5 gennaio 2013
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IL TRIO DI PARMA PRESENTA IL PROGETTO DVORAK

Torna a Teatro Due di Parma la musica del grande compositore boemo Antonín Dvořák grazie a uno degli ensemble cameristici più acclamati e apprezzati a livello nazionale: il Trio di Parma è impegnato fin dallo scorso novembre in un progetto di esplorazione integrale della produzione dvorackiana e concluderà l’esecuzione dei trii con pianoforte l’11 gennaio 2013 alle ore 21.00 al Teatro Due di Parma.

Enrico Bronzi al violoncello, Aberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al violino suoneranno il Trio n.1 in si bemolle maggiore op.21 e il Trio n.4 in mi minore op.90 “Dumky”.

«L’interesse di un’esecuzione integrale come quella che proponiamo a Teatro Due – afferma Enrico Bronzi – è mostrare aspetti meno evidenti, meno conosciuti di un grande autore, affondando fino in fondo nel suo linguaggio per coglierne risvolti inaspettati».

Antonín Dvořák è uno dei grandi autori del repertorio e ha una produzione immensa della quale si eseguono prevalentemente tre opere, il Trio “Dumky”, La sinfonia del nuovo mondo e il Concerto per violoncello. Gli ascoltatori scopriranno con sorpresa che anche la produzione meno frequentata presenta grandi capolavori.

Nel Trio n.1 si riconosce un Dvořák ancora giovane, legato a modelli di composizione molto radicati nella tradizione tedesca, anche se già aperto a una sensibilità armonica più morbida, ma è con il Trio “Dumky”, indubbiamente una delle sue opere più famose ed eseguite, che si allontana per la prima volta dai modelli formali, proponendo un linguaggio decisamente innovativo: qui la scansione in tre o quattro movimenti viene sostituita da un unico pezzo che riunisce sei dumka. Forma poetica tipica dell’est estremo, la dumka è una ballata elegiaca celebrativa costituita da caratteri contrastanti: vitalità e tristezza, grandi vivacità e improvvise malinconie fusi in quella sorta di schizofrenia tipica delle danze slave.

«Se nel concerto di novembre si era nel solco della tradizione – prosegue Bronzi – con il palese omaggio a Brahms costituito dal Trio 3 dell’opera 65, il programma di gennaio ci conduce dal modello giovanile contaminato all’affermazione di un modello molto più identitario e chiaro nel segno della musica slava, del folklore e dell’innovazione del linguaggio».

Nato nel 1990 al Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, il Trio di Parma, considerato uno dei migliori complessi da camera di oggi, ha ottenuto molti riconoscimenti, primo fra tutti il “Premio Abbiati” dell’Associazione Nazionale della Critica Musicale quale miglior complesso cameristico nel 1994. L’ensemble svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero nei teatri più famosi; collabora con musicisti internazionali e insegna regolarmente presso diversi conservatori, nonché al Mozarteum di Salisburgo.

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