La vita di Carlo Verdone in un documentario

©Franco Buttaro
©Franco Buttaro

 

«Un epitaffio mentre sono ancora in vita! Ho detto fatemi pensare ragazzi, poi in realtà mi hanno spiegato che erano interessati alla parte mia privata». Carlo Verdone ha reagito così quando il critico cinematografico Fabio Ferzetti ed il regista Gianfranco Giagni gli hanno proposto di realizzare un film documentario dedicato ai suoi primi 34 anni di carriera. Così è nata la pellicola “Carlo!”, un concentrato di 76 minuti che sarà proiettata nelle 36 sale di “The Space” per soli tre giorni, dal 3 al 5 giugno dopo essere stata presentata al Festival di Roma lo scorso autunno. La vera preoccupazione di Verdone era che il film potesse essere in qualche modo autocelebrativo. «Mi hanno detto, ‘non sarà così’, non sarà l’apoteosi dell’attore ma si tratterà di un documentario vero». Si vedrà così un Verdone a 360 gradi raccontato oltre che da se stesso anche dalle persone più care come i figli Giulia e Paolo e la tata Novella. Ma ci saranno anche i contributi di colleghi che lo hanno accompagnato durante la sua carriera tra cui Margherita Buy, Toni Servillo, Marco Giallini, Laura Morante e Claudia Gerini. «Ai registi ho dato anche dei vecchi Super 8 – ha spiegato Verdone appena rientrato da Cannes dove ha presentato La grande bellezza – trovati mentre smantellavo casa di mio padre dopo la sua morte. In questi video ci sono io a 18 e 20 anni anche con mia madre». Il nuovo lavoro ha rappresentato l’occasione per ripercorrere alcuni momenti della sua carriera anche quelli meno esaltanti. «Anni fa mi ero arenato artisticamente poi si presentò Mario Cecchi Gori che mi mise sotto contratto. Così insieme a Enrico Oldoini coautore con me del soggetto e della sceneggiatura abbiamo passato mesi a scrivere Borotalco. Un film che segnò una rinascita e accese la voglia di fare questo lavoro».

Del risultato di “Carlo!” il popolare attore e regista è apparso più che soddisfatto: «E’ un documentario interessante per chi ama le commedie e per chi vuol conoscere a mio avviso una persona per bene, perché così vorrei essere ricordato». E per questo nuovo lavoro non poteva mancare una dedica: “Con tanto affetto al mio pubblico, che mi ha dato tanta fiducia. A loro regalo questa parte privata che non vedranno mai nei film. Il tutto senza barare».

 

Emilio Buttaro

Commenti

commenti

Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti

Autore dell'articolo: Emilio Buttaro

Emilio Buttaro
Classe 1967 ha iniziato a svolgere attività giornalistica all’età di sedici anni. Nell’85 ha vinto il concorso nazionale “Vota lo speaker” indetto dalla FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) e l’anno dopo è stato il più giovane cronista accreditato al Festival di Sanremo. Laureato in Scienze Politiche ha presentato diverse manifestazioni come il Premio Internazionale di poesia “Nosside”. Attualmente collabora con varie testate giornalistiche tutte di portata nazionale tra cui: Il Messaggero, Radio 24-Il Sole 24 Ore, La Stampa (redazione sportiva), Radio TV Capodistria, SBS emittente radiotelevisiva continentale australiana, Agenzia di Stampa Italpress, Cultura & Culture e Costantini Editore.

Lascia un commento

 COPIA NEGLI APPUNTI