Led Zeppelin, la band che regala ancora emozioni

Led ZeppelinIl celebre gruppo rock dei Led Zeppelin ha recentemente annunciato che il 3 giugno prossimo saranno lanciate in tutto il Mondo le riedizioni dei primi tre album della band, “Led Zeppelin”, “Led Zeppelin II” e “Led Zeppelin III”. I dischi, ancor oggi ascoltati da migliaia di estimatori ed esperti di musica, verranno riproposti in versioni rimasterizzate curate direttamente dal chitarrista e compositore Jimmy Page, fondatore della band. L’operazione fa parte di un programma più vasto che prevede la riedizione dei nove album realizzati in studio dal mitico quartetto britannico con l’aggiunta di altri dischi di inediti.

La leggendaria band dal nome di un dirigibile ha contribuito notevolmente all’evoluzione del rock, attingendo inizialmente dal repertorio blues e rock-blues degli anni ‘50 e ‘60 e successivamente dal folk e dalla musica orientale.

Oltre a Page, del gruppo hanno fatto parte Robert Plant alla voce e all’armonica, John Paul Jones alle tastiere e al basso e John “Bonzo” Bonham alla batteria e percussioni. La formazione non ha subito alcun mutamento fino al 1980, anno della morte dello stesso Bonham e del conseguente scioglimento della band. L’album d’esordio, “Led Zeppelin”, pubblicato nel 1969, è costituito da inediti che miscelano blues, rock, folk e da cover di brani blues. Del disco fanno parte brani di successo come “Good times bad times”, “Communication break down” e “Dazed and Confused”, i cui riff resteranno per sempre nella storia della musica rock. In particolare, “Dazed and confused” è celebre soprattutto perché, nella parte centrale, Page ha utilizzato l’archetto del violino per suonare la chitarra.

Nello stesso anno è uscito “Led Zeppelin II”, contraddistinto da sonorità hard rock. Celeberrimo il brano d’apertura “Whole Lotta Love”, che inizia con un riff di chitarra deciso e aggressivo, utilizzato ancor oggi per sigle e stacchetti musicali. Il trionfo dell’album è stato immenso, tant’è che “Led Zeppelin II”, ha scalzato dalla vetta delle chart “Abbey Road” dei Beatles e ha venduto, in soli sei mesi, ben tre milioni di copie.

Led Zeppelin“Led Zeppelin III” è invece del 1970. Come di consueto, il disco si apre con una canzone dalle sonorità hard rock: stiamo parlando della straordinaria “Immigrant song”, celebre soprattutto per il vocalizzo di Plant a inizio strofa e per il testo di argomento epico-mitologico.

Durante il tour di supporto al disco, i Led Zeppelin sono approdati per la prima e unica volta anche in Italia. Il 3 luglio 1971, infatti, la band è stata ospite del “Cantagiro”, kermesse che si è svolta presso il Velodromo Vigorelli di Milano. L’esibizione degli Zeppelin, anticipata di quasi 4 ore rispetto a quanto era stato stabilito, ha causato molti disordini e scontri e scatenato l’ira di chi era ancora in fila per l’acquisto dei biglietti. Inevitabile l’intervento a più riprese della polizia che ha sparato candelotti lacrimogeni verso il pubblico in delirio. Gli Zeppelin sono poi stati costretti ad abbandonare il palco e gli strumenti e a barricarsi dietro le quinte. L’episodio ha sconvolto Page e compagni, tant’è che Plant ha dichiarato di non voler più tornare a suonare nel Bel Paese e così purtroppo è stato.

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Sempre nel 1971, è stato pubblicato “Led Zeppelin IV”, che con tutta probabilità può essere considerato il disco più importante del gruppo, poiché racchiude in sé canzoni che spaziano tra i diversi generi toccati dalla band. Il pezzo forte dell’album è la straordinaria “Stairway To Heaven”, uno dei brani più belli e significativi della storia del rock. La canzone inizia con il celeberrimo arpeggio di chitarra acustica cui si aggiungono i flauti traversi e via via gli altri strumenti. Il climax viene raggiunto verso la fine, quando Robert Plant urla a squarciagola incalzato dalla musica.

Led  Zeppelin“Stairway To Heaven”, che da sempre affascina milioni di fan di tutto il Mondo, è anche oggetto di alcune controversie: secondo alcune fonti, infatti, ascoltandola al contrario è possibile sentire un messaggio subliminale inneggiante a Satana. Tale tesi, che parrebbe essere più una leggenda, potrebbe però trovare sostegno nel fatto che Jimmy Page fosse sempre stato attratto dall’occulto e dal mago Aleister Crowley.

“Led Zeppelin IV” è considerato il disco di maggior successo della band con oltre 23 milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti.

Il quinto lavoro della band è “Houses Of The Holy”, del 1973, caratterizzato da sonorità più ricercate e sperimentali, con un utilizzo maggiore dei suoni elettronici e di strumenti quali il sintetizzatore e il mellotron. L’album è ancora una volta molto vario, poiché spazia da brani hard-rock a ballate, passando per il reggae. Il pezzo più significativo è “No Quarter”, nel quale John Paul Jones utilizza il piano elettrico con effetto phaser. La canzone, dai suoni psichedelici, sottolinea le qualità tecniche e interpretative del musicista, fatto che viene apprezzato ancora maggiormente nei live; la parte centrale del brano è semi-jazzistica.

Nel 1975 è stato pubblicato il doppio Lp “Physical Graffiti”, contenente anche 7 tracce già registrate che però non erano state inserite nei lavori precedenti. Ancora una volta, gli Zeppelin hanno dato prova di sapersi destreggiare in generi diversi. Punta di diamante del disco l’orientaleggiante “Kashmir”. Gli stessi 4 membri della band hanno definito la canzone come uno dei loro migliori lavori e il pezzo ha avuto un’influenza notevole nella storia della musica, ispirando i Queen nella composizione del brano “Innuendo” e Phil Collins per la linea di batteria di “Squonk”, contenuto nell’album “A trick of the Tail”.

“Physical Graffiti” ha consacrato definitivamente il gruppo, che è stato definito “The biggest band of the seventies”.

led-zeppelin-6A livello comportamentale, tuttavia, Page e soci non sono mai stati di grande esempio, a causa dei propri eccessi e degli atteggiamenti sopra le righe: si narra di distruzione di intere camere d’albergo, abuso di droga e alcool, avventure sessuali. Come tante altre band coeve, sembra che i Led Zeppelin avessero fatto proprio il motto “Sex, drugs and rock ’n roll”.

A seguito di un grave incidente d’auto accaduto nell’agosto del 1975 sull’isola di Rodi, Plant è stato costretto a un lungo periodo di convalescenza. Annullato il tour negli Stati Uniti e in Sudamerica, la band si è riunita in studio per registrare un nuovo album, “Presence”, pubblicato nel 1976. Le sonorità sono decisamente hard e lungo tutto il disco traspaiono la rabbia e la voglia di dimostrare di avere ancora qualcosa da dire. L’album non è certamente all’altezza dei precedenti anche se, negli Stati Uniti, è stato il primo a diventare disco di platino con le sole prenotazioni.

Nell’autunno 1978, i Led Zeppelin sono tornati in sala d’incisione per registrare “In Through the out door”, che è stato pubblicato l’anno successivo. L’LP è senza dubbio mediocre: il tentativo di stare al passo con i tempi porta il gruppo a snaturare il loro tipico sound. La media viene alzata dalla ballata malinconica “All my love”, un omaggio al figlioletto di Plant scomparso poco prima e dalla blueseggiante “I’m Gonna Crawl”.

La band stava ormai iniziando a essere considerata “superata”, anche perché erano gli anni in cui iniziavano a spopolare la disco music e il punk.

Nel mese di giugno 1980, gli Zeppelin hanno intrapreso un mini-tour europeo, durante il quale Bohnam ha avuto un malore ed è crollato sul palco. In programma c’era anche una tournée in America che però non è mai stata effettuata perché il 25 settembre, poco prima della partenza, Bonzo si è ubriacato a una festa in casa Page e la mattina seguente è stato ritrovato morto. Secondo indiscrezioni, il batterista aveva ingerito ben 40 dosi di vodka.

Il triste e tragico avvenimento ha fatto maturare agli altri componenti della band la decisione di sciogliere il gruppo. A due anni dalla scomparsa di Bonham, è uscito “Coda”, un album assemblato con gli inediti che non erano ancora stati pubblicati. “Ozone Baby”, “Darlene” e “Wearing And Tearing” sono i brani di scarto di “In Through the out door”: si tratta di pezzi hard rock dalle tipiche sonorità zeppeliniane. Il disco si chiude con “Bonzo’s Montreaux”, un vero e proprio omaggio allo sfortunato compagno defunto.

Dopo lo scioglimento, i Led Zeppelin si sono riuniti solo in 5 eventi: memorabile la partecipazione al Live Aid, nel 1985, con Phil Collins alla batteria.

Nonostante tutto, l’interesse nei confronti della mitica band britannica sembra non essere diminuito e ciò viene puntualmente confermato dalle varie uscite che periodicamente vengono pubblicate.

E, a quasi 35 anni dal loro scioglimento, gli Zeppelin continuano a ricevere premi e riconoscimenti: l’ultimo risale allo scorso gennaio, quando il gruppo si è aggiudicato il suo primo Grammy come best rock album per “Celebration Day”, la registrazione del live all’Ertegun tribute concert.

Il 10 maggio prossimo, inoltre, Jimmy Page riceverà un dottorato onorario conferitogli dal prestigiosissimo “Berklee College of Music”.

Il mitico dirigibile, dunque, continua a volare alto e a regalare ai propri fan di tutte le età momenti indimenticabili.

Chiara Bernasconi

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Autore dell'articolo: Chiara Bernasconi

Chiara Bernasconi
Giornalista pubblicista. Dopo la laurea triennale in scienze dei beni culturali conseguita presso l’Università degli studi di Milano, si specializza in musicologia e beni musicali nel medesimo ateneo con il massimo dei voti e la lode. Cantante e pianista, affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di musica. Le altre sue passioni sono il cinema, il teatro, l’arte e la lettura. Collabora con diverse testate online che si occupano di cultura, tecnologie e fumetti.

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