8 gennaio 2013
Redazione (4050 articles)
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LA IMPACCIATORE IN UNA STORIA DI AMORE E BUGIE

©Marco Balostro

Sabrina Impacciatore (nella foto), diretta da Valerio Binasco, venerdì 11 gennaio alle 20.30 porterà sul palco del Cinema Teatro di Chiasso, nel Canton Ticino,  “È stato così”, monologo teatrale tratto dall’omonimo romanzo di Natalia Ginzburg. In prima linea i sentimenti, le passioni, le speranze di una donna sola destinata a smarrire la propria esistenza. L’attrice racconterà la storia di un amore disperato e geloso, una confessione dettata dalla dolorosa lucidità di una moglie che per anni ha sopportato la relazione extraconiugale del marito. La protagonista è un’insegnante di provincia che mette a nudo i sentimenti più intimi, le passioni, le paure e le speranze nel tentativo di non smarrire del tutto la propria esistenza. Una donna sola costretta a ripercorrere dentro di sé il percorso esistenziale che l’ha condotta al tragico omicidio.

«Natalia Ginzburg è per me tra i più importanti scrittori italiani», commenta il regista Valerio Binasco, che dell’autrice ha già messo in scena “Ti ho sposato per allegria” e “L’intervista”. «Il suo scrivere semplice e musicale arriva a toccare corde emotive fortissime, eppure la sua immaginazione poetica non è attratta dall’eccezionalità. È la grandezza della sua poesia a restituire grandezza umana a piccoli personaggi, li consola di qualcosa che si potrebbe anche chiamare il destino. In questo modo le sue storie riguardano tutti noi», sostiene il regista.

“È stato così”, pubblicato nel 1947, dopo la morte del marito Leone Ginzburg, torturato e ucciso per motivi politici e razziali nel carcere di Regina Coeli – è un “quasi esordio” per la Ginzburg; il suo primo libro autografo. Ed è un romanzo dotato di una misteriosa cupa musicalità: «La sua protagonista senza nome è capace di attraversare tutta la sua tragedia con voce asciutta e dura e, tuttavia, con un’ironia struggente e magicamente femminile», conclude il regista. Un testo che non richiede effetti speciali, solo la sensibilità di una grande attrice e di un regista che sappia far risuonare quelle corde sottili.

Sabrina Impacciatore

Dopo i corsi di recitazione presso l’Actor’s Studio di New York e a Roma con Cosimo Cinieri, Lucia Poli, Francesca de Sapio, Michael Margott e Jack Waltzer, viene scoperta da Gianni Boncompagni che la lancia come ragazza pon pon a “Domenica In”. Finita quell’esperienza Sabrina porta a termine gli studi (maturità scientifica e corso parauniversitario sulle telecomunicazioni) e inizia a lavorare nella redazione di “Rock ‘n’ Roll” (1993), uno spin-off di “Non è la RAI”, programma al quale prende parte nel 1993 e nel 1994 curando l’angolo della posta, del dibattito con le ragazze del programma e interpretando alcuni sketch comici.

È tornata in TV nel 1997 interpretando il ruolo di Darla in “Macao”, sempre con Boncompagni. Nel 1997 è anche protagonista della sitcom di Rai 2 “Disokkupati”, insieme a Paolo Ferrari, Pierfrancesco Loche, Adolfo Margiotta e Stefano Masciarelli.

Negli anni Duemila ha condotto su LA7 la trasmissione “La valigia dei sogni”, e nello stesso periodo, con il film “…e se domani” ha vinto il premio come migliore interpretazione femminile al Festival di Annecy. Sempre nei primi anni Duemila ha partecipato a varie trasmissioni televisive interpretando personaggi irriverenti, tra cui una parodia di Lara Croft, protagonista del celebre videogioco Tomb Raider, in programmi come “Ciro presenta Visitors”. Interpreta inoltre ruoli in radiodrammi o radiosceneggiati. Nel 2001 ha vinto al Flaiano Film Festival come migliore attrice non protagonista per “L’ultimo bacio”. Ha ricevuto due candidature di fila ai David di Donatello come migliore attrice non protagonista: una nel 2007 per “N (Io e Napoleone)” e l’altra nel 2008 per “Signorina Effe”. Nel 2009 è protagonista nella miniserie televisiva “Due mamme di troppo”, su Canale 5. Nel 2010 torna sul grande schermo con il film “Baciami ancora” di Gabriele Muccino, ed è scelta come conduttrice del Concerto del Primo Maggio (prima donna in assoluto nella storia della manifestazione) insieme al collega Rolando Ravello.

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