‘Mia e il leone bianco’ al cinema: trama e recensione del film

Prima il circo e lo zoo, infine le battute di caccia e con esse una vera e propria strage che sta uccidendo e annientando il re degli animali: il leone. Tutto questo e molto altro ancora si evince nel film Mia e il leone bianco, una pellicola classico-moderna che fa leva su due sentimenti specifici e contrastanti per affrontare una tematica che ci riguarda tutti molto da vicino e sulla quale è impossibile chiudere gli occhi: la salvaguardia della natura e degli animali.

Accennavo prima alle emozioni che mi hanno dominato guardando Mia e il leone bianco. Sono sensazioni molto diverse: la prima è viscerale ed è la rabbia; l’altra si propaga dal cuore ed è la malinconia. La rabbia per quanto sta accadendo in Africa e per il disinteresse collettivo; la malinconia per tutto ciò che resta (ben poco in realtà) di quel mondo acerbo ed incantato che Karen Blixen descrisse con piglio autobiografico nel romanzo La mia Africa, su cui si è basato il film – diventato un classico della cinematografia – con Meryl Streep e Robert Redford.

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In Mia e il leone bianco quella magia, che si respira nella pellicola cult, si evince come una lontana sfumatura nella leggenda del leone bianco, considerato sacro proprio perché raro in natura. Il film emoziona fino alle lacrime e ci fa capire che gli esseri umani si suddividono in buoni, brutti e cattivi. Tra i buoni collocherei Mia (Daniah De Villiers); tra i brutti coloro che si adattano ad un sistema corrotto, altamente competitivo e che scendono a compromessi; tra i cattivi metterei i soliti noti, cioè chi gestisce davvero i soldi. Gilles de Maistre gira una pellicola per grandi e piccini.

Il regista ci porta in Sud Africa dove il padre di Mia gestisce un allevamento di leoni con non poche difficoltà dopo essersi trasferito da Londra. de Maistre si avvale del supporto dello zoologo esperto di leoni, Kevin Richardson, che da anni si batte per salvare i leoni in cattività e riportarli così allo stato selvatico.

Qualche curiosità: Il film, che è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, è stato girato in  tre anni: il giusto tempo per permettere di notare la vera crescita di Mia e del leone bianco che nella realtà si chiama Thor. Kevin Richardson ha supervisionato l’intero processo di produzione e  le interazioni tra leoni e bambini, affinché tutto si svolgesse nella  totale sicurezza.

Mia e il leone bianco è la storia di un’amicizia che nasce tra una ragazzina e Charlie, un cucciolo di leone, che le farà apprezzare il volto più autentico del continente nero. I due crescono insieme, passano tre anni e Mia si accorge che questo profondo legame rischia di spezzarsi per cause esterne. La storia è coinvolgente e richiama alla mente altri film che descrivono il rapporto tra uomini e animali ma anche pellicole come per esempio Australia dove la modernità prende a schiaffi le antiche culture riducendole a pezzi da museo. Sebbene quest’ultimo aspetto sia solo accennato e si percepisce nelle scene finali del film.

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Insomma consiglio ai genitori di portare i bambini a vedere questa pellicola perché la Madre Terra non può essere assoggettata. Della Natura noi facciamo parte e rispettarla, così come facevano le culture più remote della terra, è il nostro principale dovere. Disinteressarsene è un sacrilegio. Vi consiglio di guardare nel box in basso per gli approfondimenti. (recensione di Maria Ianniciello)

 

PER APPROFONDIRE 

IL CAST ARTISTICO DEL FILM  MIA E IL LEONE BIANCO  

Mia: Daniah De Villiers; Alice: Mélanie Laurent; John: Langley Kirkwood; Mich: Ryan Mac Lennon; Charlie: Thor; Kevin: Lionel Newton; Jodie: Lillian Tube; Dirk: Brandon Auret.

LA STRAGE DEI LEONI

IL TRAILER DEL FILM

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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