradizionale inglese e le più recenti sonorità elettroniche.

L’anno scorso Hevia ha partecipato al “Vò on the Folks”, quando potremo riascoltarlo live in Italia?

Sono state già fissate alcune date…. Il 2 agosto l’artista sarà a Viggiano per la rassegna dell’Arpa Viggianese, il 3 agosto sarà al Ravello Festival, il 4 agosto alla rassegna dei Zampognari d’Italia, a San Polo Matese, mentre il 13 e 14 agosto sarà a Pisticci per il Lucania Film Festival, in cui Hevia sarà anche uno dei membri della giuria dei corti in gara, il 15 agosto, l’artista sarà, invece, a Rivisondoli per la rassegna dei Borghi d’Eccellenza.

 Raffaella Sbrescia

 

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Autore dell'articolo: Raffaella Sbrescia

Raffaella Sbrescia
Raffaella Sbrescia è una giornalista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Campania dal 2010 e blogger per il blog musicale "Ritratti di note". Dopo la laurea triennale in Lingue, culture e letterature dell'Europa e delle Americhe ha conseguito la laurea magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale con il massimo dei voti. Da sempre interessata al mondo della musica, dell'antropologia, dei viaggi e della letteratura, per Cultura & Culture è responsabile della sezione eventi e spettacoli.

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