In solitario, il ritorno di François Cluzet: la recensione

in-solitario-locandinaIl mare e l’uomo. Un rapporto conflittuale e difficile. Un’eterna catarsi. Un momento di confronto e rinascita per conoscere se stessi attraverso il viaggio. Il vecchio di Hemingway “guardò il mare e capì fino a che punto era solo, adesso”. Il mare ha fatto e fa da scenografia a molti film, proprio perché attraverso di esso l’uomo può misurarsi con la sua parte più intima, riscoprendo il senso della propria vita. Com’è accaduto al personaggio di Vita di Pi. In pieno oceano s’incontrano le tempeste, per fortuna non sempre perfette. L’equipaggio del peschereccio “Andrea Gail” – guidato dal determinato capitano, Billy Tyne, che nel film The Perfect Storm (2000) è interpretato da George Clooney – si trova invece ad affrontare una tempesta perfetta. La ciurma è costituita da lupi di mare, che somigliano molto, non per gli obiettivi da raggiungere ma per il carattere e per la passione, allo skipper Yann Kermadec (François Cluzet) protagonista di In solitario, uscito nelle sale italiane il 21 novembre 2013 con la regia di Christophe Offenstein, alla sua prima esperienza di regista cinematografico, dopo aver diretto la fotografia di diverse pellicole.

Yann partecipa a una regata in barca a vela che consiste nel fare il giro del mondo in solitario, ma qualcosa sembra andare storto. Sulla sua barca approda un giovane clandestino, al quale Yann ben presto si affeziona. La pellicola, sebbene sia priva di grandi colpi di scena, non lascia scontento lo spettatore sia per la bellezza delle immagini, girate in mare con non poche difficoltà, sia per il tema, quello dell’amicizia, instaurata tra un europeo e un clandestino in un momento in cui i continui naufragi nel Mediterraneo stanno infuocando il dibattito in Europa. Una tematica che certamente interessa anche la Francia. L’attore francese Cluzet, dopo il successo di Quasi amici, ritorna quindi sul grande schermo con una pellicola sulla forza di un sentimento nobile, anche se per la prima volta nelle vesti dello sportivo.

In solitario non è un film coinvolgente e ricco di riflessioni sul rapporto tra l’uomo e il mare, però si fa guardare e, quando si alzano le luci e scorrono i titoli di coda, ci scappa anche un piccolo sorriso soddisfatto. Perché dopotutto durante una tempesta, che ci sfida, c’è sempre qualcuno che invece ci appoggia, spronandoci ad andare avanti, proprio com’è successo a Yann…

Maria Ianniciello

 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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